22/03/2026
🗣️ L’importanza delle parole
Quel che fa una guida è maneggiare le parole: grazie a loro, veicola informazioni, definisce luoghi e caratteristiche, corregge storpiature, avvisa e attenziona.
Ridefinire i nostri spazi, i luoghi con cui viviamo e lavoriamo, è parte integrante del nostro lavoro ed è per questo che se insistiamo sul concetto errato di "borgo" è perché siamo coscienti, e ne abbiamo le prove provate, dell’esito nefasto di questa nuova parola che ha preso possesso delle nostre realtà.
Sentire le grandissime parole di apprezzamento verso il nostro paese ovviamente ci lusinga e ci inorgoglisce. In parallelo, abbiamo anche sentito qualche visitatore lamentarsi della non conformità “al borgo” riguardo alla parte alta e più nuova del paese, quella che noi chiamiamo Tacu.
Abbiamo capito che Sadali stava diventando una vetrina con i brillantini e le pailettes, senza anima né storie da raccontare, ma solo un posto da visitare passivamente, con la sola parte più vecchia considerabile di visita.
Non possiamo pensare di scindere il paese in due: le storie di Mesu Idda sono importanti perché contengono quelle delle nostre nonne e dei nostri bisnonni con le loro vite difficili e genuine; le storie della parte nuova raccontano le vicissitudini delle nuove, o più o meno nuove, generazioni con le prime uscite alla Madonnina o le prime gare di atletica in via Piave.
Il “colonialismo borghiano” ha reso i nostri paesi conformi alle regole dei parametri: casette carine, finestre celesti, fiorellino nel davanzale, pietra a vista, senza polvere, senza erbacce, con la tendina nelle finestre, tutto stirato e tenuto bene per chi arriva da fuori.
A noi guide spetta il compito di sensibilizzare verso un vero turismo responsabile, informare, far conoscere gli effettivi processi, le giuste storie ma soprattutto le giuste parole.
Da “Sull’utilità e il danno dell’espressione “centro storico” per i territori” di Riccardo Onnis