13/09/2025
Quattro mondi diversi in venti chilometri di costa.
Siamo nel Parco Nazionale del Circeo, lungo la costa tirrenica tra Anzio e Terracina. Un lembo di Lazio dove il tempo sembra essersi fermato.
In soli 8.500 ettari convivono dune litoranee, foresta planiziale, promontorio costiero e aree palustri. Un mosaico naturale che altrove richiederebbe centinaia di chilometri per essere osservato.
Le dune si stiracchiano per chilometri, proteggendo spiagge selvagge come Torre Paola.
Pochi passi nell'entroterra e ti ritrovi in una delle ultime foreste planiziali d'Italia. Qui i daini attraversano sentieri ombrosi tra alberi secolari, mentre i cinghiali frugano tra felci rare.
Il promontorio del Circeo svetta a 541 metri sul paesaggio circostante. Da queste rocce, secondo il mito, Ulisse incontrò la maga Circe.
L'Ente Parco e le comunità di Sabaudia, San Felice Circeo e Latina custodiscono questo tesoro dal 1934. I quattro laghi costieri - Paola, Caprolace, Monaci e Fogliano - offrono rifugio a migliaia di uccelli migratori.
Nel 1939, nella Grotta Guattari, fu scoperto un cranio di Neanderthal perfettamente conservato.
Mentre l'urbanizzazione devora le coste italiane, il Circeo resiste come un'isola nel tempo. La maggior parte delle foreste planiziali è scomparsa per fare spazio a campi e città.
Questo piccolo universo racchiude in sé l'anima selvaggia del Mediterraneo. Un laboratorio vivente dove natura e mito si intrecciano da millenni.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Nel 1939 scoperto cranio Neanderthal nella Grotta Guattari
👉 Una delle ultime foreste planiziali d'Italia sopravvissute
👉 4 laghi costieri habitat per uccelli migratori
👉 Promontorio alto 541 metri, leggendario rifugio di Circe