21/09/2026
Historical story of Federico ll …
Stefano d’Anglona, il signore di Agnone al servizio di Federico II
Un signore altomolisano al servizio di Federico II, chiamato ad amministrare alcuni dei territori più importanti del Regno di Sicilia e, molti anni più tardi, coinvolto nelle lotte contro la dominazione angioina.
È la vicenda di Stefano d’Anglona, indicato nelle fonti anche come d’Anglone o d’Aglone, appartenente alla famiglia dei signori di Agnone. La sua figura emerge nella documentazione nella prima metà del XIII secolo, durante una delle fasi più delicate dello scontro tra l’Impero e il Papato.
Nell’agosto del 1228, Stefano d’Anglona venne nominato, insieme a Pandolfo d’Aquino, giustiziere di Terra di Lavoro, una delle circoscrizioni amministrative del Regno. Si trattava di un incarico di rilievo nell’apparato di governo federiciano, con importanti responsabilità amministrative e giudiziarie.
L’anno successivo il suo nome compare a San Germano, l’attuale Cassino. Qui, nel 1229, partecipò a una riunione di nobili e funzionari imperiali mentre l’esercito pontificio dei cosiddetti “clavisegnati” si preparava a invadere il Regno di Sicilia.
Lo scontro ebbe conseguenze dirette anche sui territori affidati agli uomini dell’imperatore. Nel 1230, per ordine di Federico II, Stefano d’Anglona riconquistò alcune località che avevano aderito alla parte pontificia. Tra queste vengono ricordate Castelluccio, Pastena, Pescosolido e Brocco, centri che, dopo la riconquista, furono distrutti.
La fiducia della corte imperiale nei confronti del signore di Agnone sembra proseguire anche negli anni immediatamente successivi. Nel gennaio del 1231 Stefano risultava ancora giustiziere di Terra di Lavoro e Federico II gli affidava ulteriori incarichi speciali. La situazione cambiò nell’aprile del 1235, quando venne sostituito da Guglielmo di Sanframondo. La sua carriera amministrativa, tuttavia, non sembra essersi conclusa: probabilmente poco dopo passò alla guida della giustizieria d’Abruzzo, incarico che risulta aver ricoperto almeno fino al dicembre del 1241.
Da questo momento le notizie su Stefano d’Anglona si interrompono. Per oltre quarant’anni il suo nome scompare dalla documentazione conosciuta, per riemergere soltanto nel 1283, in uno scenario politico completamente diverso. Federico II era morto nel 1250 e la dinastia sveva aveva ormai perso il controllo del Regno. Il Mezzogiorno era passato sotto la dominazione angioina e, dopo lo scoppio dei Vespri siciliani, il conflitto aveva assunto una dimensione mediterranea. In questo contesto Stefano d’Anglona aderì al movimento antiangioino legato a Pietro d’Aragona e Corrado d’Antiochia, ribellandosi nelle proprie terre del Molise. Una scelta che lo portò nuovamente al centro delle tensioni politiche del Regno, questa volta contro la dinastia angioina.
La ribellione non rappresentò però l’ultimo capitolo della sua vicenda. In seguito, Stefano d’Anglona fece atto di sottomissione alla casa d’Angiò e ottenne l’amnistia da Rainaldo d’Avella, capitano degli Abruzzi. Rimaneva da risolvere la questione ecclesiastica. Il 24 dicembre 1285, papa Onorio IV ordinò al vescovo di Trivento che Stefano d’Anglona fosse assolto anche dalla scomunica.
È una delle ultime notizie conosciute sul signore di Agnone. Dopo quella data le fonti tornano a tacere e non è nota la data della sua morte. La sua vicenda resta però significativa per ricostruire il ruolo svolto dalle famiglie signorili del Molise medievale nelle grandi trasformazioni politiche del Mezzogiorno.
Immagine: versione colorizzata tratta da una stampa dell’Ottocento raffigurante Stefano d’Anglona. Non è noto un ritratto storico coevo del personaggio.