Casa Museo "Gianni Atzori" a Su Pallosu (Sardegna), c/o Colonia Felina

Casa Museo "Gianni Atzori" a Su Pallosu (Sardegna), c/o Colonia Felina Si trova all'interno dell'Oasi Felina di Su Pallosu (OR),
dove i gatti scendono in spiaggia, Sardegna. Visite guidate a numero chiuso su Appuntamento.

CASA-MUSEO “GIANNI ATZORI”
c/o Colonia Felina Su Pallosu

Esposizione su
Arte-Archeologia-Natura-Pesca

Visite guidate su richiesta.Contattaci o Chiamaci e Prenota la tua visita
Attenzione questo non è un luogo aperto al pubblico, ma una casa privata
visitabile su richiesta gratuitamente.Le visite sono riservate esclusivamente a
soci, simpatizzanti dell'Associazione Culturale Amici di Su Pallosu;

agli iscritti alle pagine e gruppi Facebook gestiti dalla stessa Associazione. Per prenotare
Email:[email protected]
Mobile: 3408842834
E' una delle prime abitazioni della Marina di San Vero Milis, Sardegna. Realizzata da Gianni Atzori nel 1961.Insieme a Geppetto fu tra i primi pescatori subacquei di pesce e corallo (con muta e bombole) dell'oristanese. Gianni Atzori scelse Su Pallosu per la ricchezza del mare e per la sua tranquillità.Per questo Su Pallosu e la sua casa divennero per lui luogo di vita, di molte delle sue passioni e di espressione della sua manualità.Gianni ha lavorato proprio a Su Pallosu svariate materie prime: corno, corallo, ossidiana, pietre dure, legno ecc. riuscendo ad esprimere raffinati lavori artigianali conosciuti ed apprezzati in tutta Europa. Già da allora erano presenti i gatti "marini " di Su Pallosu. All'interno della Casa Museo, inaugurazione sabato 26 maggio 2012, sono visitabili:
-Mostra Fotografica permanente su natura, storia e paesaggio di Su Pallosu, il più piccolo borgo marino d'Italia;
-Giardino dei gatti;
-Casa dei gatti;
-Collezione di Minerali sardi;
-Esposizione permanente di lavori artigianali in arenaria e trachite.
-Mostra Fotografica permanente dei 52 gatti della Colonia Felina. La Mostra fotografica permanente ospita complessivamente 29 pannelli fotografici. 10 pannelli in forex formato A3 sulle bellezze storiche, naturali di Su Pallosu: le torri costiere spagnole, la fauna, la flora, i siti e ritrovamenti archeologici.9 pannelli fotografici plastificati in formato A4 con le foto d'epoca sulla storia della pesca a Su Pallosu: l'antica Tonnara degli anni 20 e i principali personaggi che hanno dimorato a Su Pallosu nell'ultimo secolo.
10 pannelli fotografici a colori plastificati in formato A4, riguardanti tutti i 52 gatti (ognuno con il proprio nome) della Colonia Felina di Su Pallosu, dove i gatti scendono in spiaggia. La Casa Museo, così come la Colonia e l'Associazione Amici di Su Pallosu, non ha mai avuto alcun contributo da enti o istituzioni pubbliche. Le visite sono gratuite e gestite dall'Associazione Culturale Amici di Su Pallosu.Ingresso libero.Prenotazione necessaria. BIOGRAFIA DI GIANNI ATZORI (1925-2002)

Giovanni Atzori, noto Gianni, insegnante elementare, figura politica oristanese, artigiano e uomo di cultura.Nacque ad Oristano (Sardegna) nel 1925 (11 dicembre), scomparso nel 2002 (28 febbraio).Figlio del Falegname Boiccu Atzori (bottega artigiana in via G.M.Angioy) e di Giustina Piras, fu maestro elementare e artigiano. Ha condiviso la sua vena artistica con i fratelli Nicola, Lelle e Peppinetto. Mentre con il fratello Silvestro ha avuto in comune una grande passione per il mare. Fu tra i primi sostenitori in Sardegna della lingua sarda quale idioma da portare all’interno della vita pubblica. Con lui il sardo entrò- in manierà pressochè rivoluzionaria per i tempi (fine anni '50)- nelle scuole pubbliche della provincia: Cabras prima tra queste, dove è ancora oggi conosciuto con il nomignolo di “Su Maistu “. Il suo uso del sardo, variante campidanese, sia in forma parlata che scritta, è da sempre unanimente riconosciuto per ricchezza espressiva, originarietà e proprietà di linguaggio.Fu tra i pochi infatti a evitare la contaminazione italianista delle parole e a mantenere vivo un sardo forbito, autentico e sempre adeguato al contesto. Giovanissimo iniziò a lavorare come guida turistica all'estero in Francia e in Svizzera (1949-53), prima a Parigi, successivamente a Biarritz (paese basco-francese), rientrò in Sardegna dove alternò il suo lavoro di maestro elementare alla passione per l’archeologia. E’ stato tra i primi oristanesi a rendersi conto dell’importanza della pen*sola del Sinis nella preistoria sarda collaborando con l'amico l'archeologo Enrico Atzeni (professore di Paleontologia e di Antichità sarde all’Università di Cagliari) nel rinvenimento di alcuni preziosi reperti, oggi esposti nei principali musei sardi. Intorno agli anni ‘50, insieme a Angelinu Iriu, meglio noto come Geppetto, fu uno dei primi subacquei della provincia di Oristano, nelle acque della pen*sola del Sinis e nella marina di San Vero Milis, Su Pallosu in particolare.La passione per il mare lo portò a conoscere la grande ricchezza di pesce, ma anche di corallo, dei fondali tra S.Giovanni di Sinis, l'isola di Mal di Ventre, Capo Mannu e Is Arenas. Nel 1969 la sua passione per l’attivita subacquea gli costò un embolo spinale che gli compromise l’uso delle gambe per vari mesi. Con grande sforzo riacquistò parzialmente la deambulazione durante i due anni sucessivi con frequenti visite in cui maturò una notevole conoscenza mineralogica e paleontologica nell’isola.Celebre un suo accalorato discorso in lingua sarda durante un manifestazione di protesta contro le servitu’ miitari in Sardegna, citato largamente in contesti politici e linguistici (San Salvatore, Cabras, 1980).Consigliere comunale nella seconda metà degli anni ’80 e capogruppo nel comune capoluogo per il Partito Sardo d’Azione, fu tra i dirigenti del partito dei quattro mori anche a livello nazionale sardo. Ad Oristano guidò la sezione cittadina, assieme -fra gli altri- a Maria Teresa Sechi (già presidente della Provincia di Oristano). Componente della Commissione Comunale alla toponomastica per la lingua sarda, diede un contributo significativo alla ricerca della elaborazione dei nomi in sardo delle attuali vie e piazze di Oristano. Già consigliere di Amministrazione dell’Esit (Ente Sardo Industrie Turistiche) e anche componente della Comitato Misto Paritetico sulle Servitù Regionali. Insieme a Gigi Sanna, e’ stato autore anche di una delle prime pubblicazioni sulla letteratura in Lingua Sarda e sulla storia della Sardegna-copertina a lato- (Sardegna, Lingua Comunicazione e Letteratura, edizioni Castello e Omines- edizioni Castello ). Con questa pubblicazione prima e con " Omines dal Neolitico all’ eta’ Nuragica" (edizioni Castello) poi, attraverso l’esame delle tavolette bronzee di Tzricotu (Cabras), nonostante l’inspiegabile silenzio e scetticismo di alcune autorita’, contribuì in maniera concreta a rilanciare il dibattito sul controverso tema dell’esistenza di una scrittura nuragica o paleosarda. Fu anche un grande appassionato d’arte: lavorò svariati materiali.Dall’ossidiana del Monte Arci, ai coralli rosso e nero (quest'ultimo prima di allora sconosciuto in Sardegna) del Sinis, alle pietre dure, ma anche il corno, l'osso e la trachite di Fordongianus. Collezionista di minerali e fossili sardi e non solo, ha partecipato a svariate decine di mostre ed esposizioni in ogni parte d’Italia. Le sue opere (statuine, gioielli, collane e monili vari) sono state esposte fra l’altro all’Antiquarium Arborense di Oristano (1995) nella fortunata mostra intitolata “Aurum Nigrum” e attualmente possono essere visitate nelle collezioni permanenti dei comuni di Pau sul Monte Arci (Provincia di Oristano) e di Teulada (Provincia di Cagliari).Cinque gioielli artigianali, realizzati da Gianni Atzori in argento e pietre dure si trovano invece in una mostra permanente del Museo del costume e del gioiello sardo presso il Palazzo Boyl di Milis (Provincia di Oristano).Si tratta di: una “perda ‘e latti” in cristallo di roccia, una “perda ‘e bambini” in diaspro rosso, una “perda ‘e tronu” in diaspro verde, una “perda ‘e fogu” e un “pinnacheddu” in ossidiana. Gli amuleti sono stati donati nel 2004 al comune di Milis dalla famiglia Atzori.

https://youtu.be/0M_ytpaKVvQ
27/05/2023

https://youtu.be/0M_ytpaKVvQ

Prima attrazione Turistica del Territorio comunale , assieme alla storia dell'Oasi e dei Gatti, offre uno spaccato sul valore naturale, economico della Mari...

11 anni fa !Dal quotidiano La Nuova Sardegna del 26 maggio 2012.
26/05/2023

11 anni fa !
Dal quotidiano La Nuova Sardegna del 26 maggio 2012.

Apertura per visita guidata prenotata del 4 dicembre 2022
04/12/2022

Apertura per visita guidata prenotata del 4 dicembre 2022

24/07/2022
Visita della domenica 10 luglio 2022.
10/07/2022

Visita della domenica 10 luglio 2022.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=437389934223422&id=100038572565825
17/04/2021

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DIFFAMARE CHI NON C'E' PIU'
PER DIFENDERE I LAVORI A SU PALLOSU ?!?!

Non mi meraviglio ormai di nulla, ma stavolta sono rimasto davvero basito.
Per puro caso son arrivato su un locale gruppo fb (oltre 6.000 membri) , al quale non sono neppure iscritto (non potendo quindi neppure scrivere) e ho letto e salvato questo commento che vedete in foto, prima della sua doverosa rimozione.
E' stato scritto da un autorevole sostenitore dei lavori in corso a Su Pallosu, che ha ricoperto sino a poco tempo fa alte responsabilità dirigenziali pubbliche. (Ne ho oscurato volontariamente il nome e cognome per non cadere nella sua trappola disperata ).
Se queste son le loro argomentazioni, certo non appaiono particolarmente consone, brillanti e tanto meno attuali. Sono in realtà un maldestro tentativo di sviare dalla realtà e dal merito.
Non tanto per le sciocchezze a me indirizzate, ma per le affermazioni altamente diffamatorie e prive di fondamento indirizzate a mio padre, Gianni Atzori, morto ormai 19 anni fa (28 febbraio 2002).
Ma partiamo da me.
Caro amico, la “presa in giro”, anzi il ridicolo, appare essere riuscita esclusiva tutta sua.
Si, lei è davvero sagace e mi ha beccato... , ora lo confesso pubblicamente: ho “fortissimi interessi privati” sulla spiaggia. Anzi in verità un unico grande interesse privato, eccolo svelato: prendere il sole e asciugarmi dopo aver fatto il bagno.... Ma mi faccia il piacere...
Si trastulli pure con me quanto vuole, ma mi creda non fa una gran figura quando cerca ora anche di infangare chi non può più risponderle de visu perchè è morto da quasi 20 anni. Il suo è davvero uno scadere nel pessimo gusto.
Accusare mio padre Gianni Atzori, oggi, per aver regolarmente comprato e pagato un terreno dal comune, con atto di vendita che lo obbligava a costruire-con regolare concessione edilizia-entro 5 anni, di aver “devastato” 60 anni fa, (1961), un'area archeologica con sbancamenti, è solo una palese falsità da ogni punto di vista, formale e sostanziale.Un'accusa del tutto inventata, frutto di grande fantasia.
Additare al pubblico ludibrio chi oggi non c'è più e non può nemmeno risponderle, può essere classificato solo come un atto meschino.
Mio padre-come lei ben sa- è’ stato tra i primi oristanesi a rendersi conto dell’importanza della pen*sola del Sinis nella preistoria sarda collaborando ufficialmente con l'amico l'archeologo Enrico Atzeni (professore di Paleontologia e di Antichità sarde all’Università di Cagliari) nel rinvenimento di alcuni preziosi reperti, oggi esposti nei principali musei sardi. In diverse pubblicazioni Gianni Atzori è stato giustamente citato.
Aggiungo che Gianni e' stato oggettivamente uno de piu grossi conoscitori dell'archeologia sarda e locale, anche se ha avuto ben pochi riconoscimenti ufficiale.
Il resto è solo invidia e meschinità.
Quanto ai gatti, la prego non si avventuri anche in un territorio che ha già dimostrato essere ampiamente a lei sconosciuto. Studi le norme prima di dire castronerie.
I felini liberi vaganti, ai sensi della legge quadro 14 agosto 1991, n. 281 sono sempre in capo alla totale responsabilità del sindaco e non possono esserlo ai privati.
Lasci le divagazioni e i tentativi di creare distrazioni.
Torniamo al vero tema e non svicoli. Il problema dell'erosione è oggetto di confronto. Su questo occorre discutere Oggettivamente è un problema difficile da risolvere (?), ma quello che emerge da chi osserva e vive sul posto (non a Cagliari) e' che quanto realizzato e da realizzare, appare in larga parte inutile, inadatto, dannoso e irreversibile.A dirlo sono anche esperti del rango di Giovanni De Falco o Maria Fais.
In quest'ottica sarebbe meglio fermare qui i lavori ai già realizzati impattanti 150 metri lineari di muro ligneo.Non sono pochi. Questo è anche il senso di una petizione popolare che ha raccolto un discreto successo. Gli interventi di Su Pallosu e pure di S'Anea Scoada, non sono stati né condivisi, né partecipati. Non hanno alcun consenso. La stragrande maggioranza di chi vive nella marina, come in paese, è fortemente amareggiata e preoccupata di quanto realizzato.
Informare senza avere padroni, documentare la realtà, subire intimidazioni e minacce, con serietà ed equilibrio non è un passatempo. La prima barriera naturale all'erosione che va difesa in un ambiente così fragile come quello di Su Pallosu sono rocce e dune.
E questo lo si sostiene non per fare polemica contro questo o quello , ma solo ed esclusivamente per la tutela di un bene comune.
Ps ah dimenticavo, prima di ripetere impropriamente, a "furriadura" (a vanvera) villetta, villetta villetta... ci dia almeno il servizio fognario e di acqua potabile... o per lei è troppo ?

29/03/2021

Indirizzo

Via Ziu Triagus 12
San Vero Milis
09070

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