09/06/2026
Se alloggiate a Sant'Alessio o limitrofi ed incontrate una bottega di frutta o semplicemente nei supermercati locali, assaggiate questi dolci della natura, introvabili altrove sul mercato.
La Sbergia è una varietà di pesca nettarina, il frutto raccolto solitamente tra luglio e agosto, si distingue per le sue unicità organolettiche che la rendono inconfondibile: una buccia liscia, una polpa bianca, un profumo all'olfatto distintivo e una dolcezza al gusto notevole. Queste caratteristiche peculiari sono intrinsecamente legate alle specifiche condizioni pedo-climatiche e colturali dell'area in cui viene prodotta, rendendo impossibile replicarle altrove.
Nonostante la sua desiderabilità, la Sbergia presenta delle sfide significative. Il frutto si deteriora rapidamente, e gli alberi che lo producono richiedono cure intensive in termini di difesa parassitaria, potatura e sostegno dei rami. Attualmente, la coltivazione copre una superficie stimata tra i 75 e i 90 ettari, con una produzione media annua di circa 8.000 tonnellate. Il mercato è limitato alle province di Messina, Catania e Reggio Calabria e, a causa delle dimensioni modeste delle aree coltivate, la produzione non riesce a soddisfare la domanda.
La storia della Sbergia è affascinante: secondo la tradizione, fu introdotta nel 965 dalle popolazioni arabe insediatesi nella zona, frutto di innesti sperimentali. Il nome stesso, "Sbergia", si pensa derivi dall'arabo "al-berchiga", trasformatosi poi nel francese "alberges" durante la dominazione angioina, fino alla terminologia attuale. La sua coltivazione nella valle del Niceto è documentata già dal XVI secolo, come attestato da Antonino Venuti nel suo trattato "De agricultura opusculum" del 1516.
Post di Travel Sicily