03/09/2026
3 settembre 1982 . La strage di via Carini
Con Carlo Alberto dalla Chiesa, il sacrificio del sammaritano Domenico Russo
Il 3 settembre 1982, a Palermo, la mafia assassinava il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, prefetto del capoluogo siciliano, e sua moglie Emanuela Setti Carraro.
Nell’agguato di via Isidoro Carini rimase gravemente ferito anche l’agente di scorta Domenico Russo, originario di Santa Maria Capua Vetere, che viaggiava sull’auto di servizio al seguito del prefetto. Colpito dai sicari, lottò per dodici giorni tra la vita e la morte, fino a spegnersi il 15 settembre 1982, a causa delle gravissime ferite riportate nell’attentato.
Domenico Russo aveva legato parte della propria vita alla Sicilia: sua moglie era siciliana e, per sua volontà, i funerali si svolsero a Palermo. All’estremo saluto partecipò anche l’allora sindaco di Santa Maria Capua Vetere.
La sua memoria è rimasta viva nel tempo. Palermo, San Tammaro e Santa Maria Capua Vetere gli hanno dedicato una strada. Nella sua città natale porta il suo nome proprio la via nella quale aveva abitato prima di partire per la Sicilia.
A distanza di 44 anni, ricordare Domenico Russo significa ricordare non soltanto una vittima della violenza mafiosa, ma un uomo dello Stato caduto nell'adempimento del proprio dovere.
Il suo sacrificio è anche una pagina che appartiene alla nostra terra. Una terra che, attraverso tanti suoi figli, ha saputo esprimere uomini capaci di servire le istituzioni con disciplina, coraggio e profondo senso del dovere. Domenico Russo fu uno di loro: un figlio di Terra di Lavoro che, indossando una divisa, portò fino alle estreme conseguenze l'impegno assunto al servizio dello Stato e della collettività.
Ricordarlo oggi significa restituire alla sua storia, e alla nostra comunità, la memoria che meritano.