Guida turistica archeologica della Sardegna - Chirchende

Guida turistica archeologica della Sardegna - Chirchende Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Guida turistica archeologica della Sardegna - Chirchende, Guida turistica, Sassari.

📌Alghero - Piazza Santa Croce Da oggi fino al 27 giugno c'è una mostra da non perdere!!!4° edizione della Mostra di mode...
25/06/2024

📌Alghero - Piazza Santa Croce
Da oggi fino al 27 giugno c'è una mostra da non perdere!!!
4° edizione della Mostra di modellismo statico con concorso "Nel Vivo Della Storia" .
Ingresso libero!😊

ORE: 10:00 e 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30 con

L'associazione archeologica ArcheoAido vi aspetta il 10 dicembre a partire dalle ore 15 per un interessantissimo laborat...
08/12/2023

L'associazione archeologica ArcheoAido vi aspetta il 10 dicembre a partire dalle ore 15 per un interessantissimo laboratorio sulla panificazione in epoca nuragica a cura delle dottoresse Giovanna Fundoni e Valeria Congiatu e alla conferenza sull'alimentazione delle comunità nuragiche a cura del dottor Mauro Perra.

Lo sapevate che nel territorio di Luogosanto si trova un importante Castello? Ci troviamo nel Castello di  A circa 15 mi...
06/06/2021

Lo sapevate che nel territorio di Luogosanto si trova un importante Castello?
Ci troviamo nel Castello di
A circa 15 minuti da Arzachena e vicino alle famose spiagge della Costa Smeralda si conservano importanti testimonianze archeologiche di età medioevale che danno testimonianza della vita economica e politica di quest’epoca in Sardegna.
Il castello si armonizza perfettamente con la natura che lo circonda, come se fosse lì da molto prima, nonostante i resti lo facciano risalire all’età medievale.
Ci troviamo sul Monte San Leonardo ad un’altezza di circa 300 metri slm, dalla cima si può ammirare un panorama stupendo sul territorio collinare di Luogosanto ed Arzachena e spaziare verso le tenute Mancini.
La posizione dominante permetteva di controllare le vie di comunicazione che congiungevano i porti e le città più importanti del Giudicato.
Il castello è detto di Balaiana dal nome dei Balari, una delle popolazioni autoctone che abitavano la Sardegna, presumibilmente la Gallura, prima della conquista romana fu un insediamento amministrativamente strategico e un importante simbolo della presenza istituzionale nel territorio durante il periodo giudicale.
Si fa risalire al 1050 la costruzione sia del Castello che della chiesetta, voluto da Costantino I giudice di Gallura.
1146. Si ha traccia di una disputa tra il giudice di Gallura Costantino e gli eredi del suo predecessore, sul possesso del Castello di Balaiana.
Nel 1352 il re infeudava a Giovanni d’Arborea la villa Balanyana. Fu poi occupata dal fratello Mariano IV sino almeno al 1388.
Fu distrutto dagli Aragonesi per ordine di Alfonso d’Aragona nel 1442. Il Castello ha pianta rettangolare e originariamente doveva essere a due piani, oggi rimane solo il piano terra suddiviso in tre ambienti, collegati tra loro con ingresso sulla stanza centrale. Il castello si caratterizza per la presenza di una torre trapezoidale suddivisa in due ambienti, con accesso sul lato orientale.
Nel XIX secolo la statua di San Leonardo fu trafugata dagli abitanti di Luras.
A pochi passi dal Castello si trova la ca****la del castello dedicata a San Leonardo, piccolo esempio di architettura romanica nel nord-est della Sardegna.

: una leggenda vuole che Dante Alighieri sia stato nel castello, ospite di Ugolino (Nino) Visconti, giudice di Gallura.
Un’altra leggenda narra che nei pressi del Castello si aggiri il fantasma di Don Ubaldo. Chi lo ha incontrato lo descrive come una persona gentile e affabile. Che ama intrattenersi piacevolmente, con gli ospiti occasionali, raccontando la storia della sua triste vicenda. Ubaldo apparteneva ad una nobile famiglia locale perseguitata dal re Alfonso d’Aragona.
Nel 1422 il re, dopo aver conquistato e distrutto il Castello di Balaiàna, fece mettere a ferro e a fuoco, dal suo spietato esercito, anche il Palazzo di Baldu e l’insediamento circostante.
Ubaldo riuscì a trovare rifugio presso la vicina chiesa di Santo Stefano, che custodiva una cavità dietro l’altare e dove molti altri riuscirono a salvarsi. I mercenari, assoldati da Alfonso, sterminarono la guarnigione, la famiglia di Ubaldo e rasero al suolo il suo villaggio. Le ricerche del fuggitivo continuarono per giorni, setacciando i boschi e le grotte della zona.
Ben presto gli uomini di Alfonso abbandonarono le ricerche, forse convinti che Ubaldo si fosse rifugiato presso il vescovo di Civita (l’attuale Olbia).

Come si raggiungono i ruderi del castello?
Nei pressi del Monte San Leonardo, situato su una collina rocciosa a 300 metri sul livello del mare, il Castello di Balaiana controllava la strada che conduceva verso il porto di Capo Testa e tutta la media valle del fiume Liscia.
Si raggiunge percorrendo la statale 133 sino a Luogosanto, superato il quale si prende la strada per Arzachena; proseguendo per circa 4 km si svolta a sinistra imboccando una strada asfaltata.
Dal primo caseggiato si segue a piedi un sentiero verso Est raggiungendo la base settentrionale della collina di San Leonardo di Balaiana, dove si trovano i resti del Castello e della chiesetta di San Leonardo percorrendo una scalinata realizzata tra le rocce per circa 100 m di dislivello , una decina di minuti di camminata.

Pagina, testo e foto a cura di Valeria Congiatu

🦔Stanno uscendo dal letargo, saranno un po’ intontiti, fai attenzione a non schiacciarli!🦔SPARGETE LA VOCE 🤓
22/04/2021

🦔Stanno uscendo dal letargo, saranno un po’ intontiti, fai attenzione a non schiacciarli!🦔

SPARGETE LA VOCE 🤓

Oggi vi porto a fare una camminata virtuale nei dintorni di  ! E' una passeggiata che si snoda per 10 km circa attorno a...
20/04/2021

Oggi vi porto a fare una camminata virtuale nei dintorni di ! E' una passeggiata che si snoda per 10 km circa attorno a tre monti: - Monte , Monte Des Daus e Monte , costituiscono il sistema collinare di Monte d'Olla che con i suoi 436 m di altezza è il rilievo più significativo dell’area. Dalle cime si godono ampi panorami sulla Riviera del Corallo fino a Capo Marargiu; a Ovest fino a Punta Argentiera; a Nord-Est sulla piana della Nurra. Con un'ora di camminata si conquistano le falde di Monte Doglia in direzione di Monte Palmavera.
Questo sentiero è un viaggio nel cuore geologico del territorio algherese formato da colline e pareti verticali, immerse nel verde della macchia mediterranea costituita da popolamenti artificiali di conifere, pino marittimo, lecceta, macchia e garighe costiere, ricco di specie come cisto, palma nana, lentisco, mirto, erica, corbezzolo e fillirea e con presenza di endemismi quali la Centaurea horrida, l'Astragalus terracianoi e la Brassica insularis. Il percorso intreccia elementi d'interesse naturalistico con strutture di archeologia militare. La posizione dominante sul golfo di Porto Conte ha fatto si che questi colli fossero le postazioni più adatte per il controllo del territorio. Non solo nuraghi ma anche fortificazioni dell'ultimo conflitto mondiale. Negli anni trenta e i primi anni quaranta del '900 la Sardegna è stata sottoposta ad una intensa opera di fortificazione delle coste e del prossimo entroterra mirata ad ostacolare lo sbarco di eventuali nemici. Una linea difensiva nata durante il secondo conflitto mondiale, ma che mai ha realmente funzionato proprio perché figlia del famoso “equivoco” messo su dai servizi segreti alleati per convincere Mussolini e i tedeschi che lo sbarco sarebbe avvenuto in Sardegna anziché in Sicilia. Una linea difensiva straordinariamente ben conservata e composta da quasi seicento manufatti bellici e che ha poco da invidiare alla più blasonata linea Maginot. Nel territorio del Parco naturale regionale di Porto Conte si possono individuare centinaia di manufatti in miniatura che testimoniano questo periodo storico, in particolare nel complesso collinare di Mont D’Olla. Qui ci sono tutte le tipologie costruttive delle fortificazioni militari come i fortini globulari, le postazioni di artiglieria, i depositi di munizioni e le caserme. Le strutture militari sono disposte su tre file parallele e concentriche che assolvevano a funzioni diverse. La prima è alla base delle colline ed è costituita da fortini globulari in cemento armato, muniti di feritoie dalle quali utilizzare fucili e altre armi leggere; tali strutture avevano spazi molto angusti e potevano ospitare due o tre militari per turno, avevano un rivestimento mimetico costituito da pietra locale o venivano verniciati con colori del paesaggio circostante. Nella seconda fascia, situata a mezza costa, sono prevalentemente disposte piattaforme per artiglieria leggera con annesso ricovero sotterraneo per armi, munizioni e soldati. La base per il pezzo di artiglieria è di cemento armato, e il ricovero è realizzato ricavando uno scavo contenuto da muro a secco o con malta e ricoperto da un soffitto con travi in legno, canne e ricoperto di terra. Nella terza fascia, situata sulla sommità dei colli, sono presenti postazioni di artiglieria pesante con annessi ricoveri sotterranei per armi, munizioni e soldati realizzati in muratura con pietra locale e malta, questi presentano volte a botte in muratura all'interno della quale sono ricavate aperture per l'illuminazione. A corredo di queste strutture vi sono delle caserme in muratura di notevoli dimensioni adibite a truppe e ufficiali e al loro interno si trovavano servizi, cucine e posti letto, qui i militari assolvevano alcuni compiti e attendevano il turno per mo***re di guardia nelle varie postazioni. Proseguendo dalle falde di Monte Doglia (direzione Pera Ponte nel cartello) si raggiunge attraverso un sentiero ombrato dalla macchia di corbezzolo e olivastro la sommità del Monte Palmavera dove lo sguardo spazia su orizzonti che arrivano fino all'Argentiera, per poi concludere la camminata oltre il nuraghe, sbucando nuovamente sulla pista ciclabile.
Piccola curiosità (non verificata da me), secondo delle fonti dovrebbe essere visibile la firma del muratore che ha firmato il suo lavoro con la scritta: "Ortu Giuliano classe 1906".
Chiudo il mio post con un'altra curiosità appresa dai vecchi pescatori algheresi sul nome Monte Doglia, i pescatori raccontano che "Oglia" in catalano significhi tegame, appunto il monte ha la forma di un tegame rovesciato!
E ora non mi resta che augurarvi: Buon trekking!

foto e testo: Valeria Congiatu
fonti: brochure algheroparks.it

Non tutti sanno che... in Sardegna abbiamo: La "cattedrale" del mare !Non è solo il titolo del romanzo di Ildefonso Falc...
23/03/2021

Non tutti sanno che...
in Sardegna abbiamo: La "cattedrale" del mare !

Non è solo il titolo del romanzo di Ildefonso Falcones (siamo un pò lontani da Barcellona), ma ci troviamo ad Arbatax, in provincia di Nuoro, Ogliastra. Qui si erge verso il cielo dalla costa orientale sarda una scogliera sapientemente scolpita dal tempo e che ricorda la forma di una cattedrale. Le Rocce Rosse di Arbatax, soprannominate “la cattedrale del mare”, si sono formate nel tempo. Alte e slanciate, sono fatte di porfido rosso: una tinta a contrasto col mare, che qui è color dello smeraldo. E, pur non essendo altissime (la punta più alta arriva a 15 metri), la loro imponenza è evidente.
Il piazzale che le circonda era un tempo una miniera: veniva estratto da qui il porfido di cui sono composte, un materiale lavico che serviva per costruire e per decorare il porto, il borgo e le cittadine dei dintorni. Il passato è ancora vivo in quei ruderi incastonati nelle rocce che facevano da rifugio ai minatori e agli scalpellini nel primo Novecento nel primo Novecento. Si narra che anche il foro presente nel monumento stesso, sia stato usato come riparo per i lavoratori di quel tempo, e testimone di questo è la presenza di segni edili in calce e pietra, presenti nelle rocce rosse
È il colore rossastro, così spettacolare, a dare origine al nome di questa attrazione naturale, resa ancora più bella dal contrasto cromatico che si viene a formare grazie ai toni bianchi della spiaggia ciottolata e dal colore turchese del mare.
Questa località negli anni Settata ha affascinato la grande regista Lina Wertmüller che decise di girare il finale del suo film cult “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”. I giganti rocciosi compaiono nella scena di chiusura, facendo intravedere anche il porto di Arbatax, località turistica a due passi, frazione del comune di Tortolì.

Qui ogni anno ci si incontra per il festival Rocce Rosse Blues, vetrina per musicisti di fama internazionale e per il "RedValleyFestival".
E ora... non vi resta che segnarla in agenda tra i posti da visitare del territorio ogliastrino!

Questa domenica siamo andati a vedere il bel Nuraghe Majore  che si trova nel territorio comunale di Cheremule (SS) lung...
02/03/2021

Questa domenica siamo andati a vedere il bel Nuraghe Majore che si trova nel territorio comunale di Cheremule (SS) lungo la strada che da Thiesi si dirige verso Romana. Ben posizionato su un'altura, risulta immerso nei caratteristici paesaggi bucolici che molte zone della Sardegna ci regalano. Ma cosa sappiamo dei nuraghi semplici come questo?
Qualche risposta per chi dovesse avere qualche piccolo dubbio...proverò a darla in questo "breve" post.

Come possiamo ammirare nel territorio attorno a noi, il nuraghe semplice varia sia nella forma che nelle dimensioni.
Questa torre troncoconica è realizzata attraverso la posa di pietre collocate con una certa cura, al cui interno è sempre presente una camera più o meno circolare con copertura a tholos. Le murature sono formate da pietre di dimensioni variabili: i massi di maggiori dimensioni, a parte gli architravi degli ingressi, sono generalmente inserti al piede dell'edificio, talora a costituire una sorta di basamento, mentre le pietre di minori dimensioni sono destinate alla parte sommitale della torre ed in molti casi sono lavorate, talvolta con grande cura (tecnica isodoma), in modo da ricavare dei conci dalla caratteristica forma a coda o a T, idonei ad assicurare una migliore inserzione nel profilo curvo della muratore e quindi maggiore stabilità. Le murature delle torri mostrano un'inclinazione più o meno accentuata, di norma intorno ai 10º, il modulo della camera può essere replicato in verticale, almeno su tre livelli sovrapposti, dando origine a torri di notevole elevazione.

Purtroppo nessun nuraghe ha conservato intatta la parte superiore per cui è impossibile stabilire quale potesse essere effettivamente l'altezza massima di una torre nuragica e quale fosse il numero massimo di camere sovrapposte eventualmente ospitate.
Il ritrovamento di mensole litiche, richiama l'originaria presenza di un ballatoio, forse ligneo e probabilmente con parapetto,sporgente sul bordo della terrazza. All' interno oltre la porta d'ingresso abbiamo il corridoio di accesso, la camera centrale a tholos, ad un lato si apre la scala elicoidale entro lo spessore della massa muraria per accedere alla sommità dell'edificio e alle camere superiori.

Ci possiamo domandare ovviamente come fanno certe strutture costruite a secco ad arrivare ai nostri giorni, la risposta sta nella tecnica con la quale sono stati costruiti, si tratta della tecnica ad aggetto in cui la copertura di pietre è ottenuta facendo sporgere il filare superiore su quello sottostante e restringendone progressivamente il diametro sino ad ottenere, alla sommità, un circolo minimo di pietre che poteva esser chiuso da una piccola lastra. La stabilità dei blocchi è garantita dal peso dell'opera muraria che grava sulla parte non aggettante di ogni massi; nei nuraghi, la massa muraria che riempie gli interstizi fra il paramento esterno e le pareti della camera o di altri spazi interni è costituita da pietrame di media e piccola pezzatura.

Quello che vedete nella foto, Nuraghe Majore, è uno dei piu' interessanti del territorio, si sviluppa per una decina di metri di altezza, si tratta di un nuraghe monotorre a pianta canonica: scala oraria e nicchia d’andito raffrontate, nella camera che conserva integra la tholos le consuete tre nicchie disposte a croce. Dalla nicchia destra, a circa 2 metri d’altezza una scala sussidiaria permette l’accesso al mezzanino o piano di mezzana che comunica con la camera tramite un finestrone.

Fonte: Corpora delle antichità della Sardegna - LA SARDEGNA NURAGICA pag.29

25/11/2020

Indirizzo

Sassari
07100

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