20/04/2021
Oggi vi porto a fare una camminata virtuale nei dintorni di ! E' una passeggiata che si snoda per 10 km circa attorno a tre monti: - Monte , Monte Des Daus e Monte , costituiscono il sistema collinare di Monte d'Olla che con i suoi 436 m di altezza è il rilievo più significativo dell’area. Dalle cime si godono ampi panorami sulla Riviera del Corallo fino a Capo Marargiu; a Ovest fino a Punta Argentiera; a Nord-Est sulla piana della Nurra. Con un'ora di camminata si conquistano le falde di Monte Doglia in direzione di Monte Palmavera.
Questo sentiero è un viaggio nel cuore geologico del territorio algherese formato da colline e pareti verticali, immerse nel verde della macchia mediterranea costituita da popolamenti artificiali di conifere, pino marittimo, lecceta, macchia e garighe costiere, ricco di specie come cisto, palma nana, lentisco, mirto, erica, corbezzolo e fillirea e con presenza di endemismi quali la Centaurea horrida, l'Astragalus terracianoi e la Brassica insularis. Il percorso intreccia elementi d'interesse naturalistico con strutture di archeologia militare. La posizione dominante sul golfo di Porto Conte ha fatto si che questi colli fossero le postazioni più adatte per il controllo del territorio. Non solo nuraghi ma anche fortificazioni dell'ultimo conflitto mondiale. Negli anni trenta e i primi anni quaranta del '900 la Sardegna è stata sottoposta ad una intensa opera di fortificazione delle coste e del prossimo entroterra mirata ad ostacolare lo sbarco di eventuali nemici. Una linea difensiva nata durante il secondo conflitto mondiale, ma che mai ha realmente funzionato proprio perché figlia del famoso “equivoco” messo su dai servizi segreti alleati per convincere Mussolini e i tedeschi che lo sbarco sarebbe avvenuto in Sardegna anziché in Sicilia. Una linea difensiva straordinariamente ben conservata e composta da quasi seicento manufatti bellici e che ha poco da invidiare alla più blasonata linea Maginot. Nel territorio del Parco naturale regionale di Porto Conte si possono individuare centinaia di manufatti in miniatura che testimoniano questo periodo storico, in particolare nel complesso collinare di Mont D’Olla. Qui ci sono tutte le tipologie costruttive delle fortificazioni militari come i fortini globulari, le postazioni di artiglieria, i depositi di munizioni e le caserme. Le strutture militari sono disposte su tre file parallele e concentriche che assolvevano a funzioni diverse. La prima è alla base delle colline ed è costituita da fortini globulari in cemento armato, muniti di feritoie dalle quali utilizzare fucili e altre armi leggere; tali strutture avevano spazi molto angusti e potevano ospitare due o tre militari per turno, avevano un rivestimento mimetico costituito da pietra locale o venivano verniciati con colori del paesaggio circostante. Nella seconda fascia, situata a mezza costa, sono prevalentemente disposte piattaforme per artiglieria leggera con annesso ricovero sotterraneo per armi, munizioni e soldati. La base per il pezzo di artiglieria è di cemento armato, e il ricovero è realizzato ricavando uno scavo contenuto da muro a secco o con malta e ricoperto da un soffitto con travi in legno, canne e ricoperto di terra. Nella terza fascia, situata sulla sommità dei colli, sono presenti postazioni di artiglieria pesante con annessi ricoveri sotterranei per armi, munizioni e soldati realizzati in muratura con pietra locale e malta, questi presentano volte a botte in muratura all'interno della quale sono ricavate aperture per l'illuminazione. A corredo di queste strutture vi sono delle caserme in muratura di notevoli dimensioni adibite a truppe e ufficiali e al loro interno si trovavano servizi, cucine e posti letto, qui i militari assolvevano alcuni compiti e attendevano il turno per mo***re di guardia nelle varie postazioni. Proseguendo dalle falde di Monte Doglia (direzione Pera Ponte nel cartello) si raggiunge attraverso un sentiero ombrato dalla macchia di corbezzolo e olivastro la sommità del Monte Palmavera dove lo sguardo spazia su orizzonti che arrivano fino all'Argentiera, per poi concludere la camminata oltre il nuraghe, sbucando nuovamente sulla pista ciclabile.
Piccola curiosità (non verificata da me), secondo delle fonti dovrebbe essere visibile la firma del muratore che ha firmato il suo lavoro con la scritta: "Ortu Giuliano classe 1906".
Chiudo il mio post con un'altra curiosità appresa dai vecchi pescatori algheresi sul nome Monte Doglia, i pescatori raccontano che "Oglia" in catalano significhi tegame, appunto il monte ha la forma di un tegame rovesciato!
E ora non mi resta che augurarvi: Buon trekking!
foto e testo: Valeria Congiatu
fonti: brochure algheroparks.it