Savona Visite guidate

Savona Visite guidate Guide Turistiche, Ambientali - Escursionistiche autorizzate dalla Regione Liguria. Accompagnatori t

Telefono: 3394402668   (anche whatsapp)      guideliguria@gmail.com (altro indirizzo:  guideliguria@libero.it)          ...
05/09/2024

Telefono: 3394402668 (anche whatsapp) [email protected] (altro indirizzo: [email protected])

VIAGGI DI ISTRUZIONE IN LIGURIA PER LA SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO

Le attività didattiche hanno la durata di mezza giornata (mattino o pomeriggio). Abbinandole ad un’altra proposta si possono creare percorsi di visita di giornata intera.
Gli itinerari possono essere svolti in qualsiasi mese dell’anno (non solo in primavera). In particolare
si possono organizzare visite guidate e attività didattiche in occasione delle gite dell’accoglienza a inizio anno scolastico.
La maggior parte delle località indicate presentano centri storici raccolti e pianeggianti, pertanto sono visitabili senza difficoltà anche da parte di alunni in carrozzina o con difficoltà motorie.
Alcuni percorsi guidati (ad esempio Finalborgo e Albenga) utilizzando schedine con immagini sono adatti a coinvolgere anche ragazzi con disabilità cognitive medio-gravi. Durante l’attività si può dare spazio anche alla dimensione sensoriale tattile, in presenza di alunni non vedenti: toccare portali in ardesia o in marmo, sentire la forma di bassorilievi ed intarsi, percepire la presenza di conchiglie e di fossili incastrati nella Pietra del Finale.

* Possibilità di prenotare un oratorio oppure spazi presso scuole locali per il pranzo al sacco al coperto in caso di maltempo.
* Possibilità di appoggiarsi ad uno stabilimento balneare per depositare gli zaini durante l'attività, servizi igienici, pranzo al sacco e relax.
* Possibilità di pranzo in ristorante / pizzeria convenzionato.

INDICE:
1) DAL MEDIOEVO ALL’ETA’ MODERNA: FINALBORGO.
2) VARIGOTTI E I SENTIERI DEI CINQUE SENSI: PROFUMI DI TERRA E DI MARE
3) NOLI, LA QUINTA REPUBBLICA MARINARA?
4) IL SENTIERO DEL PELLEGRINO E LA GROTTA DEI BRIGANTI
5) IL CASTELLO DI NOLI
6) ALBENGA BIZANTINA E MEDIOEVALE
7) PASSEGGIATA STORICO NATURALISTICA LUNGO LA VIA JULIA AUGUSTA
8) DALL’ULIVETO AL FRANTOIO
9) GROTTE DI TOIRANO
10) TOUR DEI CASTELLI
11) ESCURSIONE: LE BORGATE DI VEREZZI
12) GENOVA E PORTOFINO
13) LA COSTA AZZURRA E L’IMPERIESE
14) SOGGIORNI IN LIGURIA

28/09/2021

📅 Mercoledì 29
🕰 Ore 16, Finalborgo, piazza San Biagio

Visita guidata al centro storico di Finalborgo, alla Collegiata di San Biagio e al Complesso monumentale di Santa Caterina.

Una proposta di percorso per visitare il borgo a piedi e imbattersi in incantevoli angoli segreti, dettagli, luoghi che a volte passano inosservati ai nostri occhi in un mondo che va sempre più veloce, anche quando siamo in vacanza!

👉 Ritrovo con la guida in piazza San Biagio, non occorre prenotare.
Per informazioni: tel. 339.4402668.
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Finalborgo.it

04/04/2017
06/10/2016
07/10/2015

visita guidata a Finalborgo, oggi, mercoledì 7 ottobre.

date delle ultime visite guidate di Finalborgo e Finalmarina previste per il 2015.
martedì 13 ottobre
Appuntamento a Finalmarina ore 16,00 in piazza Vittorio Emanuele sotto l'Arco di Margherita di Spagna.
I prossimi appuntamenti saranno il 22 e il 29 dicembre alle ore 10,00
Iniziativa gratuita, non occorre prenotare. Informazioni: Associazione I Garosci de Pia 348-0084887 Guida: 339-4402668

mercoledì 14 ottobre
Appuntamento a Finalborgo ore 16,00 in piazza S. Biagio, davanti alla Basilica. I prossimi appuntamenti saranno il 23 e il 30 dicembre alle ore 16,00
Iniziativa gratuita, non occorre prenotare. Informazioni: Associazione I Garosci de Pia 348-0084887 Guida: 339-4402668

08/02/2014
SAVONADiscreta, quasi schiva, Savona esce dagli schemi dei grandi itinerari, e si propone come una città tutta da scopri...
08/02/2014

SAVONA

Discreta, quasi schiva, Savona esce dagli schemi dei grandi itinerari, e si propone come una città tutta da scoprire; possiede infatti un ricco patrimonio architettonico, urbanistico, artistico e storico. Dietro un volto ottocentesco, con i lunghi portici rettilinei e le eleganti piazze dal sapore piemontese, si nasconde il borgo antico, affacciato sul suggestivo specchio di mare della vecchia darsena: sono i luoghi cantati con affetto e malinconia dal poeta dialettale Beppin da Cà.

Il nucleo primitivo di Savona, fondato sul colle costiero, venne raso al suolo tra il 1542 e il 1544 dalla Repubblica di Genova, per costruire al suo posto la possente fortezza del Priamàr. Sono ancora in corso gli scavi che hanno riportato alla luce i resti della chiesa dei Domenicani e dell’antica Cattedrale. Di quest’ultima il notaio Ottobono Giordano ci ha lasciato una descrizione risalente agli inizi del ‘500, ossia poco prima della demolizione; egli affermava di non aver mai visto una chiesa in posizione più felice: anche oggi i resti dell’abside a balconata, a precipizio sul mare, si affacciano su un vasto panorama verso l’orizzonte e le coste lontane. Attorno vi sono gli scavi archeologici delle Casacce, gli antichi oratori delle confraternite: ognuno era preceduto da un piccolo giardino, una sorta di hortus conclusus che costituiva un invito al raccoglimento. Nella fortezza, che fu trasformata in seguito in reclusorio, fu prigioniero Mazzini, che qui ideò la Giovine Italia (1830-31).

L’ascesa al pontificato del savonese Sisto IV (1471-1484) e successivamente del nipote Giulio II (1503-1513) permisero a Savona di affacciarsi alla ribalta della politica internazionale, e di vivere la stagione più intensa di tutta la sua storia, il “Rinascimento roveresco”. Vennero avviati i numerosi interventi edilizi che avrebbero cambiato il volto della città: la munificenza dei Papi della Rovere, segnando i tratti caratteristici della Roma monumentale, si riverberò anche su Savona.

Sisto IV, negli anni in cui a Roma faceva costruire la Ca****la Sistina, volle che a Savona venisse eretto un edificio per contenere il mausoleo dei suoi genitori. Nacque così la Ca****la Sistina di Savona, edificata da maestranze lombarde nel 1481-83.
Ma il “momento di gloria” durò poco, e Savona, vinta da Genova nel 1528, precipitò nel declino e nel ristagno economico. Per costruire la fortezza del Priamar i genovesi rasero al suolo l’antico centro storico e la stessa Cattedrale; il vescovado si trasferì nella sede attuale, dove esisteva già dal ‘200 un convento di Francescani. I frati cedettero la loro chiesa (che sorgeva accanto alla Sistina, e fu demolita alla fine del ‘500 per realizzare l’attuale Cattedrale), e adattarono la Sistina a Chiesa conventuale. Ma la convivenza non era delle migliori; tra l’altro, data la vicinanza delle due absidi, i canti dei frati disturbavano le celebrazioni in Duomo.
Trasferitisi a Lavagnola, i Francescani continuarono ad occuparsi della Sistina, e, per quanto potevano le loro finanze, della sua manutenzione. Le condizioni della Ca****la andarono peggiorando sensibilmente nei secoli, tanto da rendere improrogabili i restauri, promossi tra il 1761 ed il 1764 da Francesco Maria della Rovere, ultimo rampollo della nobile famiglia savonese. Poiché egli aveva gusti “moderni”, cambiò la costruzione quattrocentesca da severa ca****la funeraria rinascimentale a fastosa chiesa rococò. Una trasformazione che alcuni “tradizionalisti” non avevano gradito: quel tripudio festoso e vivace di stucchi policromi a motivo floreale, che oggi vediamo in Sistina, era uno stile nato per abbellire i saloni delle ville di campagna dell’aristocrazia del tempo, e faceva da sfondo al clima un po’ frivolo e scanzonato che accompagnava i soggiorni “in villa” dei benestanti dell’epoca. Con una simile decorazione, secondo un testimone dell’epoca, la Ca****la aveva perso irrimediabilmente “quel non so che di magnificenza sacra e divota” che la caratterizzava.

In Cattedrale (1589-1605) sono conservate molte opere d’arte provenienti dal distrutto Duomo sul Priamàr. Tra essi l’“esotico” fonte battesimale in marmo greco, che a lungo si ritenne ricavato da un enorme capitello di arte bizantina. Il coro ligneo della Cattedrale è stato da poco riportato all’antico splendore, dopo un restauro durato 18 mesi. Fu commissionato nell’anno 1500 dall’allora vescovo di Savona Giuliano della Rovere, poi asceso al soglio pontificio con il nome di Giulio II. Sulle tarsie lignee del coro, impreziosite da dettagli in argento e avorio, sono raffigurati la Gerusalemme Celeste ed il Creato (fiori, animali, oggetti, tra cui un particolare modello di clavicembalo che…all’epoca doveva essere ancora inventato!). Nell’attiguo Palazzo Vescovile sono conservati gli appartamenti, con gli arredi originari, occupati da Papa Pio VII, prigioniero di Napoleone a Savona tra il 1809 e il 1812.

Nel centro storico, raccolto attorno alla vecchia darsena, si innalzano torri, come la trecentesca Torretta dedicata a Leon Pancaldo, pilota di Magellano nel primo viaggio di circumnavigazione della terra (“Io son Pancaldo, savonese, che il mondo tutto rivoltai a tondo”). Durante la breve stagione del “Rinascimento roveresco” molte case a schiera medievali vennero accorpate per formare sontuose dimore signorili; ancora oggi nei carruggi su cui si affacciano si diffonde il profumo dei piatti tipici locali, come la farinata e la panissa. Anche il cardinal Della Rovere volle farsi costruire un nuovo palazzo nella città natale, e ne affidò il progetto al grande architetto Giuliano da Sangallo; nacque così un rarissimo esempio di architettura toscana trapiantata in Liguria (1495).
Gli oratori delle Confraternite savonesi custodiscono le “casse”, i famosi gruppi lignei rappresentanti episodi della Passione, che vengono portati a spalla per le vie del centro la sera del Venerdì Santo. Con il Concilio di Trento, infatti, le pubbliche flagellazioni di penitenza e le antiche rappresentazioni sacre – che talvolta “muovevano più a riso che a devotione” – vennero sostituite da queste casse processionali, in cui i gesti e gli sguardi dei personaggi sembrano fissati con una tecnica quasi fotografica e con una teatralità che ricorda i Sacri Monti piemontesi e lombardi.
L’Oratorio di Nostra Signora di Castello conserva una delle più importanti opere d’arte delle Liguria, il grandioso polittico di Vincenzo Foppa e Ludovico Brea (1487-1490), in cui si respira il tramonto della sensibilità medievale e l’affermazione dell’Umanesimo.
La Pinacoteca Civica ha trovato degna collocazione nel sontuoso palazzo Gavotti; custodisce capolavori di G. Mazone, V. Foppa, D. Piola, e dei savonesi Guidobono, Brusco e Ratti; la crocifissione di Donato de’Bardi (prima metà del Quattrocento) è considerata un unicum nel panorama del Rinascimento, nonché uno dei più antichi dipinti italiani realizzati su tela.
La visita può concludersi in piazza Mameli, dove ogni giorno, alle ore 18, la campana inserita nel monumento ai Caduti batte 21 rintocchi – come le lettere dell’alfabeto – per ricordare coloro che si immolarono per la Patria; una tradizione unica in Italia vuole che passanti e veicoli si arrestino e sostino in raccoglimento.
A Savona, città natale di Papi che hanno vissuto un momento magico della storia dell’umanità, tra Quattrocento e Cinquecento si diradarono le ombre del tardo medioevo e si diffusero i bagliori dell’età moderna: fu la luce del Rinascimento, che forse lo stesso Giulio II contribuì ad accendere.

Indirizzo

Savona
17100

Telefono

+393394402668

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