25/02/2025
I calchi in gesso di due corpi scoperti a Civita Giuliana, poco fuori dalla città di Pompei, in Italia, nel 2020. Pompei fu sepolta da cenere vulcanica e pomice durante l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., rimanendo nascosta per circa 1.700 anni.
I corpi sono ritenuti appartenere a un uomo di alto rango e al suo schiavo. Sono stati trovati nel corridoio di una villa, vicino a una stalla dove furono rinvenuti tre cavalli bardati. I due uomini stavano probabilmente tentando di fuggire o cercavano rifugio, ma furono travolti dalla catastrofe naturale.
Il giovane, ritenuto uno schiavo o un lavoratore manuale, aveva circa vent’anni e soffriva di vertebre compresse, probabilmente a causa del duro lavoro quotidiano. Indossava probabilmente una tunica pieghettata. L’altro uomo, considerato di alto rango, aveva ossa più robuste, segno di una buona alimentazione e di uno status agiato. Aveva tra i 30 e i 40 anni e indossava anch’egli una tunica.
Massimo Osanna, allora direttore del Parco Archeologico di Pompei, spiegò:
“Queste due vittime stavano forse cercando rifugio quando furono travolte dalla corrente piroclastica intorno alle 9 del mattino. Si tratta di una morte per shock termico, come dimostrano le loro mani e i piedi contratti.”
I calchi in gesso di Pompei mostrano le vittime nei loro ultimi istanti di vita. Dopo la morte, furono coperte dalla cenere vulcanica che, col tempo, si indurì. I corpi si decomposero lentamente, lasciando vuoti nel terreno. Durante gli scavi, questi vuoti furono riempiti con gesso, riportando in vita i dettagli delle vittime in modo straordinario e inquietante, un promemoria che:
“La civiltà esiste per consenso geologico, soggetta a cambiamenti senza preavviso.” – Will Durant (attribuito)
📷 Foto: Parco Archeologico di Pompei (via AP)