03/05/2026
✨IL SISTRO. TEMPIO DI DENDERA✨
(foto aprile 2025)
"Energia Sacra d'egitto"
Il sistro (in egizio seshesh) era lo strumento sacro per eccellenza della Dea Hathor. È un oggetto carico di profondo significato magico, religioso, simbolico e terapeutico. Non serviva solo a fare musica, ma il suo suono era considerato capace di "scuotere via" le ombre e l'ignoranza.
Il possesso e l'uso del sistro erano segni distintivi delle sacerdotesse di Hathor, dea della musica, della danza, dell'amore e della gioia.
Esse utilizzavano lo strumento per accompagnare le cerimonie, invocare la presenza della dea e celebrare la vita e la rinascita.
Lo suonavano nei rituali per "calmare" la dea, placare la sua ira e portarle gioia. Anche i sacerdoti nella musica rituale potevano impugnare lo strumento durante le cerimonie.
Nei rilievi dei templi, il Faraone era raffigurato mentre suonava il sistro davanti al volto della dea.
✨Il sistro non era solo un oggetto cerimoniale, ma un vero e proprio STRUMENTO TERAPEUTICO.✨
Per gli egizi, il suono era una "vibrazione" capace di interagire con il corpo, l'anima e l'ambiente circostante.
💮Il sistro operava una terapia di "Armonizzazione", il suo suono era concepito per "sintonizzare" chi ascoltava. Andava a riallineare le energie vitali e calmare stati di agitazione, ansia o confusione mentale.
Veniva usato per creare uno "scudo sonoro". Agitarlo attorno a una persona malata, in una stanza o in un tempio serviva a scacciare le energie negative, creando un campo di protezione in cui la guarigione poteva avvenire.
💜"Il battito cardiaco e il respiro del paziente tendevano a sincronizzarsi con il ritmo del sistro, favorendo il rilassamento profondo e l'auto-guarigione."
🌺"Per te scuotiamo il sistro, per la tua rinfrescata bellezza.
Noi eleviamo il sistro davanti al tuo volto, affinché tu possa scacciare la malinconia dal tuo cuore.
O Signora di Dendera, che il tuo cuore sia in festa quando odi questo suono, poiché il sistro allontana il male e rasserena il tuo spirito."
Energia Sacra d'Egitto
Silvia Scardovelli