14/10/2026
HASTA LA DEMICHELI SIEMPRE!
Lorenzo Tosa, uno dei maître à penser più in voga nella galassia della sinistra social, ha pubblicato un intervento che riprende le durissime accuse rivolte alla Leonardo da uno studente durante un evento pubblico, fino a chiamare in causa una presunta complicità dell’azienda nel genocidio a Gaza.
A condividere il post sul proprio profilo Facebook è stata Elena Demicheli, delegata al Commercio del Comune di Sesto Calende.
Nel suo slancio rivoluzionario, però, la nostra Comandante sembra essersi dimenticata di un piccolo dettaglio: oltre alle battaglie ideologiche da tastiera, ricopre un incarico istituzionale che riguarda proprio il commercio cittadino.
La Leonardo, a Sesto Calende, non è certo un’astrazione da assemblea studentesca: è una delle principali realtà industriali della città, impiega centinaia di persone e genera un importante indotto economico, con ricadute anche sui negozi e sulle attività locali. Proprio quel tessuto economico che la Demicheli, per il ruolo che ricopre, dovrebbe (DOVREBBE) avere particolarmente a cuore.
Sia chiaro, la libertà d’opinione non si nega a nessuno. Ma prima di indossare il basco del Che Guevara e rilanciare accuse pesantissime contro una delle risorse economiche più importanti del territorio, sarebbe opportuno ricordarsi della delega che si ha in tasca.
La vicenda, del resto, contribuisce a rendere sempre più chiara l’identità politica di questa maggioranza. Sesto Futura continua a presentarsi come una lista «civica», ma alcune prese di posizione dei suoi esponenti esprimono una sensibilità chiaramente di sinistra, anche nelle sue componenti meno moderate. Ormai, di civico sembra essere rimasto soltanto il logo.
Quanto alla nostra pasionaria de la revolución, il basco le dona moltissimo. Peccato che, tra una barricata virtuale e l’altra, sembri aver perso di vista la delega al Commercio. Perché fare la rivoluzione su Facebook è facile. Ricordarsi di rappresentare anche gli interessi economici della propria città, evidentemente, è un esercizio un po’ meno entusiasmante.