06/01/2026
Ottima vetrina per la nostra città 😊
MARIATERESA FRAGOMENI – HO SCELTO DA CHE PARTE STARE
Ho ereditato un Comune ferito. Un territorio commissariato, piegato da infiltrazioni criminali che avevano reso la paura una consuetudine e l’illegalità un’abitudine. Da subito ho capito che non esisteva una strada facile, né una neutrale. C’era solo una scelta da fare: stare dalla parte giusta.
Ho messo la legalità al centro di tutto. Non come slogan, ma come pratica quotidiana. Ho spezzato meccanismi che andavano avanti da anni, ho interrotto consuetudini che molti consideravano intoccabili, ho detto no a chi era abituato a comandare senza essere eletto. Sapevo che questo avrebbe avuto un prezzo. E così è stato.
Sono arrivate le minacce, di ogni tipo. Intimidazioni esplicite, segnali che non lasciavano spazio ai dubbi. Un proiettile sul davanzale. Due auto di servizio date alle fiamme. Messaggi pensati per farmi indietreggiare, per ricordarmi che ero sola. E che, in più, ero una donna, in un sistema di potere costruito e governato dagli uomini.
Ma arretrare non era un’opzione. Ho scelto di andare avanti, con ancora più determinazione. Non per coraggio personale, ma per rispetto verso una comunità che aveva già pagato troppo. Perché amministrare non significa sopravvivere, ma assumersi la responsabilità di cambiare le cose, anche quando fa paura.
Essere scelta come volto del Calendario della Direzione Investigativa Antimafia non è un onore individuale. È un riconoscimento a una scelta collettiva, a un’idea di politica che non si piega e non tratta. È un messaggio chiaro: chi difende lo Stato non deve essere isolato.
Io ho fatto solo il mio dovere. Ma so che questo dovere ha senso solo se non viene lasciato solo.
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LA LEGALITÀ NON È UN GESTO SOLITARIO
La storia di Mariateresa Fragomeni, sindaca di Siderno, è una lezione di politica nel suo significato più alto e meno frequentato. Non quello delle parole, ma quello delle scelte irreversibili. Non quello della convenienza, ma quello della responsabilità.
In territori segnati dalla presenza della ’ndrangheta, governare significa esporsi. Significa rompere equilibri criminali consolidati e accettare che la risposta non sarà mai neutra. Fragomeni lo ha fatto consapevolmente, pagando un prezzo personale altissimo, senza arretrare di un millimetro.
Il riconoscimento della DIA non è una celebrazione simbolica: è un monito. Dice alle istituzioni che chi combatte le mafie va sostenuto, protetto, accompagnato. Dice a tutti noi che la legalità non è una bandiera da sventolare a distanza, ma un impegno che richiede presenza, solidarietà, continuità.
Non lasciarla sola non è uno slogan. È una responsabilità collettiva. Perché quando una donna, un’amministratrice, uno Stato vengono lasciati soli di fronte alla criminalità, a perdere non è solo chi resiste. Perde la democrazia.