25/06/2019
Massa Marittima - 8 Giugno 2019.
Il primo vero we di questa tardiva estate inizia in viaggio verso il fresco del rifugio Il Troscione che, grazie alla disponibilità della S/sezione CAI di Massa Marittima, ospiterà un gruppo di ragazzi dell’associazione Le Bollicine, accompagnati da Stefano e Gisberto del gruppo escursionistico e da alcuni di noi ragazzi del gruppo speleo.
Siamo in tutto una ventina di persone, i fedeli amici a quattro zampe Jack e Artù ci accompagnano. Noi raggiungiamo i ragazzi al Troscione per ora di cena. Come succede nei rifugi, intorno ad un tavolino diventiamo subito amici, accompagnati dalla performance canora di Andrea e Stefano, tante chiacchiere, si gioca un po’ con Artù e Jack e poi tutti a letto.
Domenica mattina sveglia presto, colazione tutti insieme, ognuno si dà da fare per sparecchiare e sistemare, e poi via per ripartire alla volta della Grotta dei Forni dell’Accesa, dove ad attenderci c’è Pietro che conosce bene quella grotta.
Sistemiamo i caschi e le lampade frontali ed insegniamo ai ragazzi come si accende e come si spegne la luce, gli servirà, è il momento per i ragazzi di iniziare a sentirsi speleologi!
Entrando in grotta la prima reazione di tutti è di piacevole stupore per la temperatura fresca di quella caverna rispetto ai 30 gradi lasciati due passi dietro di noi. Ci addentiamo nella prima stanza e ci infiliamo a turno in un buchino per fare qualche foto, poi proseguiamo per una sala più grande e più profonda, per passarci attraversiamo tutti senza alcuna difficoltà una bassa fessura, i neospeleo danno subito prova di disinvoltura e di coraggio! Ci troviamo ora nel cuore della grotta, ed è a questo punto che Pietro ci dice: “spegnete le luci”! Restiamo al buio, ascoltiamo il respiro della grotta, l’acqua che scorre da qualche parte dentro le pareti e le gocce che cadono dal soffitto, non vediamo nulla ma sentiamo di essere in un luogo vivo. I ragazzi sono stupiti dal rumore dell’acqua invisibile, sono avvolti da un buio che non spaventa ma avvolge come fosse l’abbraccio della grotta, nessuno chiede di riaccendere le luci, è un momento magico che nessuno osa interrompere.
Al buio parliamo di acqua, fuoco, pipistrelli ed uomini primitivi.
Prima di uscire ci mettiamo tutti in posa nella stanza più grande della grotta e immortaliamo quel momento, con il prezioso aiuto del tecnico delle luci Alessandro!
Uscendo dalla grotta ci fermiamo a guardare le pareti verdi che entrando, abbagliati dalla luce del sole, non eravamo riusciti a vedere. Sono i sedimenti di rame che danno quel colore alla roccia, la grotta infatti è conosciuta anche come Grotta Verde.
Usciamo e per riprenderci dallo shock termico andiamo verso le cascatelle della Bruna, in cui Artù e Jack si tuffano immediatamente.
Torniamo alle macchine sperando che ai ragazzi sia piaciuta questa esperienza, anche se non abbiamo bisogno di chiedercelo perché loro stessi addentrandosi in grotta con entusiasmo e senza paura ci hanno già dimostrato che l’esperienza appena fatta li ha affascinati, in effetti più volte Riccardo, Andrea, Lucia, Maria Luisa, Mirco, Andrea, ed Alessandro ci hanno detto “è bello qui!”

In due giorni abbiamo visto tanti bellissimi sorrisi, mai un tentennamento, mai una esitazione, mai il timore di fare una cosa nuova, anche in grotta, così come per noi è stata una nuova esperienza accompagnarli pensando di fare da guide e ritrovandoci invece guidati dal loro contagioso entusiasmo!
Grazie a tutti ragazzi, alla prossima avventura!