10/06/2026
La rotonda di San Pietro? Una storia lunga vent’anni — e un testimone afferrato in dirittura d’arrivo.
È finalmente aperta la nuova rotatoria nel centro di San Pietro di Stra, e siamo contenti. Davvero.
Ma questa storia merita di essere raccontata per intero, perché dietro un’opera pubblica c’è spesso un percorso lungo e faticoso che inizia ben prima del taglio del nastro.
Il punto di partenza: 2001
Il Comune concede un’area del parcheggio del cimitero per un’antenna di telefonia mobile. Da quel momento, quell’antenna blocca tutto: la lottizzazione Martignon, la rotonda, la nuova strada verso il cimitero. Ricorsi, contenziosi, gestori che cambiano. L’area rimane ferma per due decenni.
Il lavoro della giunta Cacciavillani (2020–2024)
2020: accordo con l’immobiliare San Silvestro per far ripartire i lavori, dopo una sentenza TAR sfavorevole alla precedente amministrazione
2021: risolti i contenziosi tributari, recuperate le somme IMU arretrate, perfezionate le pratiche urbanistiche legate alla rotonda che, come da accordi con il lottizzante, andrà consegnata, unitamente alla strada di collegamento con il cimitero, prima della costruzione degli edifici.
2022: approvato in Consiglio Comunale l’acquisto del terreno per spostare l’antenna: atto che chiude tutti i contenziosi ancora aperti
2023: ILIAD costruisce la nuova antenna sul terreno acquisito dal Comune; inviate le diffide formali a Cellnex per l’abbattimento della vecchia antenna e il trasferimento degli operatori telefonici sulla nuova antenna
2024: il TAR Veneto respinge il ricorso di Cellnex, confermando la legittimità degli atti comunali e obbligando Cellnex a pagare anche le spese legali.
A giugno 2024 il percorso è definito: carte in regola, sentenza favorevole, accordo con i proprietari della lottizzazione già firmato, permesso di costruire a posto.
L'amministrazione Salmaso ha ricevuto il testimone a pochi metri dal traguardo e ha completato la volata, che, comunque, con tutto a posto, ha richiesto due anni. Giusto riconoscerlo — e giusto anche ricordare chi ha corso tutto il resto della gara.
Perché le opere pubbliche si costruiscono così: con anni di lavoro, di mediazioni difficili, di scelte spesso poco visibili. E il merito non è solo di chi taglia il traguardo.
Ora si attende la strada verso il cimitero. Anche quella è già nei piani. 📍