Valle di Susa. Tesori di Arte e Cultura Alpina

Valle di Susa. Tesori di Arte e Cultura Alpina SCOPRITE I TESORI DELLA VALLE DI SUSA! IL NOSTRO OBIETTIVO?

Dal 2003, primi in Piemonte siamo partiti a promuovere un piano di valorizzazione territoriale integrata coinvolgendo con successo le Associazioni di volontariato culturali, le Amministrazioni comunali, la Comunità Montana, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, le Soprintendenze, le Fondazioni bancarie, l’ATL Torino e Provincia, lavorando tutti insieme per tutelare valorizzare e rendere economicamente sostenibili le tante azioni di sviluppo culturale e sociale generate dalle comunità locali. Con la nascita del sistema culturale, abbiamo vissuto e respirato questa Valle, comunicando la sua storia, i suoi tesori culturali, le sue tradizioni, le sue potenzialità, rispettando la complessità dei suoi legami storici, e le sfide dell’oggi. Attraverso il piano di valorizzazione, lavorando insieme in modo integrato, abbiamo raggiunto importanti risultati: crescita dei volontari e degli addetti al patrimonio culturale, aumento dei siti aperti e fruibili, organizzazione di itinerari culturali tematici, comunicazione interna ed esterna integrata, promozione, organizzazione di mostre, monitoraggio ingressi ai beni culturali, formazione, avvio e integrazione con il settore dell’accoglienza. La creazione del sistema culturale è stata possibile grazie all’impegno e alla partecipazione delle persone che abitano sul territorio, al capitale umano individuale e sociale. Farvi scoprire le grandi risorse culturali ed umane della Valle di Susa, nella quale crediamo e che, con tanta passione, vogliamo condividere, far comprendere, coltivando contatti con gli operatori, divulgando notizie, suggestioni, costruendo percorsi culturali e naturalistici, tutti pensati per configurare un vero e proprio Museo Diffuso.

21/09/2026

🏛️ XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa
📍 SANT’AMBROGIO DI TORINO – CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIOVANNI VINCENZO

Una chiesa settecentesca che conserva ancora le tracce dell’edificio romanico da cui ha avuto origine: la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Vincenzo racconta secoli di storia religiosa e architettonica di Sant’Ambrogio.

La prima chiesa sorse probabilmente nell’XI secolo per volontà degli abati di San Michele della Chiusa, dal cui monastero rimase dipendente fino al 1772, anno di istituzione della Diocesi di Susa.

L’edificio che vediamo oggi venne invece costruito tra il 1759 e il 1763 su progetto dell’architetto Bernardo Vittone, uno dei protagonisti dell’architettura piemontese del Settecento.

Dell’antica chiesa romanica rimangono ancora oggi alcune importanti testimonianze: il massiccio campanile a base quadrata e l’edificio ad esso addossato, più volte modificato nel corso dei secoli.

Un’occasione per leggere, attraverso le strutture ancora conservate, le trasformazioni di un luogo di culto che ha attraversato quasi un millennio di storia.

📅 Domenica 27 settembre 2026
🕐 Ore 10-12.30 e 14.30-18
👣 Visite guidate

📧 [email protected]
📞 011.9324411

Venite a scoprire le tracce della chiesa romanica nascoste nella storia della parrocchiale settecentesca di San Giovanni Vincenzo.

21/09/2026

🏛️ XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa
📍 SANT’AMBROGIO DI TORINO – TORRE COMUNALE

Un affresco insolito, una torre medievale e la storia di un borgo cresciuto lungo l’antica Via di Francia.

Il borgo di Sant’Ambrogio si sviluppa a partire dall’XI secolo proprio lungo questa importante via di comunicazione, assumendo progressivamente un ruolo amministrativo ed economico legato ai possedimenti dei monaci benedettini della Sacra di San Michele.

La via principale era protetta da una serie di torri, costruite all’inizio del XIII secolo. Tra queste, la Torre comunale conserva un elemento di particolare interesse: l’affresco delle “dame danzanti”, un soggetto profano che costituisce un unicum nel panorama artistico duecentesco.

All’interno della torre è inoltre allestita la Mostra Archeologica “Il popolamento della Bassa Valle di Susa dal Neolitico all’età del Ferro”, un percorso dedicato alle testimonianze più antiche della presenza umana nel territorio.

📅 Domenica 27 settembre 2026
🕐 Ore 10-12.30 e 14.30-18
👣 Visite guidate
🏛️ Torre comunale e Mostra Archeologica “Il popolamento della Bassa Valle di Susa dal Neolitico all’età del Ferro”

📧 [email protected]
📞 0119324411

Un’occasione per entrare nella Torre comunale e scoprire, attraverso l’archeologia e l’arte medievale, una parte della lunga storia di Sant’Ambrogio.

21/09/2026
21/09/2026

🏛️ XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa
📍 SAN GIORIO – ROCCE COPPELLATE PRESSO LA CA****LA DEL CONTE

Segni incisi nella pietra, coppelle e graffiti che aprono una finestra su un passato ancora da interpretare: a San Giorio, nei pressi della Ca****la del Conte, è conservata una particolare testimonianza archeologica rinvenuta nel 1998.

Si tratta di una roccia incisa caratterizzata dalla presenza di numerose coppelle e graffiti, la cui origine è stata attribuita, in via ipotetica, all’ambito celtico.

Le coppelle sono piccole cavità scavate nella superficie della roccia, una delle forme di incisione rupestre più diffuse nell’arco alpino. Il loro significato e la loro funzione possono essere difficili da interpretare e costituiscono ancora oggi un campo di studio e di confronto per gli archeologi.

La roccia rinvenuta nei pressi della Ca****la del Conte rappresenta quindi una testimonianza preziosa proprio perché ci mette in contatto con una fase antica della frequentazione del territorio, attraverso segni che hanno attraversato il tempo e che continuano a interrogare chi li osserva.

In occasione della XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa sarà possibile conoscere da vicino questa particolare testimonianza e approfondirne la storia attraverso le visite guidate.

🏰 Durante la giornata sarà inoltre aperta Museabile, con l’allestimento “Verso il centenario della festa al castello”, un’occasione per ampliare la visita e conoscere anche un altro capitolo della storia e della memoria di San Giorio.

📅 Domenica 27 settembre 2026
🕐 Ore 10-12.30 e 14.30-18
👣 Visite guidate
🏛️ Apertura Museabile con allestimento “Verso il centenario della festa al castello”

📞 012249666

👉 Venite a scoprire le rocce coppellate di San Giorio e lasciatevi guidare dai segni incisi nella pietra alla ricerca delle tracce più antiche della presenza umana in Valle di Susa.

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****laDelConte

21/09/2026

🏛️ XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa
📍 SALBERTRAND – ECOMUSEO COLOMBANO ROMEAN: HOTEL DIEU

Un luogo nato per accogliere chi percorreva le grandi vie alpine del Medioevo e che ancora oggi racconta la storia dei viaggiatori, dei pellegrini e delle comunità che vivevano lungo una delle più importanti direttrici transalpine d’Europa.

L’Hotel Dieu, o Maison Dieu di Salbertrand, è un antico ricovero per pellegrini sorto nel XV secolo lungo quella che fu prima la strada del Monginevro, poi la strada romana delle Gallie e infine, con il passaggio dell’Alta Valle della Dora al Delfinato nel XII secolo, la cosiddetta “Strada di Francia”.

Per secoli questa importante via transalpina fu percorsa da carrozze, cavalli e cavalieri, mercanti, religiosi, notabili e pellegrini diretti verso i grandi luoghi della fede. L’Hotel Dieu nacque proprio per offrire ai viandanti un piatto caldo e un luogo dove trascorrere la notte e, in caso di necessità, un periodo di ricovero.

L’edificio è un pregevole esempio di architettura alpina e conserva sulla facciata importanti tracce di affreschi cinquecenteschi, riportate alla luce durante i restauri del 2016. Tra queste si riconoscono una Pietà e una raffigurazione di San Giacomo, riconoscibile dal caratteristico cappello a larga falda con la conchiglia, simbolo del pellegrinaggio verso Santiago di Compostela.

Queste immagini riportano alla dimensione europea delle antiche vie della fede, percorse verso Roma e Gerusalemme a Oriente e verso Santiago di Compostela a Occidente.

L’Hotel Dieu e la fontana in pietra che si trova di fronte, datata 1524, furono oggetto di attenzione e studio già dalla fine dell’Ottocento da parte dell’architetto Alfredo D’Andrade, allora direttore dell’Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti del Piemonte e della Liguria. Nel 1914 entrambi furono inseriti nell’elenco degli “Edifici di importante interesse monumentale”.

Acquistato nel 2011 dall’Ente Parco del Gran Bosco di Salbertrand, ente gestore dell’Ecomuseo Colombano Romean, l’Hotel Dieu è entrato a far parte del progetto ecomuseale, aggiungendo un nuovo importante tassello al racconto della comunità e del suo territorio.

Il progetto di recupero prevede la valorizzazione dell’edificio come casa museo dell’architettura tradizionale di montagna, punto informativo nel cuore del paese e spazio per gli allestimenti ecomuseali, con l’obiettivo futuro di restituire anche la sua antica funzione di luogo di accoglienza, trasformandolo in un posto tappa per i moderni viaggiatori e pellegrini che percorrono la Via Francigena e gli itinerari legati al Glorioso Rimpatrio dei Valdesi.

Nel 2021 e 2022, grazie a un finanziamento del PSR 2014-2022 della Regione Piemonte e agli interventi dedicati alla qualificazione del patrimonio architettonico rurale, sono stati completati i primi spazi ecomuseali, rendendo fruibili gli ambienti espositivi al piano terra e rialzato e il locale cantina interrato. Qui è stata recuperata anche un’antica scala in pietra, che offre una suggestiva testimonianza delle trasformazioni subite dall’abitato nel corso dei secoli.

L’Hotel Dieu è dunque un luogo in cui le tracce dell’architettura, della devozione e della viabilità storica si intrecciano con un progetto contemporaneo di recupero e valorizzazione.

📅 Domenica 27 settembre 2026
🕐 Ore 10-12.30 e 14.30-18
👣 Visite guidate

Parchi Alpi Cozie
📧 [email protected]
📞 0122854720

👉 In occasione della XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa, venite a scoprire l’Hotel Dieu di Salbertrand, un luogo che da oltre cinque secoli racconta il viaggio, l’accoglienza e le antiche vie che attraversavano le Alpi.

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19/09/2026

🏛️ XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa
📍 SALBERTRAND – ECOMUSEO COLOMBANO ROMEAN: MULINO IDRAULICO DEL MARTINET

Acqua, lavoro, saperi e vita quotidiana: al Mulino idraulico del Martinet la storia della comunità di Salbertrand si racconta attraverso uno degli elementi che più hanno contribuito a trasformare il territorio, l’acqua.

L’Ecomuseo Colombano Romean è collocato all’interno del Parco Naturale del Gran Bosco e si articola in 12 sezioni distribuite sul territorio comunale, lungo un percorso ad anello che raccoglie e conserva le “memorie di terra e di acqua” della comunità.

Il Mulino del Martinet racconta circa ottocento anni di sfruttamento dell’acqua: dai diritti feudali di molitura fino alla produzione di energia elettrica. Un lungo percorso nel quale una risorsa naturale è stata utilizzata e trasformata per rispondere alle esigenze della comunità.

Lo stesso edificio conserva inoltre altre testimonianze della vita di un tempo: la scuola, con il suo allestimento dedicato all’istruzione di un tempo, e una sezione etnografica che permette di conoscere oggetti, attività e tradizioni della comunità locale.

Il mulino è però soltanto una delle tappe dell’Ecomuseo Colombano Romean. Il percorso comprende infatti l’antico forno comune della frazione Oulme, la carbonaia, la fornace da calce, la ghiacciaia ottocentesca con il laghetto di approvvigionamento, la smoke-sauna realizzata nell’ambito di un progetto europeo del Politecnico di Torino e il sito dedicato al Glorioso Rimpatrio dei Valdesi.

L’itinerario tocca inoltre la splendida parrocchiale di San Giovanni Battista e la ca****la dell’Annunziata di Oulme, recentemente restaurata.

Antichi edifici e manufatti diventano così le tappe di un racconto più ampio, quello di una comunità alpina che per secoli ha saputo utilizzare le risorse del territorio e costruire attorno ad esse attività, luoghi e tradizioni.

Dal 2006 l’Ecomuseo collabora inoltre con l'Associazione ArTeMuDa, che gestisce il Laboratorio permanente di ricerca teatrale di Salbertrand e ha arricchito le visite con accompagnamenti teatralizzati.

Per favorire la visita autonoma è stato realizzato un percorso ad anello segnalato con pannelli descrittivi e materiali informativi, che si sviluppa tra l’area protetta e le antiche vie del borgo di Salbertrand.

Un patrimonio diffuso, fatto non soltanto di edifici e manufatti, ma anche della memoria delle attività che per secoli hanno dato forma al paesaggio e alla vita della comunità.

🎙️ E LA GIORNATA PROSEGUE…

Alle ore 17, nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, appuntamento con “Colombano: 500 anni di storie”, un dialogo tra storia e leggenda con Alessandro Perissinotto, dedicato alla nuova edizione del suo romanzo La canzone di Colombano, ed. Sellerio.

Un’occasione per approfondire, attraverso la letteratura, la figura di Colombano e le storie che nel corso dei secoli si sono intrecciate alla memoria della comunità di Salbertrand.

📅 Domenica 27 settembre 2026
🕐 Ore 10-12.30 e 14.30-18
👣 Visite guidate
📍 Ore 17 – Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista
“Colombano: 500 anni di storie”
Dialogo tra storia e leggenda con Alessandro Perissinotto
La canzone di Colombano, ed. Sellerio

Parchi Alpi Cozie
📧 [email protected]
📞 0122854720

👉 In occasione della XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa, venite a scoprire il Mulino del Martinet e l’Ecomuseo Colombano Romean, un percorso attraverso le memorie di terra e di acqua di Salbertrand.

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19/09/2026

🏛️ XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa
📍 NOVALESA – ABBAZIA DEI SANTI PIETRO E ANDREA E MUSEO ARCHEOLOGICO

1300 anni di storia: nel 2026 l’Abbazia di Novalesa celebra un anniversario straordinario, quello dei tredici secoli dalla sua fondazione. Un’occasione speciale per tornare a scoprire questo importante complesso monastico e il suo Museo Archeologico, custode delle testimonianze emerse dagli scavi condotti nell’area abbaziale.

Inaugurato nel 2009, il Museo Archeologico è ospitato nelle sale dell’antico refettorio dei monaci e nel portico che si affaccia sull’antico cortile dei novizi. Al suo interno sono esposti numerosi reperti provenienti dalle campagne di scavo che hanno interessato il complesso monastico dal 1978 a oggi, insieme a due sezioni dedicate alla storia del monachesimo e al restauro del libro.

Il percorso inizia nel portico coperto, dove sono conservati i reperti lapidei di maggiori dimensioni: rocchi di colonne romane, un miliario, capitelli e frammenti di colonnine provenienti dall’antica struttura della chiesa abbaziale. Sono presenti inoltre numerosi laterizi romani, che testimoniano la frequentazione dell’area in epoca precedente alla fondazione del monastero.

La prima sala è dedicata al restauro del libro, un’arte ancora oggi praticata nel laboratorio annesso all’abbazia. Il percorso illustra i diversi supporti scrittori, l’evoluzione della scrittura, le tecniche di incisione e stampa e le metodologie di restauro.

La stessa sala racconta anche la storia del monachesimo e la vita quotidiana dei monaci, attraverso riproduzioni dell’atto di fondazione del monastero e del Chronicon Novaliciense, insieme a ceramiche, vasellami in vetro e da mensa databili tra il Basso Medioevo e il Settecento.

Nel grande ambiente dell’antico refettorio, nella manica meridionale del chiostro, è raccolta la parte più consistente della collezione. I reperti, organizzati secondo diverse fasce cronologiche, raccontano un arco temporale compreso tra l’epoca tardoimperiale romana e l’età gotica.

Tra i materiali esposti si trovano frammenti di statue, iscrizioni funerarie, parti di sarcofagi ed elementi architettonici antichi e altomedievali, accanto a oggetti legati alla vita quotidiana, come un pettine in osso di epoca longobarda.

Particolarmente interessanti sono anche i frammenti delle decorazioni pittoriche ad affresco attribuite all’intervento del pittore tolosano Antoine de Lonhy, realizzato nella seconda metà del XV secolo.

Il Museo Archeologico permette così di leggere, attraverso gli oggetti e le testimonianze conservate, la lunga storia di Novalesa e delle comunità che hanno abitato e trasformato questo luogo nel corso dei secoli.

E proprio nel 2026, anno in cui si celebrano i 1300 anni dalla fondazione dell’Abbazia, la visita assume un significato ancora più particolare: un viaggio attraverso tredici secoli di storia, arte, archeologia e vita monastica.

📅 Domenica 27 settembre 2026
🕐 Ore 10-12.30 e 14.30-18
👣 Visite guidate

Novalesa - Musei dell'Abbazia
📧 [email protected]
📞 0122622640

👉 In occasione della XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa, venite a scoprire l’Abbazia di Novalesa e il suo Museo Archeologico, in un anno davvero speciale per uno dei più importanti complessi monastici della Valle.

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19/09/2026

🏛️ XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa
📍 GRAVERE – MINIERA RUGÈT

Un patrimonio nascosto nella montagna, dove storia, archeologia, geologia e natura si incontrano: è la Miniera del Rugèt, situata a monte della frazione Arnodera, lungo la provinciale 254 del Pian del Frais che da Susa conduce alla stazione turistica del Frais, nel territorio di Chiomonte.

A pochi metri dalla strada si apre una testimonianza dell’antica attività estrattiva della Valle di Susa, le cui origini risalgono al Medioevo. La miniera fu intensamente sfruttata nel corso del Duecento e conobbe successivamente alcuni tentativi di ripresa dell’attività estrattiva nella prima metà del Settecento e nel 1825, senza però ottenere risultati significativi.

I minatori lavoravano manualmente la roccia, utilizzando punteruoli, cunei e mazze, per estrarre i minerali presenti nella dolomia di matrice quarzoso-carbonatica: galena, calcopirite e pirite limonizzata. Dalla galena veniva ricavato l’argento.

Non è noto con certezza dove venissero lavorati i materiali estratti, anche se è probabile che ciò avvenisse nelle immediate vicinanze della miniera. Gli scavi hanno però restituito diverse testimonianze utili a ricostruirne la storia.

Tra i ritrovamenti figurano resti di radici non identificati, una chiave attribuita al XIII-XIV secolo, importante per la datazione della conclusione della fase estrattiva medievale, e una perlina medievale rinvenuta sulla suola della miniera. Nei pressi della miniera è stato inoltre ritrovato un asse di Tiberio, datato al 35 d.C., una testimonianza che aggiunge un ulteriore elemento alla storia antica del territorio.

La quantità di minerale rinvenuta negli scavi è risultata modesta e costituita soprattutto da ganga carbonatica contenente galena.

La Miniera del Rugèt è stata recuperata e resa fruibile in tempi recenti grazie al progetto di ricerca e valorizzazione “Miniera del Rugèt e dintorni”, nato da un’idea di Maurizio Rossi e Anna Gattiglia e sviluppato da Il Patrimonio Storico-Ambientale con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo e del Comune di Gravere.

Oggi questo luogo permette di conoscere da vicino una pagina particolare della storia della Valle di Susa: quella del rapporto tra le comunità e le risorse della montagna, attraverso le tracce lasciate dal lavoro dei minatori e le testimonianze che il sottosuolo ha conservato nel tempo.

📅 Domenica 27 settembre 2026
🕐 Ore 10-12.30 e 14.30-18
👣 Visite guidate
📌 Gradita la prenotazione

📞 3398259235

👉 In occasione della XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa, un’occasione per entrare nella Miniera Rugèt e scoprire un patrimonio meno conosciuto, ma ricco di testimonianze storiche e naturalistiche.

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19/09/2026

🏛️ XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa
📍 CONDOVE – CHIESA DI SAN PIETRO

Nel cuore dell’antica piazza di Condove, la settecentesca Chiesa di San Pietro racconta una storia fatta di ampliamenti, cambiamenti di destinazione e recupero. Oggi, dopo anni di abbandono, l’edificio sta tornando a vivere come spazio dedicato alla cultura e all’arte.

La sua storia inizia nel 1755, quando per la costruzione della piazza venne modificata e ampliata una preesistente ca****la seicentesca, conosciuta come Ca****la della Piazza e dedicata a San Carlo Borromeo.

La nuova chiesa, a navata unica, venne aperta al culto nel 1757 e divenne la nuova parrocchiale di Condove, sostituendo l’antica chiesa che oggi conosciamo come San Rocco.

Nel 1838, sotto la guida dell’allora parroco don Michele Antonio Pettigiani, l’edificio venne ulteriormente ampliato con l’aggiunta di due navate laterali, una per ciascun lato, assumendo così le dimensioni che conserva ancora oggi.

Alla fine dell’Ottocento la chiesa si arricchì di un importante apparato pittorico realizzato da don Edoardo Mentasti, sacerdote e pittore originario di Alpignano, allievo di Tommaso Minardi. Sulla volta della navata centrale furono raffigurate alcune scene della vita di San Pietro, tra cui la pesca miracolosa, la liberazione dal carcere e la confessione.

Il dipinto di maggior pregio si trova però nella cupola, dove è rappresentata l’Apoteosi di San Pietro, elemento centrale del patrimonio artistico dell’edificio.

Nel 1959, con la costruzione della nuova chiesa, oggi parrocchiale di Condove, la vecchia San Pietro iniziò progressivamente a essere abbandonata. Nel 1961 venne chiusa al culto e privata dei suoi arredi.

Nei decenni successivi l’edificio ebbe utilizzi completamente diversi: tra gli anni Settanta e Ottanta ospitò un magazzino di prodotti per l’agricoltura, mentre negli anni Novanta divenne sede del gruppo folkloristico. Il progressivo deterioramento della struttura portò infine alla sua definitiva chiusura.

Dal 2014 è iniziato un percorso di recupero e di rinascita, con interventi che hanno interessato la copertura, il consolidamento della facciata e il risanamento delle strutture murarie.

Oggi, grazie all’Associazione Amici Chiesa di San Rocco, la Chiesa di San Pietro è nuovamente uno spazio aperto alla comunità, utilizzato per concerti ed esposizioni d’arte.

Una storia di trasformazioni che dimostra come la tutela del patrimonio non significhi soltanto conservare il passato, ma anche trovare nuovi modi per restituire gli edifici storici alla vita del territorio.

📅 Domenica 27 settembre 2026
🕐 Ore 10-12.30 e 14.30-18

📧 [email protected]
📞 3496483719

👉 In occasione della XVII Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa, venite a scoprire la Chiesa di San Pietro, i suoi affreschi e la storia del suo lungo percorso di trasformazione e recupero.

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Susa

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