20/08/2026
Associazione Guide Turistiche di Siracusa sostiene quanto detto dalla F.G.S. : l’aumento del personale addetto ai controlli nei musei e nelle aree archeologiche, garantisce una migliore salvaguardia dei nostri beni culturali e li valorizza, permettendo una migliore fruizione di essi.
Un aspetto che a noi guide turistiche, divulgatori di questo immenso patrimonio culturale, artistico e archeologico, sta molto a cuore.
Furto degli Antonello al MuMe, l’allarme delle guide turistiche: «La sicurezza dei musei parte dalle persone»
La Federazione Regionale Siciliana delle Guide Turistiche esprime profonda preoccupazione per il furto avvenuto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina e chiede un rafforzamento concreto della sicurezza e della gestione del patrimonio culturale siciliano.
Il furto avvenuto nella notte di Ferragosto al MuMe di Messina rappresenta una ferita gravissima per la Sicilia e per l’intero patrimonio culturale italiano. Sono state sottratte quattro opere attribuite ad Antonello da Messina: tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio e una preziosa tavoletta bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in Pietà. Secondo le prime ricostruzioni, i responsabili sarebbero riusciti a eludere i sistemi di allarme e di protezione presenti nel museo.
La Federazione Regionale Siciliana delle Guide Turistiche esprime tutta la propria solidarietà alla direzione e al personale del museo, ma soprattutto ritiene che quanto accaduto debba aprire una riflessione molto più ampia sulla gestione e sulla sicurezza dei musei siciliani.
«Non possiamo limitarci a considerare questo episodio come un fatto di cronaca o come una semplice falla nei sistemi di sicurezza – sottolinea la Federazione – perché un museo non è soltanto un edificio nel quale vengono custodite delle opere. È un presidio culturale, un luogo pubblico e un patrimonio che appartiene alla collettività».
La tecnologia non può sostituire le persone
Gli impianti di videosorveglianza, gli allarmi, le teche blindate e i sistemi tecnologici sono strumenti indispensabili, ma non possono rappresentare l'unica risposta alla sicurezza.
La presenza fisica di personale adeguatamente formato, soprattutto nelle ore di chiusura e durante le fasce più delicate, resta un elemento fondamentale. Una telecamera può registrare un'intrusione; un sistema d'allarme può segnalarla. Ma sono le persone che possono intervenire, valutare una situazione, verificare un'anomalia e attivare immediatamente le procedure necessarie.
La questione riguarda, quindi, anche la carenza di personale nei musei, un problema che da anni interessa numerosi istituti culturali siciliani.
La Federazione ritiene necessario che la Regione Siciliana e le istituzioni competenti affrontino con urgenza il tema attraverso nuovi concorsi pubblici, assunzioni e un adeguato ricambio generazionale, non soltanto per garantire la sicurezza, ma anche per assicurare apertura, accoglienza, valorizzazione e corretta fruizione del patrimonio.
Più personale significa anche musei più vivi
La sicurezza, infatti, non può essere separata dalla gestione complessiva dei musei.
Un museo con personale insufficiente rischia progressivamente di ridurre gli orari, limitare i servizi, non riuscire a garantire adeguatamente le attività di vigilanza e accoglienza e, nel lungo periodo, perdere la propria capacità di dialogare con il territorio.
È una spirale che deve essere interrotta.
La Sicilia possiede un patrimonio straordinario, ma per trasformarlo realmente in una risorsa culturale, educativa e turistica servono investimenti non soltanto nelle strutture e negli allestimenti, ma prima di tutto nelle persone.
Lo stesso Museo Regionale Accascina di Messina è al centro di importanti progetti di valorizzazione e di nuovi allestimenti; proprio per questo è necessario che agli investimenti sulle opere e sulle infrastrutture corrispondano adeguate risorse umane e organizzative. Un recente atto della Regione relativo al progetto “Da Antonello a Caravaggio” evidenziava, tra l'altro, la mancanza di personale tecnico interno con i requisiti necessari per una specifica funzione.
Il patrimonio culturale non può essere lasciato solo
Il furto di Messina deve dunque diventare un'occasione per ripensare complessivamente il modello di gestione dei musei regionali.
Servono sistemi di sicurezza moderni e costantemente verificati, protocolli di emergenza aggiornati, formazione specifica degli operatori, controlli anche nelle ore notturne e una presenza umana adeguata.
Ma serve soprattutto una programmazione strutturale delle assunzioni.
«Non possiamo pensare di proteggere opere dal valore inestimabile affidandoci esclusivamente alla tecnologia mentre i musei continuano a fare i conti con organici insufficienti – sostiene la Federazione –. Le persone non sono un costo da comprimere: sono parte integrante della tutela del patrimonio».
Antonello da Messina rappresenta una parte fondamentale dell'identità culturale della Sicilia. Non è un caso che proprio nel 2026 lo Stato abbia investito 14,9 milioni di dollari per acquisire l’Ecce Homo – San Girolamo penitente, riconoscendo l'importanza eccezionale dell'opera del maestro messinese.
Perdere opere come quelle trafugate a Messina significa quindi perdere pezzi della nostra memoria collettiva.
La Federazione Regionale Siciliana delle Guide Turistiche chiede pertanto alle istituzioni regionali e nazionali di aprire un confronto urgente sulla sicurezza e sulla gestione dei musei siciliani, mettendo al centro tre parole: personale, controllo e responsabilità.
Perché custodire il patrimonio non significa soltanto conservarlo dietro una teca. Significa garantire che quelle opere possano continuare a essere viste, studiate e raccontate alle generazioni future.
E questo, senza persone sufficienti a proteggerle e a far vivere i nostri musei, diventa sempre più difficile.
Federazione Regionale Guide Turistiche
(COMUNICATO STAMPA)