14/04/2026
1872 Napoli, eruzione del Vesuvio
Ponte della Maddalena
Oswald Achenbach
Olio su tela del 1890
Collezione privata, Düsseldorf
Scrive Dimitra Reimüller:
Qui, Oswald Achenbach ci offre un'illustrazione pressoché identica dell'evento: mentre l'eruzione raggiunge il suo apice sullo sfondo, distruggendo i paesi di Massa di Somma e San Sebastiano, la popolazione fugge lungo via Ponte della Maddalena, mentre altri pregano San Gennaro, patrono della città.
La statua, ancora visibile oggi, fu realizzata dall'artista Francesco Celebrano ed eretta dopo l'eruzione del 1767, quando il santo impedì alla lava di raggiungere la città. È raffigurato con un braccio rivolto verso il vulcano, a simboleggiare la protezione eterna del popolo napoletano, impedendo ulteriori distruzioni.
Alla destra della statua, la scritta apparentemente insignificante "Verdi" non si riferisce all'artista, bensì all'acronimo utilizzato durante il Risorgimento per "Vittorio Emanuele Re D'Italia", un dettaglio che all'epoca sarebbe sfuggito a molti.
Anche le figure sono accuratamente selezionate; tra la folla riconosciamo uno scugnizzo, donne con la ciociara e un membro della confraternita della Madonna dell'Arco.
Sebbene la composizione del dipinto conduca il nostro sguardo sullo sfondo, dove si svolge l'evento principale, una volta che lasciamo vagare l'attenzione e ci soffermiamo su questi ricchi dettagli, notiamo la profonda conoscenza della cultura napoletana di Achenbach.
L’artista aveva acquisito grazie ai suoi numerosi viaggi in Italia, e possiamo apprezzare appieno la capacità del pittore di trasportarci nel Sud Italia attraverso le sue opere.
M. Guiraud, uno dei tanti stranieri presenti a Napoli in quel periodo, ricordava l'eruzione del Vesuvio del 1872:
…“gran parte della popolazione napoletana, temendo di vedere la propria città subire la stessa sorte di Pompei, si precipitava alle stazioni ferroviarie per fuggire. D'altra parte, entravano in gioco la superstizione e il fanatismo religioso. Gruppi di donne correvano per le strade implorando e insultando San Gennaro…”