Giovanni Forgione - Antiche immagini

Giovanni Forgione - Antiche immagini Non sono graditi atteggiamenti e commenti negativi o polemici o non attinenti alle immagini.
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Raccolta di illustrazioni, opere d'arte e video-foto della Campania per rivivere, attraverso testimonianze del passato, la nostra storia e le nostre tradizioni.

Anni ’20 Cerreto Sannita, San MartinoPiazza San Martino è la piazza principale ed il cuore pulsante del centro storico d...
28/08/2026

Anni ’20 Cerreto Sannita, San Martino

Piazza San Martino è la piazza principale ed il cuore pulsante del centro storico di Cerreto Sannita, in provincia di Benevento. Negli anni '20, piazza San Martino era ufficialmente denominata Piazza Vittorio Emanuele II.

L'imponente chiesa barocca di San Martino, ricostruita dopo il sisma del 1688 sulla base dei progetti urbanistici di Giovanni Battista Manni, dominava la piazza esattamente come oggi con la sua monumentale scalinata a quattro rampe curve (ultimata nel 1733 da Antonio di Lella).

La Fontana dei Delfini acquistata acquistata nel 1813 dalla storica Piazza Mercato di Napoli, negli anni '20 era posizionata nella parte superiore della piazza (a sinistra nella foto); oggi è nella parte bassa nei pressi del Palazzo del Genio.

1943  Caiazzo, soldati americaniL'entrata dei soldati americani a Caiazzo è avvenuta il 14 ottobre 1943. I soldati appar...
11/07/2026

1943 Caiazzo, soldati americani

L'entrata dei soldati americani a Caiazzo è avvenuta il 14 ottobre 1943. I soldati appartenevano alla 34ª Divisione di Fanteria della 5a Armata statunitense. L'evento si inserisce nel contesto dei duri scontri per il superamento della linea difensiva tedesca sul fiume Volturno.

Dopo aver superato la tenace resistenza della Wehrmacht, i reparti d'avanguardia americani occuparono il centro abitato di Caiazzo il mattino del 14 ottobre.

L'arrivo delle truppe statunitensi coincise con la drammatica scoperta della strage di Caiazzo, compiuta dai tedeschi poche ore prima del ritiro, la sera del 13 ottobre.

Un manipolo guidato dal sottotenente tedesco Wolfgang Lehnigk-Emden uccise brutalmente 22 civili inermi (tra cui 4 uomini, 7 donne e 11 bambini) rifugiati in un casolare a Monte Carmignano.

La scritta originale in inglese parla di dati tecnici dei fucili:
“Soldati che entrano a Caiazzo dopo aver attraversato il fiume Volturno. I due uomini in primo piano imbracciano il fucile Springfield con mirino telescopico; quelli sullo sfondo il Garand”.

1905  Telese, Villa BoccagnaNotizie acquisite dall’attuale proprietario dott. Fedele Pizzella (figlio di Bice Boccagna) ...
10/07/2026

1905 Telese, Villa Boccagna

Notizie acquisite dall’attuale proprietario dott. Fedele Pizzella (figlio di Bice Boccagna) che non vive a Telese Terme; mi ha promesso che alla prossima venuta a Telese mi invita per farmi visitare la stuttura che, attualmente, necessita di una manutenzione del verde. Grazie ad Enzo Tripodi che mi ha messo in contatto con il dott. Pizzella.

L'edificio fu realizzato ad inizio ‘900 seguendo lo stile eclettico e Liberty che caratterizzò la prima grande espansione urbana di Via Roma e di Viale Minieri, legata al fiorire della Belle Époque e del turismo termale.

Il villino e le sue inconfondibili colonne all’ingresso compaiono già in alcune cartoline storiche d'inizio secolo, stampate tra il 1905 e il 1912 (molte delle quali edite proprio dalla stessa famiglia Boccagna).

L’ufficio postale di Villa Boccagna a Telese, frazione di Solopaca, inizialmente era aperto solo nel periodo estivo-termale. Successivamente si è stabilizzato come ufficio territoriale aperto tutto l’anno con, in aggiunta, la succursale estiva nelle Terme di Telese.

Alessandro Boccagna è stato Ufficiale Postale ed ha partecipato alla Campagna in Eritrea. Al ritorno in Italia avrebbe voluto gestire un ufficio postale nella sua terra di origine nel Lazio.

Non necessitando nuovi uffici ad Isola Liri ha scelto, tra le disponibili, la sede di Telese dove ha costruito Villa Boccagna negli inizi del ‘900, contemporaneamente al palazzo, poco distante che, secondo Riccardo Affinito, era una seconda villa Boccagna di proprietà del fratello Alfonso, poi acquisita dai Lamparelli e dai Liverini.

Il villino Boccagna ha ospitato l’ufficio postale in un locale a pianterreno (visibile a destra nella foto) a partire dall’inizio del ‘900. Alessandro Boccagna è morto nel 1948 ed ha gestito personalmente l’ufficio fino alla fine degli anni ’30.

Dal 1949 l'ufficio postale di Villa Boccagna perde la titolarità a vantaggio di una nuova sede. La struttura di via Roma viene ereditata, da Bice Boccagna figlia adottiva di Alessandro e di sua moglie Eva.

Bice Boccagna è una figura storica molto amata e impressa nella memoria collettiva di Telese. È ricordata come una delle storiche maestre elementari della cittadina nel corso del Novecento.

Fine '800  Guardia Sanframondi, via Costarellae chiesa dell'Annunciata-Ave Gratia PlenaSulla sinistra i pini e la vegeta...
09/07/2026

Fine '800 Guardia Sanframondi, via Costarella
e chiesa dell'Annunciata-Ave Gratia Plena

Sulla sinistra i pini e la vegetazione fanno parte del vallone Ratello che nasce alle pendici di Toppo Capomandro. Dopo aver attraversato il centro abitato, il Ratello defluisce a valle e sfocia nel fiume Calore.

Alle spalle del fotografo il Convento di San Francesco. Nella zona pianeggiante, antistante la chiesa di San Franceco, la presenza di un giovane Francescano in primo piano nella foto. La colonna con la croce è ancora oggi allo stesso posto, come si vede dalla foto di Google Street View nei commenti.

Scrive Flaviano Di Santo:
"Non credo si possa risalire con precisione alla data della foto in base alla presenza del padre francescano. Il monolite con croce risale al 1835. Il convento nasce nel primo quarto del 600 e dopo alterne vicende relative ad abolizioni di monasteri, risultano 16 frati nel 1850 ridotti a qualche unità nel 1900. Dal 1951 è stato completamente abbandonato dai frati e ceduto alla Congregazione dell’oratorio. Anche una verifica catastale delle case non ancora edificate sarebbe complessa per mancanza di dati certi. Più attendibile potrebbe essere una valutazione tecnica della foto che potrebbe collocarsi nell’ultimo ventennio dell’Ottocento".

Il campanile a centro della foto è quello dell’Annunciata.

La chiesa dell'Annunciata-Ave Gratia Plena venne edificata a devozione dei cittadini di Guardia tramite atto notarile dell'8 maggio 1430 quando risultò essere necessaria la costruzione di una nuova chiesa dato che quella di Sant'Angelo in Castello era ormai cadente.

Terminata nel 1430, fu ingrandita nel 1511 e prima del 1637 ma crollò del tutto a seguito del terremoto del 5 giugno 1688 per essere poi ricostruita in forma diversa. Venne consacrata tardi, solo nel 1780 da monsignor Gentile.

Scrivono Dora Foschini e Nicola Di Donato:
Quella a destra è Via Costarella che porta sul ponte Ratello.
La foto sicuramente è stata scattata tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900

1976  Napoli, Piazza MunicipioNel 1976, Piazza Municipio a Napoli appariva molto diversa dalla distesa di pietra bianca ...
10/05/2026

1976 Napoli, Piazza Municipio

Nel 1976, Piazza Municipio a Napoli appariva molto diversa dalla distesa di pietra bianca attuale.

A differenza della zona pedonale odierna, la piazza era un nodo stradale cruciale e trafficato, con auto e autobus che circolavano liberamente intorno alle aree verdi.

Sarebbe interessante, con l’aiuto di conoscitori di automobili, elencare marche e tipo dei modelli presenti nelle prime due righe della foto.

La statua equestre di Vittorio Emanuele II, (oggi in Piazza Giovanni Bovio, conosciuta come Piazza Borsa) si trovava al centro della piazza, fungendo da perno visivo tra il porto e Palazzo San Giacomo.

Il 22 dicembre 1976, fu posta a Piazza Medaglie d'Oro la prima pietra della "Metropolitana Collinare" (oggi Linea 1). Sebbene i cantieri massicci a Piazza Municipio sarebbero arrivati solo decenni dopo, il 1976 segnò l'inizio formale del progetto che avrebbe cambiato la piazza per sempre.

1933  Sant'Angelo d'Ischia La lingua di sabbia fotografata è il sottile istmo che collega l'antico borgo marinaro all'im...
01/05/2026

1933 Sant'Angelo d'Ischia

La lingua di sabbia fotografata è il sottile istmo che collega l'antico borgo marinaro all'imponente isolotto tufaceo chiamato "La Torre".
Questa foto di W***y Pragher illustra Sant'Angelo come un paradiso attraente e come una delle zone più pittoresche dell'intera isola.

Nel 1933, Sant'Angelo d'Ischia è un autentico e incontaminato borgo di pescatori, privo del turismo di massa odierno. Caratterizzato da case umili, vicoli stretti e un forte legame con il mare, il villaggio mantiene un’atmosfera rurale e tranquilla.

Il centro abitato è un piccolo nucleo di pescatori, collegato all'isolotto da una lingua di terra, senza le strutture turistiche odierne. La vita è legata ai ritmi del mare e della terra, con una forte devozione religiosa, testimoniata, come oggi, dalla figura di San Michele Arcangelo.

1930 Costiera, Colli di S.PietroLa zona dei Colli di San Pietro (dall'antica abbazia di S. Pietro a Cermenna) si affacci...
23/04/2026

1930 Costiera, Colli di S.Pietro

La zona dei Colli di San Pietro (dall'antica abbazia di S. Pietro a Cermenna) si affaccia sul golfo di Salerno. La foto è stata scattata sulla Strada Amalfitana che era stata inaugurata nel 1853.

Qui sorgeva l'Abbazia benedettina di S. Pietro, forse fondata nel 1100, ma citata per la prima volta in un documento del 1224. Nel XIII secolo, pur dipendendo dalla diocesi di Sorrento, possedeva l'intero vico Alvano e numerosi terreni circostanti.

L'area dei Colli di San Pietro si trova nel comune di Piano di Sorrento (via Cermenna), in una posizione panoramica che domina entrambi i versanti della pen*sola, offrendo una vista privilegiata sia sul Golfo di Napoli che su quello di Salerno.

Scrive Francesco Mignano:
"...L’automobile in foto è una Fiat 509, precisamente una 509A Torpedo prodotta tra il 1927 e il 1929, quando viene sostituita dalla 514. M***a una targa in vigore tra il 1927 e il dicembre 1931... La dimensione delle targhe anteriori, da gennaio 1932, è molto più piccola rispetto a questa...".

1900  Solopaca, Ponte Maria CristinaIl Ponte Maria Cristina fu inaugurato il 5 aprile 1835 alla presenza del Re Ferdinan...
17/04/2026

1900 Solopaca, Ponte Maria Cristina

Il Ponte Maria Cristina fu inaugurato il 5 aprile 1835 alla presenza del Re Ferdinando II delle Due Sicilie e della sua prima moglie Maria Cristina di Savoia (alla quale tuttora è intitolato).

Nel 1828 le province del Molise e di Terra di Lavoro si accordarono per compensare le spese per la costruzione di un nuovo ponte a Solopaca chiedendo, al Re Ferdinando II, che fossero adottati gli stessi criteri per il ponte che allora si era iniziato a costruire sul Garigliano.

Il Re accettò ed incaricò dell'opera lo stesso progettista, l'ingegnere Luigi Giura. A Solopaca i lavori cominciarono nel luglio 1832, tre mesi dopo l'inaugurazione del ponte sul Garigliano che avvenne il 30 aprile 1832.

I due ponti di ferro rappresentarono gioielli di ingegneria grazie ai meticolosi e puntigliosi calcoli del Giura che arrivò addirittura a calcolare gli effetti che le variazioni di temperatura avrebbero avuto sulle catene di ferro.

Nel marzo 1835 il ponte pensile di Solopaca sul Calore era completato. Il 5 aprile fu inaugurato alla presenza della famiglia reale, di ministri ed uomini politici, con il concorso di una popolazione festante.

Dopo il ponte sul Garigliano, intitolato al Sovrano, questi volle che il ponte di Solopaca fosse intitolato alla sua consorte Maria Cristina.
Questo ponte sul Calore fu abbattuto il 4 ottobre 1943 dai tedeschi senza provocare morti.

Scrive Dante Tammaro: “Nello stesso periodo a Solopaca molte persone morirono durante un’azione degli anglo-americani, che bombardavano la ferrovia. Dai racconti di mia nonna i tedeschi quando minarono i ponti di via Bebiana avvisarono tutti i residenti nelle vicinanze”.

La ricostruzione del ponte avvenne nello stesso sito della precedente architettura ma con una struttura completamente diversa ed in cemento armato. Il cantiere della Ferrobeton iniziò nella primavera del 1946 e terminò nell'autunno del 1947 quando venne collaudato ed inaugurato.

L’altra costruzione gemella, il Ponte Real Ferdinando, attraversa il fiume Garigliano al confine tra Lazio e Campania, nei pressi di Minturno e Sessa Aurunca. Fu il primo ponte sospeso in ferro realizzato in Italia e uno dei primi in Europa.

Anche quello sul Garigliano fu distrutto dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale e successivamente ricostruito nel 1998, per essere poi riaperto nel 2001. Oggi è considerato un importante esempio di ingegneria industriale del Regno delle Due Sicilie e un bene culturale protetto.

1944  Vesuvio, eruzione del 23 marzoL’ultima eruzione del Vesuvio fu registrata dal 19 al 29 marzo 1944. Questa foto è d...
11/04/2026

1944 Vesuvio, eruzione del 23 marzo

L’ultima eruzione del Vesuvio fu registrata dal 19 al 29 marzo 1944. Questa foto è del 23 marzo. Le colate laviche dei giorni precedenti avevano già quasi interamente distrutto i comuni di San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma.

Si contarono circa 26 morti, principalmente causati dal crollo dei tetti delle abitazioni sotto il peso delle ceneri e dei lapilli.

L'evento si concluse ufficialmente il 29 marzo 1944, quando il vulcano entrò in una fase di quiescenza "a condotto ostruito" che dura ancora oggi.

Il 23 marzo 1944, dopo i giorni di massima intensità (21-22 marzo), l'attività iniziò a mutare a causa dell'ingresso di acqua nel condotto vulcanico.

Si verificarono sporadiche esplosioni che generarono colonne eruttive di cenere e gas alte fino a 2 km, spinte dai venti prevalentemente verso sud e sud-ovest.

La giornata fu caratterizzata da sciami di terremoti e forti tremori che segnalavano il graduale collasso delle pareti interne del cratere.

Fonte foto: National Archives and Records Administration (NARA)

1920  Capua dal dirigibileNella foto spiccano sulla destra due cupole: quella della Chiesa dell'Annunziata e più in bass...
07/04/2026

1920 Capua dal dirigibile

Nella foto spiccano sulla destra due cupole: quella della Chiesa dell'Annunziata e più in basso quella della Chiesa di Sant'Eligio. Più a sinistra la torre quadrata del campanile della Cattedrale di Capua che è stata completata nell’aprile dell’861 da Landone II e dal vescovo Landolfo I.

Nel 1920, Capua stava attraversando la delicata fase di transizione del primo dopoguerra italiano, segnata da fermenti sociali, riorganizzazione istituzionale e la nascita di importanti realtà locali che esistono ancora oggi.

All'epoca, Capua faceva parte della storica Provincia di Terra di Lavoro, un'ampia circoscrizione che sarebbe stata poi soppressa dal regime fascista nel 1927.

Anche il territorio capuano fu influenzato dalle tensioni del cosiddetto Biennio Rosso (1919-1920), un periodo di intense lotte operaie e contadine che precedette l'ascesa del fascismo in Italia.

Nonostante la presenza di una vivace classe di artigiani e commercianti, la crisi economica post-bellica spingeva ancora gran parte della popolazione locale a cercare fortuna all'estero attraverso un sostenuto flusso migratorio.

Nel 1920 nacque ufficialmente la sezione di Capua dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (A.N.C.R.), situata al Corso Appio n.54. La sezione fu intitolata a Luigi Garofano Venosta, illustre avvocato capuano e combattente decorato della Prima Guerra Mondiale.

Fonte foto: National Archives and Records Administration (NARA)

Indirizzo

Via Vomero
Telese
82037

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