18/05/2026
Dopo quasi dieci anni di contenziosi si chiude una battaglia che, per troppo tempo, ha creato confusione e divisioni nel mondo della montagna e dell’accompagnamento professionale.
Come Accompagnatore di Media Montagna, credo sia importante riconoscere il valore di ogni figura professionale, ma anche ribadire quanto siano fondamentali competenze, formazione specifica e responsabilità quando si opera in ambiente montano.
La montagna non è solo un luogo da vivere e raccontare: è un ambiente che richiede preparazione tecnica, capacità di gestione del rischio e tutela delle persone accompagnate.
Per questo il riconoscimento e la chiarezza degli ambiti professionali rappresentano un passaggio importante, non contro qualcuno, ma a favore della sicurezza, della professionalità e del rispetto reciproco tra professionisti.
L’auspicio è che da oggi si possa lavorare con maggiore chiarezza normativa, meno conflitti e più collaborazione, mettendo sempre al centro la qualità dell’esperienza e la sicurezza di chi frequenta la montagna.
RESPINTI PER INFONDATEZZA I RICORSI AL CONSIGLIO DI STATO CONTRO LA DELIBERA DELLA ZONAZIONE.
Il Consiglio Di Stato ha respinto per infondatezza tutte le numerose e differenti censure e richieste presenti nei ricorsi proposti da diverse Associazioni di Guide ambientali escursionistiche contro la Delibera della Giunta regionale della Regione Lombardia che individua gli ambiti spaziali e geografici riservati alla professione di accompagnatori di media montagna (AMM), ponendo in evidenza i limiti dei professionisti legati alla legge 14 gennaio 2013, n.4.
Riteniamo interessanti inoltre le conclusioni espresse dal Consiglio di Stato, dove si evidenzia che l’attività delle G*E sia consentita nella misura in cui non esponga a pericolo i turisti escursionisti e che la professione di accompagnatore di media montagna sicuramente giustifica la previsione di una sua regolamentazione per motivi imperativi, tra i quali sicuramente rientra l’interesse pubblico preminente della tutela dei consumatori o degli utenti.
La chiarezza della sentenza non lascia spazio a dubbi interpretativi e chiude cosi’ una complessa battaglia legale che dura ormai da una decina di anni.
Di seguito il link della sentenza:
https://mdp.giustizia-amministrativa.it/visualizza/?nodeRef=&schema=cds&nrg=202507552&nomeFile=202603840_11.xml&subDir=Provvedimenti