31/10/2024
La vigilia di Ognissanti e la Commemorazione dei defunti sono alle porte e noi non possiamo non parlare di una tradizione culinaria tipicamente isolana che prende vita proprio in queste ore: la frutta di Martorana.
Questi dolci prelibati, realizzati con farina di mandorle e miele e modellati e dipinti in modo tale da assomigliare a frutta o vegetali, nascono nel capoluogo, all'interno dei conventi della "Martorana" (chiesa di santa Maria dell'Ammiraglio) e di Santa Caterina. Leggenda vuole fossero stati realizzati dalle suore per abbellire gli alberi spogli del chiostro in occasione della visita di un alto prelato (o addirittura del Papa stesso).
La lavorazione del marzapane venne importata dalla Spagna nel Medioevo, probabilmente derivata da tradizione araba, alla quale si deve anche l'importazione della canna da zucchero nella pen*sola iberica e in Sicilia.
La buona frutta alla martorana non deve essere troppo dolce; sebbene importante, infatti, lo zucchero non è l'ingrediente principale.
Alcuni la chiamano anche "pasta reale", e l'aggettivo può riferirsi sia al fatto di essere simile alla frutta vera e propria (quindi "realistica"), sia al fatto di essere "degna di un re", e quindi un dolce che per la sua bontà e caratteristiche era destinato soprattutto alle classi aristocratiche.