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Visit Viterbo Pagina ufficiale del Comune di Viterbo su Turismo, Cultura e Tempo Libero.

🏰 5 dettagli medievali che rischi di non notare passeggiando per ViterboPer la rubrica “Viterbo in 5 mosse” 👣A Viterbo i...
19/10/2026

🏰 5 dettagli medievali che rischi di non notare passeggiando per Viterbo
Per la rubrica “Viterbo in 5 mosse” 👣

A Viterbo il Medioevo non è soltanto nei monumenti più famosi.
È nelle pietre sotto gli occhi di chi cammina, nelle forme delle case, nei vicoli e in quei piccoli particolari che spesso attraversiamo senza fermarci a guardarli davvero.

Ecco 5 dettagli medievali da cercare durante la prossima passeggiata nel centro storico. 👇
🏠 I profferli di San Pellegrino
Sono le caratteristiche scale esterne che portano agli ingressi delle abitazioni. A Viterbo ne troviamo numerosi esempi, soprattutto nel quartiere di San Pellegrino, uno dei cuori medievali della città. Insieme alle case in pietra e alle torri contribuiscono a creare quell'aspetto così riconoscibile del quartiere.
🪨 Il peperino
Guardate le facciate, gli archi, le scale e i particolari architettonici: una delle caratteristiche che colpiscono del centro storico viterbese è l'uso della pietra locale. Il peperino, legato alla natura vulcanica del territorio, diventa così parte integrante dell'aspetto della città.
🏰 Le torri medievali
Alzate gli occhi mentre attraversate San Pellegrino e le vie del centro storico. Le torri ricordano una Viterbo in cui le famiglie più importanti costruivano e difendevano il proprio spazio all'interno della città. Ancora oggi sono una delle tracce più evidenti dell'organizzazione urbana medievale.
🚪 Gli archi e i passaggi tra le case
In una città medievale lo spazio era prezioso. Per questo vicoli, archi e passaggi contribuiscono a creare un tessuto urbano fatto di percorsi stretti, cambi di prospettiva e scorci improvvisi. A San Pellegrino basta girare un angolo per ritrovarsi davanti a una nuova porzione di città medievale.
🏛️ Il Palazzo degli Alessandri
Passeggiando in piazza San Pellegrino, fermatevi a guardare il palazzo: la sua architettura racconta la potenza delle famiglie che nel Duecento contribuirono alla costruzione della città medievale. Il palazzo conserva anche un raro profferlo interno, visibile dalla piazza.
👀 Il bello è che molti di questi dettagli non richiedono un biglietto né una visita guidata.
Richiedono soltanto qualche minuto in più.
Perché Viterbo è una città che cambia completamente quando si smette di attraversarla velocemente e si comincia a guardarla.
👣 La prossima volta che passeggiate nel centro storico, provate a cercare questi cinque dettagli.
E magari ne scoprirete altri che non avevate mai notato.

👇 Qual è il particolare medievale di Viterbo che vi ha colpito di più?
Scrivetelo nei commenti e condividete con noi il vostro dettaglio preferito!
📍 Continuate a seguirci per scoprire Viterbo attraverso luoghi, storie, persone e piccoli particolari che spesso si nascondono proprio sotto i nostri occhi.


📚 Fonti e approfondimenti online:
www.comune.viterbo.it – Dettagli e particolarità esecutive nelle apparecchiature murarie medievali di Viterbo e della Tuscia
📖 Riferimenti bibliografici:
Studi e documentazione storico-artistica sulla Viterbo medievale

📍 Viterbo a Roma Termini con “C’è tutto un Lazio intorno”!Oggi il Comune di Viterbo ha partecipato al progetto “C’è tutt...
17/10/2026

📍 Viterbo a Roma Termini con “C’è tutto un Lazio intorno”!

Oggi il Comune di Viterbo ha partecipato al progetto “C’è tutto un Lazio intorno”, promosso da Visit Lazio e Regione Lazio, presso la stazione di Roma Termini, uno dei principali snodi dei flussi turistici nazionali e internazionali.

Un’importante occasione per dare visibilità a Viterbo e al suo territorio, raccontandone le bellezze, la storia e le tante esperienze che la rendono una destinazione da scoprire. 💚

Ringraziamo gli organizzatori per questa bella iniziativa, che contribuisce a valorizzare le destinazioni del Lazio e a promuovere le ricchezze della nostra regione.

✨ Viterbo vi aspetta!

Regione Lazio Visit Lazio Comune di Viterbo Informa

🗣️ “A Viterbo se dice così”: quando un modo di dire racconta la cittàPer la rubrica “Parla come un viterbese” 🗣️Ci sono ...
14/10/2026

🗣️ “A Viterbo se dice così”: quando un modo di dire racconta la città
Per la rubrica “Parla come un viterbese” 🗣️

Ci sono modi di dire che non hanno bisogno di essere spiegati a chi è cresciuto in un determinato luogo.
Basta pronunciarli e tutti capiscono subito il significato.
A Viterbo succede proprio questo: alcune espressioni del dialetto sembrano strane a chi le ascolta per la prima volta, ma per chi le conosce fanno immediatamente parte della vita quotidiana.

Una delle più curiose è:
🤫 “N’teni cecio”
Letteralmente, potrebbe sembrare una frase senza molto senso.
In realtà significa: non sai mantenere un segreto.
Una frase che può essere pronunciata, per esempio, quando qualcuno racconta qualcosa che avrebbe dovuto rimanere… rigorosamente riservato. 😄

E c’è un altro modo di dire che può mettere in difficoltà chi arriva da fuori:
🤔 “Ma che see de Chia?”
No, non è una domanda sulla provenienza geografica di qualcuno.
L’espressione viene usata per chiedere a una persona se sia ingenua, inesperta o poco sveglia rispetto a una determinata situazione. E proprio il riferimento a Chia, frazione di Soriano nel Cimino, rende l’espressione ancora più legata all’immaginario locale.

💬 E poi ci sono quelle esclamazioni che, più che tradursi, si devono proprio ascoltare.
Come “Deo caro!”, una delle espressioni caratteristiche della parlata viterbese, utilizzata per sottolineare sorpresa, stupore o esasperazione.
Sono piccole frasi, magari dette senza pensarci, che però raccontano moltissimo.
Perché il dialetto non serve soltanto a comunicare.

🗣️ Racconta il modo di vivere di una comunità, conserva parole antiche, tramanda espressioni familiari e porta con sé un modo particolare di guardare alle persone e alle situazioni.
E quando una parola o un modo di dire sopravvive nel tempo, diventa anche un piccolo pezzo della memoria di una città.
A Viterbo, quindi, parlare in dialetto significa anche riconoscersi.
❤️ Perché certe cose, semplicemente, a Viterbo se dicono così.

👇 E voi quale modo di dire viterbese usate più spesso?
Scrivetelo nei commenti, insieme alla sua traduzione: raccogliamo il nostro piccolo “vocabolario” della città!
📍 Continuate a seguirci per scoprire Viterbo anche attraverso le sue parole, le sue espressioni e le storie che raccontano la nostra comunità.

📷: Illustrazione realizzata con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, ispirata ad una fotografia originale

📚 Fonti e approfondimenti online:
www.treccani.it – Enciclopedia dell’Italiano, “Dialetti laziali”
www.raccontiamoviterbo.it – “So’ de Viterbe e me ne vanto”
www.volgarmente.com – Dizionario del dialetto di Viterbo
📖 Riferimenti bibliografici:
Pietro Angelone, Di(a)lettando. Piccolo glossario etimologico viterbese con racconti di vita paesana, Edizioni Sette Città

🗣️ 5 parole in dialetto viterbese che un turista non capirebbePer la rubrica “Parla come un viterbese” 🗣️Arrivi a Viterb...
12/10/2026

🗣️ 5 parole in dialetto viterbese che un turista non capirebbe
Per la rubrica “Parla come un viterbese” 🗣️

Arrivi a Viterbo, ascolti due persone parlare e a un certo punto pensi: “Sì, capisco l’italiano… ma questa parola da dove è uscita?” 😄
Il dialetto viterbese ha parole, espressioni e suoni che raccontano una storia linguistica tutta sua. E alcune, per chi viene da fuori, possono sembrare davvero un piccolo enigma.

Ecco 5 parole da imparare prima di fare un giro per Viterbo e la Tuscia! 👇
🍒 Cerasa: la ciliegia. Una parola dal sapore antico, che può lasciare perplesso chi non conosce il dialetto locale. E sì, quando si parla di “cerase”, si parla proprio di ciliegie.
🦊 Gorpe: la volpe. Se sentite dire “gorpe”, quindi, non cercate un significato nascosto: si sta parlando proprio dell’animale. Una voce caratteristica del dialetto viterbese.
🪣 Baccinetta: la bacinella. Una di quelle parole che, ascoltate per la prima volta, possono sembrare qualcosa di completamente diverso. E invece è un oggetto che tutti abbiamo avuto almeno una volta in casa!
🌾 Zappitello: una piccola zappa da usare nell’orto. Una parola che racconta anche un pezzo della vita rurale della Tuscia e del rapporto quotidiano con la terra.
🐖 Troccolo: il trogolo, cioè la mangiatoia o l’abbeveratoio utilizzato per gli animali. Un termine che porta direttamente dentro il mondo contadino di un tempo.

Ma il dialetto viterbese non è soltanto un insieme di parole curiose.
🗣️ È una vera varietà linguistica, con caratteristiche proprie e con differenze che possono cambiare anche spostandosi da una zona all’altra della provincia.
Treccani, infatti, parla del tipo linguistico viterbese o dell’Alto Lazio, sottolineando proprio le differenziazioni interne che caratterizzano il territorio.
Per questo ascoltare il viterbese significa anche ascoltare la storia della Tuscia: le sue influenze, i suoi territori e il modo in cui generazioni di abitanti hanno trasformato la lingua quotidiana in qualcosa di profondamente riconoscibile.

👂 E adesso tocca a voi!
Qual è la parola viterbese che, secondo voi, metterebbe più in difficoltà un turista?
Scrivetela nei commenti e, se volete, aggiungete anche la traduzione: potremmo scoprire che il nostro piccolo dizionario è molto più lungo di così! 😉
📍 Continuate a seguirci per scoprire Viterbo anche attraverso le sue parole, le sue espressioni e le storie che si nascondono dietro il dialetto.


📚 Fonti e approfondimenti online:
www.treccani.it – Enciclopedia dell’Italiano, “Dialetti laziali”
www.volgarmente.com – Dizionario del dialetto di Viterbo
📖 Riferimenti bibliografici:
Ezio Urbani, Il vernacolo viterbese: glossario viterbese-italiano, italiano-viterbese con note di grammatica e accenni di fonetica, morfologia e sintassi
Pietro Angelone, Di(a)lettando. Piccolo glossario etimologico viterbese con racconti di vita paesana

🍫 Perché a Viterbo il cioccolato profuma di Tuscia?Per la rubrica “Viterbo da gustare” ✨Quando pensiamo al cioccolato im...
07/10/2026

🍫 Perché a Viterbo il cioccolato profuma di Tuscia?
Per la rubrica “Viterbo da gustare” ✨

Quando pensiamo al cioccolato immaginiamo subito il cacao, ma a Viterbo c’è un ingrediente che gli dà un profumo tutto particolare: la Nocciola Romana DOP dei Monti Cimini. 🌰

Ma come è nato questo legame tra il cioccolato e la Tuscia?
🌰 La storia comincia proprio dai Monti Cimini, dove la coltivazione del nocciolo ha radici antiche. La Nocciola Romana DOP viene coltivata soprattutto nel territorio della provincia di Viterbo, nei terreni di origine vulcanica alle pendici dei Cimini.
🍫 Il suo sapore delicato e persistente l’ha resa, nel tempo, un ingrediente prezioso della pasticceria viterbese e della produzione dolciaria. Cioccolato, torroni, creme, praline e biscotti sono solo alcune delle preparazioni in cui la nocciola trova spazio.
🍪 Tra i dolci più rappresentativi ci sono i Tozzetti Viterbesi, conosciuti anche come fettarelle: biscotti croccanti in cui la nocciola locale è protagonista. Una tradizione che, secondo le fonti, è documentata almeno dal XIX secolo.

🌰 E proprio la nocciola è uno degli ingredienti che hanno contribuito a rendere riconoscibile la produzione dolciaria della provincia di Viterbo. La sua coltivazione si è sviluppata enormemente nel corso del Novecento, fino a diventare una delle principali produzioni agricole del territorio.

🍫 Ma a Viterbo il rapporto con il cioccolato non riguarda soltanto la pasticceria. La città ha costruito attorno a questo ingrediente anche momenti di festa e iniziative dedicate alla sua valorizzazione.
🏛️ A ottobre, il centro storico di Viterbo ospita Ciocco Tuscia, manifestazione dedicata alla cultura del cioccolato e ai dolci sapori, con degustazioni, laboratori di pasticceria e proposte delle realtà enogastronomiche del territorio. Nel 2026 l’evento è previsto il 3-4 e il 10-11 ottobre.

🐟 E c’è anche una curiosa tradizione tutta viterbese legata al cioccolato: quella del pesciolino di Sant’Andrea. In occasione della festa di Sant’Andrea Pescatore, a fine novembre, il cioccolato diventa protagonista di un’antica usanza cittadina, con piccoli pesciolini di cioccolato regalati come segno di amicizia.
🌰 Dal nocciolo dei Monti Cimini alle botteghe e alle pasticcerie della città, il percorso del cioccolato racconta così una parte della storia gastronomica di Viterbo: un incontro tra un prodotto arrivato da lontano e una materia prima profondamente legata al territorio.
🍫 Per questo, forse, il cioccolato a Viterbo profuma di Tuscia: perché dentro un cioccolatino, una crema o un dolce può esserci anche il profumo delle colline dei Cimini.

👇 E voi, qual è il dolce al cioccolato che associate di più a Viterbo e alla Tuscia?

📚 Fonti e approfondimenti online:
www.visitlazio.com – Ciocco Tuscia a Viterbo
www.comune.viterbo.it – Eventi 2026
www.visitlazio.com – Festa di Sant’Andrea Pescatore a Viterbo

🍂 A tavola con la Tuscia: i sapori dell’autunno che raccontano ViterboPer la rubrica “Viterbo da gustare” 🍽️L’autunno ar...
05/10/2026

🍂 A tavola con la Tuscia: i sapori dell’autunno che raccontano Viterbo
Per la rubrica “Viterbo da gustare” 🍽️

L’autunno arriva anche sulle tavole della Tuscia. È la stagione dell’olio nuovo, delle castagne, dei funghi, dei legumi e dei prodotti della terra che raccontano un territorio ricco di coltivazioni, tradizioni e antichi saperi.

Ma quali sono i prodotti che, più di altri, raccontano i sapori della Tuscia viterbese? 🌰
🧄 Aglio Rosso di Proceno: un bulbo dalle caratteristiche uniche, dal profumo intenso e dal sapore deciso.
🫘 Fagiolo del Purgatorio di Gradoli: un piccolo fagiolo bianco dalla buccia tenera, protagonista della cucina tradizionale dell’Alta Tuscia.
🌾 Cece del Solco Dritto: legato alla tradizione agricola di Valentano, è uno dei legumi che raccontano la cucina contadina del territorio.
🌾 Farro della Tuscia: un cereale antico che trova spazio in zuppe, minestre e preparazioni legate alla tradizione rurale.
🫘 Lenticchia di Onano: piccola, delicata e dalla buccia sottile, è una delle produzioni più caratteristiche dell’Alto Viterbese.
🥔 Patata dell’Alto Viterbese: coltivata nei terreni della Tuscia, è un prodotto molto versatile e presente in numerose ricette della cucina locale.
🌰 Nocciole e Castagne dei Monti Cimini: la prima coltivazione è protagonista soprattutto della tradizione dolciaria, mentre, la seconda è uno dei simboli dell’autunno della Tuscia.
🌰 Marrone di Latera: un'altra eccellenza legata ai castagneti del territorio viterbese e alla stagione autunnale.
🫒 Olio Extravergine di Oliva Tuscia DOP: prodotto dagli oliveti che caratterizzano il paesaggio della provincia di Viterbo. L’autunno è il momento della raccolta delle olive e dell’arrivo dell’olio nuovo sulle tavole.
🍄 Funghi dei Monti Cimini: con l’arrivo dell’autunno, i boschi della Tuscia regalano alcuni dei loro prodotti più ricercati, protagonisti di numerose preparazioni della cucina locale.
🧅 Cipolla di Nepi: una produzione storica del territorio nepesino, caratterizzata da un gusto particolarmente riconoscibile.
🥩 Susianella di Viterbo: un salume dalla storia antica, legato alla tradizione norcina della città e del territorio.
🍞 Pamparito di Vignanello: un pane tradizionale aromatizzato con il fi*****io, espressione della cultura gastronomica del borgo.
🍯 Miele della Tuscia: prodotto grazie alla ricchezza della flora del territorio, conserva nei suoi aromi i profumi delle campagne viterbesi.
🍷 E poi ci sono i vini della Tuscia, dall’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone al Vignanello, passando per le altre produzioni vitivinicole del territorio.
🍂 Dall’Alta Tuscia ai Monti Cimini, dal Lago di Bolsena alla Maremma viterbese, ogni prodotto porta con sé un pezzo di territorio.
🌿 Perché conoscere la Tuscia significa anche conoscere ciò che nasce dalla sua terra e arriva sulle sue tavole.

👇 Ma siamo sicuri di averli nominati tutti?
Quale prodotto tipico della Tuscia, secondo voi, manca da questa tavola d’autunno?
Scrivetecelo nei commenti: il nostro elenco è aperto! 🍽️


📚 Fonti e approfondimenti online:
www.visitlazio.com – Legumi della Tuscia
www.visitlazio.com – Prodotti tipici della Tuscia
📖 Riferimenti bibliografici:
Atlante dei prodotti tradizionali agroalimentari del Lazio

🍫 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 𝐂𝐢𝐨𝐜𝐜𝐨𝐓𝐮𝐬𝐜𝐢𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟔 🤩 Viterbo il Paese delle Meraviglie 📍In arrivo, nel centro storico cittadino, la 17^ edizio...
30/09/2026

🍫 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 𝐂𝐢𝐨𝐜𝐜𝐨𝐓𝐮𝐬𝐜𝐢𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟔
🤩 Viterbo il Paese delle Meraviglie

📍In arrivo, nel centro storico cittadino, la 17^ edizione dell'evento più DOLCE dell'anno ❤️

📆Le date da segnare sono 𝟑 𝐞 𝟒, 𝟏𝟎 𝐞 𝟏𝟏 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔

⏰ Apertura villaggio CioccoTuscia: 11,00 -19,00

🆓 Ingresso libero.

ℹ️ Tutti gli appuntamenti nelle grafiche.
📲Per tutte le altre info consulta il sito www.cioccotuscia.it

🌙 Le Streghe di Montecchio, le misteriose Figlie della LunaPer la rubrica “Gli Arcani di Viterbo” ✨Alle porte di Bagnaia...
30/09/2026

🌙 Le Streghe di Montecchio, le misteriose Figlie della Luna
Per la rubrica “Gli Arcani di Viterbo” ✨

Alle porte di Bagnaia, sulla sommità del Montecchio, da generazioni si tramanda una storia fatta di donne misteriose, notti di luna piena e antichi rituali. Sono le cosiddette Streghe di Montecchio, figure sospese tra storia, tradizione popolare e leggenda. Ma chi erano, secondo i racconti tramandati nel territorio? 🌙

🌲 Le leggende raccontano di una comunità di donne che avrebbe abitato la zona del Montecchio, in un’area considerata sacra. Alcune tradizioni ne ricordano anche i nomi: Atala, Malassunta, Manul, Uri e Isotta, quest’ultima indicata come la loro regina.

🔥 Secondo il racconto popolare, le Figlie della Luna si riunivano sulla sommità del monte nelle notti di luna piena, intorno al fuoco, dove praticavano rituali e danze. La tradizione le descrive come profondamente legate alla natura e alla conoscenza delle erbe e delle pratiche magiche.

📜 Accanto alla leggenda esistono anche riferimenti a una comunità femminile realmente esistita nei pressi del Montecchio, le cosiddette “diciplinatrici”, ricordate da alcune testimonianze come donne che vivevano insieme ed erano al tempo stesso rispettate e temute dalla popolazione locale.

🏛️ Nel corso del tempo, racconti, memorie popolari e testimonianze hanno contribuito a costruire un vero e proprio patrimonio leggendario legato al Montecchio. Tra i luoghi tradizionalmente associati alle Figlie della Luna vengono ricordati la piana sulla sommità del colle, il cosiddetto trono della regina Isotta e altri elementi del paesaggio ai quali la tradizione ha attribuito significati simbolici.

🌕 È proprio alla Luna che sono legate queste figure nel patrimonio narrativo di Bagnaia: l’astro che illumina solo parzialmente ciò che ci circonda, creando ombre, mistero e possibilità di interpretazioni diverse.

🃏 Nella rappresentazione dell’Arcano XVIII – La Luna, due cani ululano sotto la luce dell’astro mentre, nell’acqua, compare un gambero. Il simbolismo dell’Arcano richiama pericoli nascosti, inganni, incertezze e ciò che non è immediatamente visibile.
✨ L’associazione con le Streghe di Montecchio nasce così dal rapporto tra queste figure leggendarie e le notti di luna piena, ma anche dal carattere misterioso e sfuggente delle storie che le riguardano.

🌙 Tra racconti popolari e memoria del territorio, le Streghe di Montecchio continuano ancora oggi a far parte dell’immaginario di Bagnaia e della Tuscia, ricordandoci quanto il paesaggio possa diventare il luogo in cui storia, tradizione e leggenda si incontrano.
👇 Conoscevate la leggenda delle Streghe di Montecchio?
📍 Continuate a seguirci per scoprire altri personaggi, luoghi e storie legati agli Arcani di Viterbo.


📚 Fonti e approfondimenti online:
www.cinziachiullipercorsiartistici.it – Gli Arcani di Viterbo – Arcano XVIII: La Luna
www.fefeeditore.com – Le streghe di Montecchio. Le selvatiche sono sempre tra noi di Pier Isa della Rupe
www.anticopresente.it – Le streghe di Montecchio: misticismo ed esoterismo dal borgo alla Montagna Sacra
📖 Riferimenti bibliografici:
Pier Isa della Rupe – Le streghe di Montecchio. Le selvatiche sono sempre tra noi, Fefè Editore, 2007
📷: Arcano XVIII – La Luna, progetto “Gli Arcani di Viterbo” di Cinzia Chiulli. Utilizzo autorizzato dall’autrice. www.cinziachiullipercorsiartistici.it

🏛️ Viterbo rende omaggio a Luigi Petroselli📅 30 settembre - ore 17📍 Sala Regia – Palazzo dei PrioriUn convegno, “Le cose...
29/09/2026

🏛️ Viterbo rende omaggio a Luigi Petroselli
📅 30 settembre - ore 17
📍 Sala Regia – Palazzo dei Priori

Un convegno, “Le cose fondamentali. Viterbo, dove nasce una storia politica”, per ricordare l’illustre concittadino, sindaco di Roma dal 1979 al 1981.

A seguire, la cerimonia di intitolazione delle sale espositive del piano terra di Palazzo dei Priori alla memoria di Luigi Petroselli e l’inaugurazione di una mostra fotografica dedicata alla sua figura, visitabile fino al 30 ottobre.

Un appuntamento per custodire la memoria e riscoprire una storia che appartiene alla città.
Ulteriori info al link https://comune.viterbo.it/novita/la-citta-rende-omaggio-a-luigi-petroselli-il-prossimo-30-settembre-il-convegno-in-sala-regia-alle-ore-17-e-poi-lintitolazione-delle-sale-espositive-del-piano-terra-di-palazzo-dei-priori-sede-dista/

🃏 Frisigello, il giullare medievale ricordato dalle cronache di ViterboPer la rubrica “Gli Arcani di Viterbo” ✨Le cronac...
28/09/2026

🃏 Frisigello, il giullare medievale ricordato dalle cronache di Viterbo
Per la rubrica “Gli Arcani di Viterbo” ✨

Le cronache medievali hanno tramandato la memoria di personaggi singolari, capaci di lasciare un segno nella storia e nell’immaginario della città. Tra questi c’è Frisigello, celebre giullare vissuto nella Viterbo del Duecento. Ma chi era questo curioso protagonista della vita cittadina? 🏰
🎭 Frisigello era noto per la sua straordinaria abilità nell’intrattenimento. Niccolò della Tuccia racconta che “faceva giochi maravigliosi di nove maniere” e che, ai suoi tempi, non aveva rivali nella sua arte.
📜 La sua fama fu tale che la sua memoria venne tramandata anche attraverso una raffigurazione che si trovava nel corticale della chiesa di Sant’Angelo della Spada, oggi conosciuta come Sant’Angelo in Spatha.
🏛️ La figura del giullare occupava un posto particolare nella società medievale. Attraverso spettacoli, giochi e abilità artistiche, questi personaggi erano in grado di intrattenere il pubblico e, talvolta, di conquistare una notorietà destinata a durare nel tempo.
✨ Frisigello è ricordato anche dalla tradizione legata alla Bella Galiana, una delle figure più note del patrimonio leggendario medievale viterbese. La sua vicenda si inserisce così in quel vasto insieme di storie, personaggi e racconti che ancora oggi contribuiscono alla memoria della Viterbo medievale.

🃏 La figura di Frisigello è associata all’Arcano 0 – Il Matto, raffigurato come un giullare in cammino, con una piccola sacca e un bastone, seguito da un cane.
🧠 Il Matto richiama l’imprevedibilità, l’eccentricità e la genialità, ma anche la possibilità di muoversi al di fuori degli schemi convenzionali. Caratteristiche che ben si prestano a rappresentare la figura del giullare medievale e, in particolare, la singolare personalità attribuita a Frisigello.

✨ Tra storia e memoria, Frisigello rimane così una delle figure più curiose della Viterbo medievale: un personaggio capace di attraversare i secoli attraverso le cronache e le tradizioni cittadine.

👇 Conoscevate la figura di Frisigello?
📍 Continuate a seguirci per scoprire altri personaggi, luoghi e storie legati agli Arcani di Viterbo.


📚 Fonti e approfondimenti online:
www.cinziachiullipercorsiartistici.it – Gli Arcani di Viterbo – Arcano 0: Il Matto
📖 Riferimenti bibliografici:
N. della Tuccia – Cronache di Viterbo e di altre città, in I. Ciampi (a cura di), Cronache e statuti della città di Viterbo, Firenze, M. Cellini e C., 1872
C. Pinzi – Storia della città di Viterbo, Roma, Tipografia della R. Accademia dei Lincei, 1887-1889
📷: Arcano 0 – Il Matto, progetto “Gli Arcani di Viterbo” di Cinzia Chiulli. Utilizzo autorizzato dall’autrice. www.cinziachiullipercorsiartistici.it

Indirizzo

Terni

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 18:30
Martedì 09:30 - 18:30
Mercoledì 09:30 - 18:30
Giovedì 09:30 - 18:30
Venerdì 09:30 - 18:30

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