13/01/2023
PER NON DIMENTICARE
L'ULTIMA CENA CALABRESE
Sono passati ormai 4 anni da quando nel gennaio del 2019, insieme agli amici di Mystica Calabria, abbiamo portato alla ribalta delle cronache la ormai famosa "Ultima Cena Calabrese" presente nel convento dei cappuccini a Saracena.
Da alcune fonti sappiamo che il convento risale al 1588, per volere di Mons. Carafa, vescovo di Cassano, e acquisì particolare importanza nel corso dei secoli XVII e XVIII diventando sede del noviziato e luogo di studio (qui trascorse un anno il Beato Angelo d’Acri). Con la soppressione degli ordini religiosi da parte di Napoleone, la struttura venne abbandonata nel 1811 ma i monaci vi fecero ritorno nel 1854. Tra alti e bassi chiuse definitivamente nel 1915 e l’ultimo suo utilizzo fu come prigione nel 1917 e 1918. Oggi ormai è un rudere abbandonato e dimenticato.
L'affresco de “L'Ultima Cena”, di cui ancora è ignoto sia l'autore che la data di realizzazione certa, ma con chiarissimi riferimenti alla ben più celebre opera di Leonardo, uno dei vertici della pittura di tutti i tempi, si trova proprio nel refettorio del complesso conventuale, così come quello di Da Vinci è presente nel refettorio del convento domenicano di Santa Maria delle Grazie a Milano.
Probabilmente il "Leonardo Calabrese" ha realizzato la "Cena di Saracena" ispirandosi all'acquaforte di Raffaello Morghen del 1800, (l'iconografia è uguale come anche la scritta sotto, ormai quasi del tutto scomparsa) e nel tempo fu rimaneggiata più volte, infatti si notano varie tecniche di restauro e la data di una di questa (1859). In un documento del 1809, che descrive i beni presenti nel convento, si parla tra gli altri "del dipinto di una cena".
L'Ultima Cena immortala l’istante esatto in cui si scatenano le diverse reazioni degli apostoli alla dichiarazione di Gesù del tradimento di uno di loro, ma prima dell’identificazione del traditore.
Gli anni passano ma il silenzio rimane intorno a questo tesoro dimenticato che abbiamo avuto il privilegio di riscoprire, ricordarlo alle istituzioni e mostrarlo a chi non sapeva della sua esistenza: l'interesse intorno a questo sito è nato proprio dalla nostra “sola” voglia di fare conoscere a tutti il patrimonio nascosto e abbandonato da chi, già da tempo, doveva proteggerlo e renderlo un patrimonio di tutti.
Da cittadini calabresi “vigileremo” su ciò che accadrà e, come dimostrato in passato, la potenza dei social farà il resto.