08/07/2026
“Sono andato via senza salutare per tenermi le sensazioni che mi hanno smosso e non volevo rompere il silenzio che avevo dentro. Sono uscito in punta di piedi da una favola”. Questo è solo uno degli innumerevoli messaggi di affetto che stiamo ricevendo in questi giorni, e che ci riempiono il cuore, ripagando di tutto l’impegno e il lavoro che riversiamo ogni anno in Lapis.
Dopo diversi anni di straordinaria collaborazione con Camposaz, questa era la prima edizione immaginata e costruita su un sentiero per forza di cose diverso, e quando abbiamo iniziato a mettere testa a Lapis26 erano molti di più i dubbi delle certezze. Sono svaniti in un baleno nel vedere la piazza di Sagron riempirsi di splendidi sorrisi, nel condividere con gli artisti l’emozione nel ricevere un riconoscimento, nel tornare il giorno dopo a sbaraccare e vedere il paese ancora gremito di visitatori aggirarsi per le vie e soffermarsi, incantati, sulle opere e sui murales realizzati.
Da parte nostra cercheremo di incamerare tutta l’energia positiva che abbiamo ricevuto in questo festival e metterla al lavoro per arrivare, tra un anno, a sorprendervi (e sorprenderci) ancora con una nuova edizione di questo nostro piccolo evento.
Un ringraziamento di cuore a tutti voi che avete scelto di passare a Sagron Mis in questi giorni: siete stati voi a dare un significato così speciale a Lapis, e lo avete trasformato in qualcosa che seguiteremo a portarci dentro con emozione. La nostra speranza è che quello che non rimane sui muri dei nostri edifici, dipinto o solo appeso per una stagione, trovi spazio nel vostro cuore.
Se in questi giorni vi siete portati a casa un’immagine, un ricordo, una sensazione che non se ne vuole andare, una storia da raccontare, un motivo per cui tornare, allora Lapis ha fatto il suo lavoro. E quello che abbiamo letto fin qui dagli amici che sono passati a trovarci è già una conferma che Lapis continua a vivere anche fuori dai giorni del festival.
Il Team Lapis