B&B Bora di Trieste

B&B Bora di Trieste Il B&B è situato in zona centrale, dalla quale sono facilmente raggiungibili a piedi i principali s Loredana, Layla & Jaryl

Bed and Breakfast con due camere in appartamento di 115 mq completamente rinnovato, in zona tranquilla nel cuore di Trieste:
- ottimamente servito dai mezzi pubblici
- collegamento con linee dirette dalla stazione ferroviaria
- a richiesta possibilità di utilizzo box auto
- posizione centrale e comoda, da cui sono facilmente raggiungibili le principali attrattive turistiche e culturali di Trieste

- a disposizione piantine della città, guide turistiche, orari autobus, consigli sugli itinerari, informazioni sulle manifestazioni ed eventi in corso…
- ricca colazione a buffet (caffè, cioccolata, ampia scelta di tè, yogurt, cereali, frutta, dolci...), con prodotti biologici e tipici
- menù personalizzati, anche per intolleranze alimentari
- in entrambe le stanze possibilità di aggiungere ulteriore letto oppure utilizzo come singola
- disponiamo di lettino per gli ospiti più piccoli
- anche i Vostri beniamini a 4 zampe saranno nostri ospiti graditi
- nel bagno a disposizione asciugacapelli ed elementi di cortesia
- prezzi diversificati secondo il periodo e la permanenza: doppia con poggiolo 40/70 euro, tripla 50/90 euro (nel prezzo sono compresi la biancheria camera e asciugamani)

I nostri punti di forza sono i prezzi economici delle camere, la pulizia e la cura dei particolari, nonchè le abbondanti colazioni con prodotti tipici e biologici...

Se volete ulteriori chiarimenti o avete esigenze particolari contattateci quanto prima via e-mail o telefono: faremo il possibile per rendere piacevole la Vostra permanenza a Trieste!

Conoscete il sentiero della Salvia?
30/05/2026

Conoscete il sentiero della Salvia?

13/05/2026
La nostra amata bora!
13/05/2026

La nostra amata bora!

Il record di vento più estremo d'Italia non finisce con "e poi si è fermata".
Finisce con l'anemometro in mille pezzi.

Febbraio 1954, Trieste. La Bora comincia a soffiare come fa sempre: dall'altopiano del Carso verso il mare, in raffiche quasi verticali, con quella violenza secca che i triestini riconoscono al suono, ancor prima di aprire la finestra.

Ma quel giorno è diverso.

All'Istituto Talassografico lo strumento registra 171 km/h. E poi smette di registrare qualsiasi cosa, perché il vento lo ha distrutto.

Ecco il punto che in pochi capiscono: 171 km/h non è il massimo che la Bora raggiunse quel giorno. È il massimo che riuscimmo a misurare prima che si rompesse tutto. Quello che venne dopo non ha numero, perché non c'era più nessuno strumento in piedi per dircelo.

Quell'episodio fece 2 morti e 221 feriti in città.
Non in una guerra, in una giornata di vento.

La Bora non è un fenomeno atmosferico da manuale. È un vento catabatico: scende per gravità dall'altopiano del Carso, accelera nel salto verso il mare, arriva su Trieste in raffiche radenti che spostano auto, rovesciano camion, strappano tegole dai tetti. I triestini lo sanno da secoli: le "maniglie antiboriane" — anelli di ferro murati nelle facciate del centro storico — servivano letteralmente ad aggrapparsi per non cadere mentre si camminava.

Non è folklore. Sono infrastrutture urbane progettate per un vento specifico.

Il record del 1954 è rimasto ufficiale non per scelta, ma per impossibilità fisica: nessuno strumento certificato è mai riuscito a superare quel dato in condizioni omologabili. Nel marzo 2011 la Bora spezzò gli ormeggi del pontone "Ursus" — 75 metri, 2.000 tonnellate — ormeggiato nel porto. Le raffiche quella notte sfiorarono i 173 km/h.

Sfiorarono. Superarono il 1954. Ma il 1954 resta record ufficiale, perché la meteorologia è una scienza procedurale: contano le stazioni certificate, i protocolli OMM, la catena di custodia del dato.

Il numero che non esiste — quello dopo i 171 km/h del febbraio 1954 — è probabilmente il vento più forte mai soffiato su suolo italiano.
Solo che non ha nome, perché l'unico testimone si era già rotto.

In breve:
Febbraio 1954: la Bora a Trieste distrugge l'anemometro a 171 km/h — il record è tale perché lo strumento si ruppe prima che il vento si fermasse
Quell'episodio causò 2 morti e 221 feriti in città
Le maniglie antiboriane nel centro storico di Trieste sono infrastrutture urbane reali, non decorazioni: servivano ad aggrapparsi per non cadere

06/05/2026

Sono passati 50 anni dalla terribile scossa che ha devastato parte del Friuli provocando oltre un migliaio di morti.
Anche a Trieste abbiamo sentito tremare la terra e la paura è stata tanta, siamo scesi tutti in strada increduli chiedendoci cos'era successo. Non c'erano i cellulari e le prime notizie le abbiamo avute da chi uscendo da casa aveva avuto la prontezza di spirito di prendere con sé una radiolina.
Un pensiero a chi con il terremoto ha perso la vita e ai sopravvissuti che hanno avuto la forza di rimboccarsi le maniche e ricostruire

Nuovi collegamenti marittimi stagionali diretti tra Trieste e Grado / Lignano
30/04/2026

Nuovi collegamenti marittimi stagionali diretti tra Trieste e Grado / Lignano

👉🏻Da quest’anno Lignano si raggiunge direttamente da Trieste.

Con la linea Trieste–Grado–Lignano, infatti, non è più necessario scendere a Grado e cambiare imbarcazione: con la stessa motonave si prosegue fino a Lignano.

Un aggiornamento importante del servizio, pensato per rendere il collegamento più lineare e immediato già dalla partenza.

Per consultare orari, tariffe e dettagli del servizio, visita www.delfinoverde.it.

Regione Friuli Venezia Giulia

❤️
20/04/2026

❤️

Il porto più potente d'Italia non è Genova. È una città di 200mila abitanti sull'Adriatico.

Trieste, nel 2024, ha movimentato 61,9 milioni di tonnellate di merci — contro i 52,7 di Genova. Quasi 10 milioni di tonnellate di vantaggio, e quasi nessuno lo sa.

Ma aspetta, perché il contesto cambia tutto.

L'Italia è la seconda nazione europea per movimentazione di merci via mare, con il 14,6% del totale UE27. Seconda solo ai Paesi Bassi — non alla Spagna, non alla Germania, non alla Francia. Ai Paesi Bassi, quelli di Rotterdam.

Eppure quando pensiamo alla logistica europea, pensiamo a Rotterdam. Pensiamo ad Amburgo. L'Adriatico non compare nemmeno nella mappa mentale di chi non lavora nel settore.

E qui arriva il bello.

Il segreto di Trieste non è la posizione geografica — o almeno, non solo. È il petrolio. Il 77% del carico che transita dal porto è rinfusa liquida: greggio e gas che arrivano via mare e poi spariscono sottoterra, dentro l'oleodotto TAL — il Trans Alpine Pipeline.

Quell'oleodotto parte da Trieste, attraversa le Alpi e alimenta le raffinerie di Austria, Germania meridionale, Svizzera e Repubblica Ceca. Mezza Europa centrale che fa girare le proprie industrie grazie a un tubo che parte da una città di 200mila anime sul Golfo di Trieste.

Spoiler: non finisce ai magazzini di un supermercato, finisce nelle raffinerie di Karlsruhe e Vienna.

Il 23% restante del carico — container, rotabili, rinfuse solide — basterebbe da solo a rendere Trieste un porto rilevante. Ma il 77% di greggio e gas è quello che proietta la città in cima alla classifica italiana e la tiene stabilmente nella top 20 europea.

Genova è il porto che tutti citano, che appare nei libri di geografia, che ha la storia e il nome. Trieste è il porto che muove più tonnellate, che regge il fabbisogno energetico di nazioni che non si affacciano sul mare, che non compare quasi mai nelle conversazioni.

L'Italia è seconda in Europa per traffico marittimo di merci — e il porto che traina quella classifica è uno che la maggior parte degli italiani non associa nemmeno alla logistica.

In breve:
Trieste è il primo porto italiano per tonnellate movimentate: 61,9 milioni nel 2024, contro i 52,7 di Genova
L'Italia è seconda in Europa per traffico marittimo di merci, con il 14,6% del totale UE27
Il 77% del carico di Trieste è petrolio e gas che alimenta l'Europa centrale tramite l'oleodotto TAL

Lo sapevate che il quartiere generale mondiale della scienza per i paesi poveri si trova a Trieste?
20/04/2026

Lo sapevate che il quartiere generale mondiale della scienza per i paesi poveri si trova a Trieste?

Il quartier generale mondiale della scienza per i paesi poveri non è a Ginevra, non è a New York, non è a Zurigo.

È a Trieste, affacciato sul Castello di Miramare.

Si chiama ICTP — International Centre for Theoretical Physics — e se non ne hai mai sentito parlare, non sei il solo.

Nel 1964 un fisico pakistano di nome Abdus Salam aveva un problema. I ricercatori dei paesi in via di sviluppo venivano formati in Occidente e non tornavano più a casa. La fuga di cervelli stava svuotando interi continenti di competenze scientifiche che non sarebbero mai tornate indietro.

Salam decise che il modo per fermarla non era costringere i ricercatori a restare. Era dargli un posto nel mondo — riconosciuto, autorevole, finanziato — dove potessero tornare senza rinunciare a nulla.

Quello posto lo costruì a Trieste, con il sostegno del governo italiano, dell'ONU e dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica.

In 60 anni, l'ICTP ha accolto oltre 140.000 scienziati provenienti da 144 paesi. Ha ospitato le lezioni di più di 100 premi Nobel. Ha contribuito a creare un intero ecosistema scientifico nella città: SISSA, TWAS, AREA Science Park sono nati tutti nell'orbita di quel progetto.

Aspetta: nel 1979 Salam vinse il Nobel per la fisica. Non per aver costruito l'ICTP — ma per la sua ricerca sulla forza elettrodebole, una delle pietre fondanti della fisica moderna. Un uomo che al mattino riscriveva le leggi dell'universo e nel pomeriggio si preoccupava che i ricercatori sudanesi e colombiani potessero parlare con i colleghi europei.

L'UNESCO lo ha classificato istituto di categoria 1 — il riconoscimento più alto che esiste per un centro scientifico internazionale. La stessa categoria di pochi altri posti nel mondo.

Non Parigi. Non Losanna. Trieste.

Quando si dice che l'Italia non investe in scienza, conviene ricordare che l'infrastruttura scientifica globale per il Sud del mondo sta su una collina a nord-est.

In breve:
L'ICTP di Trieste è il principale centro mondiale per la formazione scientifica nei paesi in via di sviluppo, fondato nel 1964.
In 60 anni ha accolto 140.000 scienziati da 144 paesi e ospitato le lezioni di oltre 100 premi Nobel.
Fondato dal premio Nobel Abdus Salam per combattere la fuga di cervelli, è classificato UNESCO categoria 1.

Attenzione, causa lavori di adeguamento il parcheggio del Castello di Miramare sarà chiuso dal 27/4 per circa quattro se...
20/04/2026

Attenzione, causa lavori di adeguamento il parcheggio del Castello di Miramare sarà chiuso dal 27/4 per circa quattro settimane

Avviso parcheggio ❗❗

Dal 27 aprile, per circa quattro settimane, il parcheggio del Museo di sarà chiuso alla sosta per lavori di adeguamento dei sottoservizi (progetto PNRR M1C3).

📌Accesso solo bus (carico/scarico).
📌Accesso garantito a disabili e mezzi di soccorso

Ci scusiamo per il disagio.

Maggiori informazioni sul nostro sito web: https://miramare.cultura.gov.it/avviso-importante-temporanea-inagibilita-del-parcheggio-del-museo/

17/04/2026

Indirizzo

Via Della Raffineria 8
Trieste
34138

Telefono

+39 3493511655

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando B&B Bora di Trieste pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi