20/05/2026
Full D'Assi
Arte & Cultura
Tropea indimenticabile nel libro Meragioventù
by Redazione 119/05/202685
L’autore Franco Cimino, alla sua prima esperienza editoriale, con il libro Meragioventù, per testimoniare di un passato che non deve essere dimenticato.
C’è una forma di letteratura che non si limita a raccontare una storia, ma restituisce un mondo. Meragioventù, voluta “corruzione poetica” di Mera Gioventù, opera prima di Franco Cimino, appartiene precisamente a questa categoria: un libro-memoria che assume il valore di documento umano, antropologico e sentimentale. Pubblicato da Amazon, il volume si presenta come una raccolta di ricordi, immagini e testimonianze dedicate alla Tropea degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, ma finisce per trasformarsi in qualcosa di più profondo: un viaggio collettivo dentro un’Italia meridionale che oggi sopravvive quasi soltanto nella memoria degli ultimi testimoni.
Franco Cimino, fratello dello scrittore, giornalista e regista Bruno Cimino, con il quale ha condiviso anche l’esperienza cinematografica nel film Non per tutti è Natale, affronta questa sua prima prova editoriale con autenticità e partecipazione emotiva. Non cerca la costruzione romanzesca né l’artificio letterario: il suo stile è diretto, affettuoso, intriso di quella malinconia luminosa che accompagna i ricordi veri. È proprio questa sincerità a costituire la forza principale dell’opera.
Le numerose fotografie a colori arricchiscono il testo e ne amplificano il potere evocativo. Non fungono da semplice corredo iconografico, ma diventano parte integrante della narrazione, quasi fossero frammenti di un archivio familiare condiviso con il lettore. Ogni immagine sembra custodire una voce, un gesto, un odore: il rumore delle corriere che attraversavano l’entroterra, il vociare dei mercati, le reti dei pescatori stese al sole del porto tropeano.
L’autore ricostruisce con straordinaria partecipazione il tessuto umano di una comunità ancora fondata sui rapporti diretti, sul rispetto del lavoro e sul senso dell’appartenenza. Scorrono così le figure dei falegnami, dei barbieri, degli stagnini, dei gommisti, degli idraulici e dei piccoli commercianti, osservati con uno sguardo profondamente umano. In queste pagine il lavoro artigianale diventa dignità sociale, memoria civile, identità collettiva.
Particolarmente riuscite sono le descrizioni delle spiagge bianche dominate dall’Isola Bella, delle silenziose piazzette del centro storico e dei meriggi estivi in cui le anziane conversavano nei vicoli, custodi inconsapevoli di una sapienza popolare antica. Tropea emerge non come semplice scenario turistico, ma come organismo vivente, fatto di rituali, dialetti, feste religiose, fiere popolari, leggende e superstizioni che affondano le proprie radici in una civiltà mediterranea millenaria.
Appassionante anche il ricordo del cinema Eliseo, oggi scomparso, simbolo di una socialità perduta, così come le pagine dedicate ai giochi innocenti dei bambini e alle squadre di calcio locali, elementi che restituiscono l’immagine di un’epoca in cui la comunità precedeva l’individualismo contemporaneo.
Meragioventù non è soltanto un libro nostalgico. È piuttosto un atto d’amore verso una civiltà minore solo in apparenza, una testimonianza preziosa contro l’oblio del tempo moderno. Franco Cimino compie un’operazione culturale importante: salvare dall’indifferenza le vite comuni, le parole semplici, i volti anonimi che hanno costruito l’anima autentica del Sud. Il lettore chiude queste pagine con una sensazione rara: quella di aver abitato, anche solo per qualche ora, un tempo più lento, più umano, forse irripetibile. E comprende che la “meragioventù” evocata dal titolo non riguarda soltanto la giovinezza anagrafica, ma una stagione dello spirito che continua a vivere nel ricordo condiviso di una comunità.
Bruna Fiorentino
Full d'Assi