04/03/2026
🎶Conoscete tutti “La Marsigliese”? E’ l’inno della Repubblica Francese, e la leggenda narra che nacque nel 1792, quando le truppe francesi, che stavano marciando verso l’esercito germanico che puntava su Parigi per ristabilire sul trono Re Luigi XVI, incontrarono un ragazzino che stava fischiettando un motivetto popolare che questi impararono a memoria fino a farlo diventare il futuro Inno Nazionale. In realtà il pezzo è attribuito a De Lisle, un violinista dilettante, ufficiale dell’esercito, e prese il nome di Marsigliese perché cantata per le strade di Parigi dai volontari provenienti dalla città costiera.
Ma...nel 2013 il celebre violinista Guido Rimonda, incidendo l’«opera omnia» di Giovan Battista Viotti, violinista, compositore e impresario teatrale di grande fama, s’imbatté nello spartito firmato del “Tema e variazioni in Do maggiore per violino e orchestra”, datato 1781, e si rese conto che le note erano quelle della Marsigliese. Da allora si discute sulla vera paternità dell’inno dei cugini d’Oltralpe, perché De Lisle non ne firmò, contrariamente alle sue abitudini, lo spartito.
🚲Ma per sapere chi era Viotti, vi porto a specchiarvi nel mare a quadretti delle risaie vercellesi, precisamente a Fontanetto Po dove, il 12 maggio 1755, questi nacque da un umile fabbro, Antonio Felice, e da tal Maria Maddalena Milano. Apprese dal padre, discreto suonatore di c***o da caccia, i rudimenti della musica, per poi proseguire gli studi a Torino, sotto l’ala protettrice del principe Alfonso Dal Pozzo della Cisterna, che affidò l'educazione musicale del giovane a Gaetano Pugnani. Nel 1775 entrò a fare parte dei suonatori della Ca****la Reale ma la sua carriera era solo all’inizio. Nel 1780 intraprese il primo viaggio, in compagnia del suo maestro, iniziando così una tournée che sarebbe durata tutta la vita. Dopo un primo periodo molto fruttuoso a Parigi, che lo vide addirittura al servizio della regina Maria Antonietta, si stabilì a Londra, dove si esibì sui palconscenici più prestigiosi, tra cui quello del Principe di Galles, e continuò la carriera di impresario teatrale. Per un periodo fu anche in Germania e poi nuovamente a Parigi, per poi fare ritorno a Londra, dove morì nel 1824.
Di lui Guido Rimonda dice : “E' stato il padre dei violinisti moderni: diede vita all’arco ancora oggi in uso; sviluppò enormemente la tecnica violinistica proponendo soluzioni inedite e di grande effetto, che costituirono gran parte dell’eredità passata a Paganini; infine, ma non certo meno importante, contribuì grandemente alla creazione della forma sonata, ovvero del vero e proprio concerto romantico”.
A lui è intitolato il Concorso Internazionale di Musica “Giovan Battista Viotti”, una delle più antiche competizioni musicali dedicate ai giovani artisti che si tiene ogni anno al Teatro Civico di Vercelli.