PassOrobico

PassOrobico La montagna vissuta passo dopo passo con un’esperta Guida, dove camminare, arrampicare o praticare

- Guida Alpina /Accompagnatore di Media Montagna
- Maestro di Sci Alpino
- Istruttore Nazionale di Nordic Walking

23/01/2026

La Regione Abruzzo ha deliberato che gli interventi del Soccorso Alpino e Speleologico in montagna diventano a pagamento nei casi di imperizia. La Delibera di Giunta Regionale n. 13 del 19 gennaio 2026 definisce con chiarezza quando i cittadini devono contribuire alle spese e in che misura. La Regio...

15/10/2025

Il 15 ottobre del 2009 ci lasciava Roberto Piantoni
"Che bel sogno che si è realizzato!!! Sono in tenda all’ABC e poco fa mi sono messo a piangere da solo, siamo stati in cima al mondo!! Per il mondo, per la vita della Terra è poca roba, ma per la mia vita è molto!!! Eravamo in paradiso, in un mondo ovattato, al limite dell’atmosfera respirabile. Io il Marco e basta, l’Everest per noi".
[Roberto Piantoni]

Roby Piantoni è nato a Colere, in Valle di Scalve, il 02 Giugno del 1977. Ha imparato a fare i primi passi in casa, ma già i secondi erano sui sentieri della Presolana, la montagna dove anche il papà Livio aveva iniziato a muoversi come alpinista. Papà Livio, alpinista è morto il 14 luglio 1981 sul Pucajirca.

Roby con il suo approccio curioso si cimenta in ogni disciplina che lo possa portare a conoscere ancora di più il senso dello stare in montagna. Nonostante sia giovanissimo supera l’esame per diventare Guida Alpina e poi Guida Alpina Istruttore. Il desiderio di scoprire, di misurarsi su cime più alte rispetto a quelle delle Orobie che lo hanno visto crescere, lo porta sulle Ande, in Argentina e in Himalaya, dove la sua carriera segnerà un legame profondo con le vette e con la popolazione nepalese.Tre Ottomila, poi programma lo Sh**ha Pangma...

Nel 2009 programma una nuova via sullo Sh**ha Pangma, la più piccola delle grandi cime. Da questa spedizione però Roby non farà ritorno.
Per lo Sh**ha Pangma, Roby Piantoni era partito con altri due alpinisti bergamaschi, Marco Astori e Yuri Parimbelli, con loro anche il valtellinese Adriano Greco. Obiettivo: la parete Sud. L’idea era di aprire una via nuova.
Poi la tragedia. Un tremendo volo attorno a 6.700 metri in discesa. Avevano deciso di tornare sui loro passi, anche per la presenza di molto ghiaccio.

Dopo la sua morte nel 2010 nasce L’Associazione "Roby Piantoni" per portare avanti i progetti ed i sogni che lui aveva iniziato a realizzare, con lo stesso spirito, la stessa passione e lo stesso amore per il popolo nepalese. Un’Associazione senza fini di lucro costituita dai familiari e dagli amici di Roby Piantoni. L’obiettivo è di sostenere lo sviluppo culturale e sociale delle popolazioni che vivono tra le montagne più alte al mondo.

In foto Roberto Piantoni sulla sua amata Presolana.

03/09/2025
02/08/2025

𝟯𝟭 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 - 𝟭° 𝗮𝗴𝗼𝘀𝘁𝗼 𝟭𝟵𝟯𝟭: 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝘀𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗡𝗼𝗿𝗱 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗲𝗿𝘃𝗶𝗻𝗼

Nelle giornate del 31 luglio e 1° agosto 1931 il mito della montagna si arricchisce di una pagina epica: la prima conquista integrale della parete Nord del Cervino. Una muraglia di circa 1.100 metri, temuta e venerata da generazioni di alpinisti, che si innalza verso la vetta di 4.478 metri dominando Zermatt e l’intero arco alpino.

Fu proprio in queste date che due fratelli tedeschi Franz Schmid e Toni Schmid, affrontarono con coraggio e determinazione una delle sfide più grandi nella storia dell’alpinismo. Tra roccia gelata, strapiombi e condizioni proibitive, superarono ogni difficoltà grazie a tecnica, spirito di sacrificio e un legame fraterno capace di sostenere anche nei momenti più critici.

Quella notte passata sul versante nord, affrontando il buio e il gelo a quote estreme, divenne simbolo di forza di volontà e amore per la montagna. La loro impresa non fu solo una sfida contro la gravità, ma una vera dichiarazione di rispetto e passione per l’ambiente selvaggio e sublime delle Alpi.

L’eco di questa straordinaria ascensione continua a risuonare sulle creste del Cervino, ispirando ogni generazione a sognare, osare e vivere la montagna come un viaggio di scoperta interiore.

28/07/2025
23/07/2025
13/05/2025

Pochi giorni fa si è svolta la maratona dei ghiacciai: il Trofeo Mezzalama.

Ma perchè si chiama così?

Beh certe storie non nascono per caso.
Per capire davvero cosa significa affrontare i giganti di ghiaccio del Monte Rosa, bisogna tornare indietro. Guardare al passato.
Perché ogni tracciato, ogni gara, ogni gesto tecnico ha radici profonde. E spesso, quelle radici portano a uomini capaci di vedere ciò che gli altri non osavano immaginare.

Oggi vi raccontiamo una di queste storie.
Quella di Ottorino Mezzalama.

Non era solo un alpinista. Era un visionario.
Uno che saliva per ascoltare la montagna e scendeva lasciando una traccia più grande della sua stessa impronta.

Nato a Bologna nel 1888, cresciuto tra Torino e le Alpi, fu tra i primi a credere che lo sci non fosse solo velocità in discesa, ma libertà in salita.
Nel 1927 firmò la prima ascensione sciistica italiana al Monte Bianco. Senza pelli di foca, solo con la sciolina e la forza delle gambe.
Un’impresa. Ma soprattutto un’idea: che il rispetto, la fatica e l’amore per l’ambiente venissero prima di ogni gloria.

Nel 1931 una valanga interruppe il suo cammino, ma non il suo passaggio.
Da allora, ogni due anni – quando il cielo lo permette – il Trofeo Mezzalama lo celebra nel modo più puro: sciando sopra i 4000 metri, tra creste affilate e ghiacci eterni, da Cervinia a Gressoney.

Una sfida tecnica, fisica e mentale.
Un inno alla montagna, al coraggio, allo spirito di squadra.
Una gara che cambia nel tempo, come cambiano i ghiacciai e le esigenze della sicurezza. Ma che non smette mai di parlare la lingua dell’avventura vera.

Nel 2025, per la prima volta, le squadre sono state composte da due atleti invece che tre. Una scelta dettata dalla realtà della montagna, che impone agilità, attenzione e adattamento.

E poi c’è il Rifugio Mezzalama, lassù, a 3.036 metri in Val d’Ayas. Un luogo che è più di un riparo. È un tempio. Un tributo alla montagna vissuta come scelta di vita.

Oggi, se ti capita di camminare, sciare o semplicemente alzare lo sguardo verso il Rosa, ricordati che non sei solo.
Ci sono tracce antiche, storie vive, sogni che continuano a respirare sopra i 4000.
Come quello di Ottorino Mezzalama.

📖 Scopri la storia completa
👉https://visitmonterosa.com/chi-era-ottorino-mezzalama-il-padre-dello-sci-alpinismo-italiano-28642

22/04/2025
11/12/2024

🧭 Quanto sapete orientarvi? Per chi si muove in montagna è una competenza fondamentale, soprattutto quando ci si perde o ci si trova in condizioni meteorologiche avverse. Oggi ci si affida troppo a smartphone e applicazioni per la navigazione: tecnologie intuitive e comode, ma con limiti importanti come batterie che si scaricano rapidamente, schermi inutilizzabili con mani fredde o guanti, e difficoltà di utilizzo in situazioni estreme, come maltempo o altitudini elevate.
Le app possono essere un supporto utile, ma non devono sostituire strumenti affidabili come GPS dedicati e - soprattutto - una buona conoscenza delle tecniche di orientamento tradizionale. Il Presidente del Collegio Guide Alpine Lombardia, pina, ci aiuta a fare chiarezza su questi temi e fornisce alcune indicazioni utili per muoversi in alta quota.

➡ Leggi l'intervista qui https://www.guidealpine.it/se-mi-perdo-orientamento-montagna.html

📸 Foto di Mael Balland su Unsplash.com
Fabrizio Pina
Guide Alpine Lombardia

14/11/2024

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