29/11/2013
INIZIATIVE APERTE A TUTTI, GRATUITE, E PER LE QUALI NON OCCORRE PRENOTARE (basta presentarsi):
VISITA GUIDATA GRATUITA DI FINALBORGO, promossa dal Comune di Finale Ligure e dall'Associazione Albergatori finalese.
Tutti i mercoledì pomeriggio, dal gennaio a metà giugno, da metà settembre a metà ottobre e dal periodo delle vacanze natalizie: Appuntamento alle ore 16,00 in piazza S. Biagio a Finalborgo, di fronte alla Basilica. E' attivo un pulmino navetta gratuito da Finalpia (partenza da Piazza Oberdan ore 15.40) e da Finalmarina (partenza di fronte alla stazione FS ore 15,45).
In estate (da metà giugno a metà settembre) le visite guidate di Finalborgo si svolgono di sera. Appuntamento alle ore 21,00 in piazza S. Biagio a Finalborgo, di fronte alla Basilica. E' attivo un pulmino navetta gratuito da Finalpia (partenza da Piazza Oberdan ore 20.40) e da Finalmarina (partenza di fronte alla stazione FS ore 20,45).
Le visite guidate di Final Borgo sono libere e gratuite; non occorre prenotare.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
Presentazione dell'itinerario: FINALE LIGURE, UN GIARDINO DI PIETRA.
Finalborgo è entrato da qualche anno nel novero dei “Borghi più belli d’Italia”. Stretti nell’abbraccio delle mura quattrocentesche, i suoi palazzi e le sue chiese lo rendono uno dei centri storici meglio conservati del savonese. Lo dominano dall’alto Castel San Giovanni e i resti di Castel Gavone, con l’imponente torre dei Diamanti. Tra i gioielli di Finalborgo scopriremo: la tovaglia eucaristica a trompe-l’oeil in marmo conservata in S. Biagio e il Teatro Aycardi (1806), un’autentica “bomboniera” con tre ordini di palchi quasi in miniatura. Di grande interesse il Museo Archeologico ospitato sopra i rinascimentali Chiostri di Santa Caterina.
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VISITA GUIDATA GRATUITA DI FINALMARINA e della PIEVE DEL FINALE, CHIESA PALEOCRISTIANA, promossa dal Comune di Finale Ligure.
Tutti i martedì mattina, dal gennaio a metà giugno, da metà settembre a metà ottobre e dal periodo delle vacanze natalizie: appuntamento alle ore 10,00 in piazza Vittorio Emanuele a Finalmarina, di fronte all'Arco di Margherita di Spagna.
In estate (da metà giugno a metà settembre) le visite guidate di Finalmarina si svolgono di sera. Appuntamento alle ore 21,00 in piazza Vittorio Emanuele a Finalmarina, di fronte all' Arco di Margherita di Spagna.
Le visite guidate di Finale Ligure sono libere e gratuite; non occorre prenotare.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
Presentazione dell'itinerario: FINALMARINA.
Il percorso guidato, muovendo dalla “Piazza di Spagna”, farà conoscere I più bei palazzi del centro storico, la magnifica Basilica di San Giovanni Battista, le curiosità e le tradizioni di Finale. Partecipando alla visita guidata si potrà scoprire un antico edificio normalmente chiuso al pubblico, la Pieve del Finale, una chiesa paleocristiana risalente al V° sec che si trova nel sottosuolo.
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VISITA GUIDATA GRATUITA DELL'ABBAZIA DI FINALPIA
Il piccolo centro di Finalpia si sviluppa attorno alla cinquecentesca abbazia benedettina, con terrecotte della bottega dei Della Robbia e un notevole campanile, in pietra a vista, cuspidato e con sette ordini di finestre a bifora, eretto nel XIII secolo.
Visita guidata il mercoledì mattina ore 9,30, o a richiesta (Assoc. I Garosci de Pia: tel: 019600660 - 335265116)
(E’ possibile visitare altresì l'Apiario e la distilleria "La Baita")
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VISITA GUIDATA GRATUITA DI NOLI, antica Repubblica Marinara ricordata da Dante nel Purgatorio, con la magnifica chiesa di S. Paragorio, il Castello, le tori medioevali. Sulla spiaggia, tra reti e barche, i pescatori di Noli serbano i segreti del loro lavoro e della vita del mare.
Da giugno a settembre, TUTTI I MARTEDì , ORE 17,30
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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Numerose altre iniziative gratuite in Provincia di Savona. Tra esse segnaliamo:
VISITA GUIDATA GRATUITA DI CELLE LIGURE, promossa dal Comune di Celle Ligure:
tutti i lunedì sera di luglio e agosto e nel periodo natalizio. Appuntamento alle ore 21,00 presso l'Ufficio Informazioni Turistiche di Celle, in via Boagno.
Le visite guidate di Celle Ligure sono libere e gratuite.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
Presentazione dell'itinerario: CELLE LIGURE.
Celle ha goduto per secoli di vere fortune, sia economiche, sia artistiche. I palazzi affacciati sui caruggi del centro storico serbano la memoria dei figli illustri di questa terra. Un interessante itinerario condurrà alla Parrocchia di S. Michele, “diamante incastonato in una foresta di ulivi”. A lunedì alterni la visita guidata terminerà presso un laboratorio di ceramiche, dove le forme di argilla si animano e si dissolvono rapidamente tra le abili mani del torniante.
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VISITA GUIDATA GRATUITA DI BORGHETTO SANTO SPIRITO, promossa dal Comune di Borghetto S.S.:
tutti i giovedì mattina di luglio e agosto e nel periodo natalizio. Appuntamento alle ore 9,30 presso la Biblioteca Civica in Via Aurelia..
Le visite guidate di Borghetto sono libere e gratuite.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
Presentazione dell'itinerario: BORGHETTO SANTO SPIRITO
“Quadrato borgo di edifici ristretto…”. Visita guidata del centro storico fortificato fondato da Albenga, con resti di mura e di torri. La parrocchia di S. Matteo e l’Oratorio, con dipinti di G.
Badaracco, che lasciò alcune interessanti tele con vedute del borgo ligure nel '600; il castello Borelli.
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VISITA GUIDATA GRATUITA DI PIETRA LIGURE, tutti i giovedì da fine maggio a inizio settembre, ore 17,00 di fronte alla Parrocchia di S. Nicolò (in estate ore 21,00)
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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VISITA GUIDATA GRATUITA DI LAIGUEGLIA, il sabato ORE 17,30, appuntamento di fronte al bastione, in piazza dei pescatori.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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VISITE GUIDATE ED ESCURSIONI NATURALISTICHE SU PRENOTAZIONE
Le visite guidate sono di mezza giornata (abbinando due escursioni si ottiene un percorso per la giornata intera - pranzo in Hotel o con cestino da viaggio).
FINALBORGO, UN GIARDINO DI PIETRA
(SOLO PER VOI: POSSIBILITA' VISITA AFFRESCHI CA****LA OLIVERI, VISITA INTERNO TEATRO AYCARDI, INGRESO AI CASTELLI)
Finalborgo, il più interessante dei nuclei storici di Finale, era l’antico Burgus Finarii, fondato alla fine del XII sec. dai marchesi Del Carretto. Lo dominano dall’alto Castel San Giovanni e i resti di Castel Gavone, con l’imponente torre dei Diamanti. Le mura, i palazzi, le chiese lo rendono uno dei centri storici meglio conservati del savonese; da alcuni anni è entrato nel novero dei Borghi più belli d’Italia. Attraverso i Chiostri di Santa Caterina (fine ‘400) con colonne e capitelli in pietra del Finale, si può accedere al Museo archeologico: i reperti che vi sono esposti documentano la ricca storia e preistoria del finalese, e si compongono di esemplari che vanno dal Paleolitico inferiore al Medioevo. Dalla caverna delle Fate, sull’altopiano delle Manie, provengono testimonianze ossee neandertaliane e l’imponente scheletro di ursus spelaeus rimontato in una vetrina. Dalla grotta delle Arene Candide è stata riprodotta la sepoltura del Giovane Principe; si tratta di un ragazzo di 15-20 anni, vissuto 20.000 anni fa: un’inumazione che supera i confini del rito per entrare nella sfera del più intenso sentimento di religiosa pietà.
Il marchesato di Finale fu per secoli l’unico lembo di Liguria non controllato da Genova: per mantenere la sua indipendenza si appoggiò politicamente agli Sforza. Il campanile ottagonale (1463) di S. Biagio testimonia gli scambi anche culturali con la signoria milanese: impostato su una torre della cerchia muraria è ispirato al campanile di S. Gottardo in Corte a Milano. All’interno della chiesa la balaustra dell’altar maggiore è decorata a trompe-l’oeil con una finissima tovaglia eucaristica in marmo (1799). Fantasioso il pulpito in marmo (1765) che reca scolpiti i simboli degli Evangelisti. Tra i gioielli di Finalborgo vi è anche il Teatro Aycardi (1806), un’autentica “bomboniera” con tre ordini di palchi quasi in miniatura.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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LA PALEOCRISTINA PIEVE DEL FINALE E FINALMARINA
Un'eccezionale possibilità è riservata a voi: la visita della Pieve del Finale. Nei sotterranei della chiesa dei Cappuccini a Finalamrina, vi sono i resti di un importante edificio paleocristiano: la chiesa battesimale del V° secolo.
Nel ‘600 gli spagnoli scelsero Finalmarina come scalo per la madrepatria, tanto che questo borgo ligure era conosciuto come la Porta della Spagna. Una delle più evidenti espressioni della potenza e del benessere acquisiti dalla Marina nel XVII secolo è la grandiosa basilica di S. Giovanni Battista, un vero trionfo di stucchi, marmi e decorazioni. Tradizionalmente - ma erronemante - attribuita a Gian Lorenzo Bernini, è una una delle più importanti chiese barocche della Liguria
L'Arco trionfale di Margherita di Spagna, in Piazza Vittorio Emanuele, venne eretto nel 1666 in occasione del passaggio dell'Infanta di Spagna, in viaggio per lo sposalizio con Leopoldo I d'Austria.
I ricchi palazzi della dominazione sp****la sfoggiano splendide facciate e portali in ardesia.
Il Teatro (1868) con tre ordini di palchi e platea, è dedicato a Camillo Sivori, allievo di Niccolò Paganini.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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L'ABBAZIA BENEDETTINA
Il piccolo centro di Finalpia si sviluppa attorno alla cinquecentesca abbazia benedettina, con terrecotte della bottega dei Della Robbia e un notevole campanile, in pietra a vista, cuspidato e con sette ordini di finestre a bifora, eretto nel XIII secolo.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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LA ANTICA CHIESA DI SAN LORENZO E VARIGOTTI
(SOLO PER VOI: VISITA DELL'IINTERNO DELLA ANTICA CHIESA DI SAN LORENZO A VARIGOTTI)
Un sentiero che sale tra le “fasce", i grovigli della macchia mediterranea e il profumo dei pini, raggiunge l’antica e silenziosa chiesa di S. Lorenzo.
Nella chiesa di San Lorenzo vecchio solo il lato nord conserva in vista un tratto di muratura medievale, mentre sono il frutto di riedificazioni tardo e post medievali il fianco sud (fine ‘500) e la zona absidale (inizio del ‘500). Alcune importanti modifiche ebbero luogo alla fine del ‘600, mentre un’altra considerevole fase edilizia fu realizzata a metà del XIX secolo. Fra i laterizi di reimpiego emerge la presenza di numerosi mattoni databili agli inizi del XV secolo: essi sembrano indicare la presenza di una significativa fase edilizia della chiesa, di cui però al momento non restano altre prove materiali. Accanto ai risultati ottenuti, l’evidenza archeologica ha prodotto alcuni quesiti insoluti: perché una fase costruttiva tanto imponente in un’epoca riconosciuta di declino per S. Lorenzo, che alla fine del XVI secolo p***e anche la funzione di parrocchiale? E perché nel fronte sud (fine ‘500) vennero adottati elementi formali di gusto ancora pienamente medievali, come le monofore e gli stretti portali ad arco? Solo un’adeguata indagine storica potrà permettere di individuare le ragioni, molto probabilmente di carattere simbolico, che sono alla base di questa scelta di elementi arcaici a imitazione del romanico, realizzati però con materiali e tecniche costruttive già rinascimentali.
Amata per la sua quiete da molti esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, Varigotti si compone di piccoli nuclei medievali abbarbicati tra ulivi, e di un borgo “saraceno”, con variopinte case dai tetti a terrazza, affacciate direttamente sulla spiaggia. Sul promontorio di Punta Crena, oasi natuale, l’imponente torre di vedetta e le tracce del castrum bizantino ci raccontano di una trascorsa grandezza. La vista abbraccia, nelle giornate limpide, la Corsica e le isole toscane.
Il toponimo di Varigotti da sempre ritenuto di difficile interpretazione può essere inquadrato nell’area linguistica ligure pre-latina, identificandovi un nome composto da una diffusa radice uara, indicante un “luogo umido” o più semplicemente “acqua profonda”, e cottis, nel suo significato originario di “roccia”: un’interpretazione che si adatta molto bene alle caratteristiche orografiche del sito.
Sul promontorio di Varigotti è attestato un gran numero di frammenti di anfore cilindriche databili soprattutto tra VI e VII secolo, espressione di uno stretto collegamento con i centri di produzione da ricercarsi nella Tunisia e nelle province nordafricane. La riorganizzazione delle difese e del controllo della Liguria occidentale bizantina, attuata tra la seconda metà del VI e il VII secolo, risultò determinante nella definizione degli assetti del Finale: alla possente fortezza di Sant’Antonino, nell’entroterra di Perti, si associavano il nucleo religioso della Pieve del Finale e l’insediamento sul promontorio di Varigotti. Oltre alle fortificazioni bizantine l’area di punta Crena conobbe la realizzazione della cinta difensiva sommatale, tra XII e XIII secolo.
Una svolta importante avvenne nel 1341, quando il Comune di Albenga decise di fortificare con mura e torri l’abitato di Pogli, all’inizio della Valle Arroscia, dove detenevano diritti signorili i figli di Enrichetto Del Carretto. Giorgio Del Carretto, marchese di Finale, assunse le parti dei nipoti e intimò agli Albenganesi di demolire le nuove fortificazioni. Di fronte al loro diniego, Giorgio, radunato un esercito di circa ottomila uomini, abbatté le fortificazioni di Pogli e devastò la piana di Albenga, tagliando alberi e distruggendo vigne e campi. Ma la reazione del doge di Genova, Simon Boccanegra, fu immediata: i genovesi posero sotto il loro controllo l’intero Finale, distruggendo il castrum di Varigotti e interrandone l’imboccatura del porto. Amara fu la sorte di Giorgio del Carretto: fu imprigionato per cinque anni nel carcere della Malapaga, secondo le fonti detenuto in una gabbia di legno.
La questione del porto di Varigotti torna alla ribalta nel Seicento, quando il Finale diviene diretto possesso della corona di Spagna. Alla costruzione della via Beretta (1666) agile collegamento con le regioni padane ed i passi alpini, non corrispose la realizzazione di un adeguato impianto portuale. Il problema della costruzione di un nuovo porto nel Finale, dopo i primi tentativi rimasti senza seguito, fu affidato a varie commissioni che tra il 1630 e il 1672 si limitarono a produrre un’ingente documentazione. Si era ipotizzata la realizzazione di un grande porto a Varigotti, tagliando la dorsale alle spalle del promontorio di Punta Crena per edificare una grande fortezza e aprire un’ampia strada litoranea di collegamento con Finale. Gaspare Beretta presentò invece un progetto per realizzare un porto alla Caprazoppa. Ma non si approdò mai ad alcun risultato concreto.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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UN TUFFO NEL MEDIOEVO TRA I CARUGGI DI NOLI …ANTICA REPUBBLICA MARINARA?
(SOLO PER VOI: SALITA SU UNA DELLE ANTICHE TORRI MEDIOEVALI)
Ricordata da Dante nel IV canto del Purgatorio (“Vassi in Sanleo e discendesi in Noli…”) come luogo aspro e di non facile accesso, Noli è nascosta tra due pieghe della montagna, tutta protesa verso il mare. Prima dell’apertura del tracciato attuale della via Aurelia, realizzato durante l’impero napoleonico, questo centro era raggiungibile solo via mare o scendendo per ripidi sentieri , come avviene ancora oggi a S. Fruttuoso, nel promontorio di Portofino.
La storia che si impara a scuola ricorda solo quattro Repubbliche Marinare, ma forse esse furono di più: Noli si ritiene tale, anche se non ebbe mai i fondaci necessari per esserlo a pieno titolo. Per gli aiuti prestati al Papato e alla Lega Lombarda ai tempi di Federico II, nel 1239 Noli divenne sede vescovile per volontà di Gregorio IX, e per circa sei secoli fu una delle diocesi più piccole d’Italia. Visiteremo l’antica Cattedrale di S. Paragorio, chiesa romanica costruita forse a metà del secolo XI sull’area di un precedente edificio paleocristiano. Si tratta di uno dei gioielli architettonici della Liguria, dichiarato Monumento Nazionale nel 1890. L’abside è decorata da 11 catini islamici (XI-XII sec.) che costituiscono forse il più antico esempio in assoluto di maioliche murate.
Dall’alto del monte Ursino (121 metri), dominano il paese le grandiose e scenografiche rovine del Castello (iniziato nel sec. XI), di cui restano il “mastio” e l’alta torre circolare di avvistamento; due cortine di mura merlate (XIII sec.) scendono sino ai dirupi sul mare e verso l’abitato. Si tratta del monumento difensivo meglio conservato di tutta la Liguria di Ponente.
Il centro storico, caratterizzato dalle numerose torri comunali (che in origine pare fossero addirittura 72!), conserva, in alcuni quartieri, quasi intatto il suo antico volto, con belle case del Duecento e del Trecento; si tratta certamente di uno dei più interessanti insediamenti storici del ponente ligure.
Noli diede i natali ad Antoniotto Usodimare, che nel 1456 scoprì le isole del Capo Verde.
(E’ possibile organizzare, tra le 9.00 e le 12.00, un incontro con i pescatori di Noli, nella spiaggia di fronte al borgo antico; nella suggestiva cornice di barche e reti, sarà possibile conoscere i segreti della pesca e della vita del mare)
Sulla spiaggia, tra reti e barche, i pescatori di Noli ci sveleranno i segreti del loro lavoro e della vita del mare. I metodi differenti di pesca (Tremagli, palamiti, lampare…), le tipologie di reti in uso, la varietà del pescato secondo le tecniche differenti utilizzate (acciughe, pesce spada,…). La legislazione europea in merito alla pesca e le eccezioni accordate ai nolesi (la pesca dei Cicciarelli, presidio di Sloow food ). Curiosità e tradizioni (I guai combinati ai pescatori nolesi dalle murene e … dagli squali! - Antichi curiosi metodi della pesca dei polipi…).U mâ u l’a u numme cun le” : le insidie della vita del mare raccontate dai modellini marinari (ex-voto) appesi alle volte dell’Oratorio di sant’Anna (Cenno ai camalli e alle processioni dei cristezanti). La Crociata dei bambini.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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SAVONA
Discreta, quasi schiva, Savona esce dagli schemi dei grandi itinerari, e si propone come una città tutta da scoprire; possiede infatti un ricco patrimonio architettonico, urbanistico, artistico e storico. Dietro un volto ottocentesco, con i lunghi portici rettilinei e le eleganti piazze dal sapore piemontese, si nasconde il borgo antico, affacciato sul suggestivo specchio di mare della vecchia darsena: sono i luoghi cantati con affetto e malinconia dal poeta dialettale Beppin da Cà.
Il nucleo primitivo di Savona, fondato sul colle costiero, venne raso al suolo tra il 1542 e il 1544 dalla Repubblica di Genova, per costruire al suo posto la possente fortezza del Priamàr. Sono ancora in corso gli scavi che hanno riportato alla luce i resti della chiesa dei Domenicani e dell’antica Cattedrale. Di quest’ultima il notaio Ottobono Giordano ci ha lasciato una descrizione risalente agli inizi del ‘500, ossia poco prima della demolizione; egli affermava di non aver mai visto una chiesa in posizione più felice: anche oggi i resti dell’abside a balconata, a precipizio sul mare, si affacciano su un vasto panorama verso l’orizzonte e le coste lontane. Attorno vi sono gli scavi archeologici delle Casacce, gli antichi oratori delle confraternite: ognuno era preceduto da un piccolo giardino, una sorta di hortus conclusus che costituiva un invito al raccoglimento. Nella fortezza, che fu trasformata in seguito in reclusorio, fu prigioniero Mazzini, che qui ideò la Giovine Italia (1830-31).
L’ascesa al pontificato del savonese Sisto IV (1471-1484) e successivamente del nipote Giulio II (1503-1513) permisero a Savona di affacciarsi alla ribalta della politica internazionale, e di vivere la stagione più intensa di tutta la sua storia, il “Rinascimento roveresco”. Vennero avviati i numerosi interventi edilizi che avrebbero cambiato il volto della città: la munificenza dei Papi della Rovere, segnando i tratti caratteristici della Roma monumentale, si riverberò anche su Savona.
Sisto IV, negli anni in cui a Roma faceva costruire la Ca****la Sistina, volle che a Savona venisse eretto un edificio per contenere il mausoleo dei suoi genitori. Nacque così la Ca****la Sistina di Savona, edificata da maestranze lombarde nel 1481-83.
Ma il “momento di gloria” durò poco, e Savona, vinta da Genova nel 1528, precipitò nel declino e nel ristagno economico. Per costruire la fortezza del Priamar i genovesi rasero al suolo l’antico centro storico e la stessa Cattedrale; il vescovado si trasferì nella sede attuale, dove esisteva già dal ‘200 un convento di Francescani. I frati cedettero la loro chiesa (che sorgeva accanto alla Sistina, e fu demolita alla fine del ‘500 per realizzare l’attuale Cattedrale), e adattarono la Sistina a Chiesa conventuale. Ma la convivenza non era delle migliori; tra l’altro, data la vicinanza delle due absidi, i canti dei frati disturbavano le celebrazioni in Duomo.
Trasferitisi a Lavagnola, i Francescani continuarono ad occuparsi della Sistina, e, per quanto potevano le loro finanze, della sua manutenzione. Le condizioni della Ca****la andarono peggiorando sensibilmente nei secoli, tanto da rendere improrogabili i restauri, promossi tra il 1761 ed il 1764 da Francesco Maria della Rovere, ultimo rampollo della nobile famiglia savonese. Poiché egli aveva gusti “moderni”, cambiò la costruzione quattrocentesca da severa ca****la funeraria rinascimentale a fastosa chiesa rococò. Una trasformazione che alcuni “tradizionalisti” non avevano gradito: quel tripudio festoso e vivace di stucchi policromi a motivo floreale, che oggi vediamo in Sistina, era uno stile nato per abbellire i saloni delle ville di campagna dell’aristocrazia del tempo, e faceva da sfondo al clima un po’ frivolo e scanzonato che accompagnava i soggiorni “in villa” dei benestanti dell’epoca. Con una simile decorazione, secondo un testimone dell’epoca, la Ca****la aveva perso irrimediabilmente “quel non so che di magnificenza sacra e divota” che la caratterizzava.
In Cattedrale (1589-1605) sono conservate molte opere d’arte provenienti dal distrutto Duomo sul Priamàr. Tra essi l’“esotico” fonte battesimale in marmo greco, che a lungo si ritenne ricavato da un enorme capitello di arte bizantina. Il coro ligneo della Cattedrale è stato da poco riportato all’antico splendore, dopo un restauro durato 18 mesi. Fu commissionato nell’anno 1500 dall’allora vescovo di Savona Giuliano della Rovere, poi asceso al soglio pontificio con il nome di Giulio II. Sulle tarsie lignee del coro, impreziosite da dettagli in argento e avorio, sono raffigurati la Gerusalemme Celeste ed il Creato (fiori, animali, oggetti, tra cui un particolare modello di clavicembalo che…all’epoca doveva essere ancora inventato!). Nell’attiguo Palazzo Vescovile sono conservati gli appartamenti, con gli arredi originari, occupati da Papa Pio VII, prigioniero di Napoleone a Savona tra il 1809 e il 1812.
Nel centro storico, raccolto attorno alla vecchia darsena, si innalzano torri, come la trecentesca Torretta dedicata a Leon Pancaldo, pilota di Magellano nel primo viaggio di circumnavigazione della terra (“Io son Pancaldo, savonese, che il mondo tutto rivoltai a tondo”). Durante la breve stagione del “Rinascimento roveresco” molte case a schiera medievali vennero accorpate per formare sontuose dimore signorili; ancora oggi nei carruggi su cui si affacciano si diffonde il profumo dei piatti tipici locali, come la farinata e la panissa. Anche il cardinal Della Rovere volle farsi costruire un nuovo palazzo nella città natale, e ne affidò il progetto al grande architetto Giuliano da Sangallo; nacque così un rarissimo esempio di architettura toscana trapiantata in Liguria (1495).
Gli oratori delle Confraternite savonesi custodiscono le “casse”, i famosi gruppi lignei rappresentanti episodi della Passione, che vengono portati a spalla per le vie del centro la sera del Venerdì Santo. Con il Concilio di Trento, infatti, le pubbliche flagellazioni di penitenza e le antiche rappresentazioni sacre – che talvolta “muovevano più a riso che a devotione” – vennero sostituite da queste casse processionali, in cui i gesti e gli sguardi dei personaggi sembrano fissati con una tecnica quasi fotografica e con una teatralità che ricorda i Sacri Monti piemontesi e lombardi.
L’Oratorio di Nostra Signora di Castello conserva una delle più importanti opere d’arte delle Liguria, il grandioso polittico di Vincenzo Foppa e Ludovico Brea (1487-1490), in cui si respira il tramonto della sensibilità medievale e l’affermazione dell’Umanesimo.
La Pinacoteca Civica ha trovato degna collocazione nel sontuoso palazzo Gavotti; custodisce capolavori di G. Mazone, V. Foppa, D. Piola, e dei savonesi Guidobono, Brusco e Ratti; la crocifissione di Donato de’Bardi (prima metà del Quattrocento) è considerata un unicum nel panorama del Rinascimento, nonché uno dei più antichi dipinti italiani realizzati su tela.
La visita può concludersi in piazza Mameli, dove ogni giorno, alle ore 18, la campana inserita nel monumento ai Caduti batte 21 rintocchi – come le lettere dell’alfabeto – per ricordare coloro che si immolarono per la Patria; una tradizione unica in Italia vuole che passanti e veicoli si arrestino e sostino in raccoglimento.
A Savona, città natale di Papi che hanno vissuto un momento magico della storia dell’umanità, tra Quattrocento e Cinquecento si diradarono le ombre del tardo medioevo e si diffusero i bagliori dell’età moderna: fu la luce del Rinascimento, che forse lo stesso Giulio II contribuì ad accendere.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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IL SANTUARIO DI SAVONA
Percorrendo la strada che da Savona conduce al Santuario si incontrano nove cappelle votive (1623) che si rifanno, in chiave del tutto originale, alla concezione architettonica dei Sacri Monti. Tutto attorno cresce il Nemus Saonense, la foresta di Savona, che contribuisce a rendere questa provincia la più boscosa d’Italia. Il Santuario, eretto negli anni immediatamente successivi all’apparizione della Madonna della Misericordia (18 marzo 1536), conserva la Natività di Maria (1613), ritenuta il capolavoro del pittore romano Orazio Borgianni, ed opere del Domenichino e di Bernini. Per secoli fu uno dei santuari più venerati d’Italia, e venne arricchito da prestigiose donazioni, oggetti liturgici in oro e argento, gioielli, ex-voto. Quel che resta dell’ingente Tesoro, impoverito dalle guerre e dalle spoliazioni napoleoniche, è conservato nel vicino Museo. Tra i pezzi più importanti vi sono preziosi paramenti noti a livello internazionale. Si tratta di vesti liturgiche settecentesche realizzate con tessuti concepiti per un uso nel campo dell’abbigliamento femminile, donati alla chiesa da nobildonne dell’epoca: i più significativi, in stile bizarre, sono decorati con curiosi motivi di strumenti musicali deformati, fiori, frutta ed animali esotici , e rappresentano un’autentica rarità nel campo degli abiti ecclesiastici.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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ALBENGA ROMANA, PALEOCRISTIANA, MEDIEVALE
Fondata 2500 anni fa da una delle più potenti tribù del ponente ligure, Albenga fu un importante municipium romano e nel X secolo divenne capitale della Marca Arduinica. Il periodo di maggior vivacità economica e culturale iniziò nel XI secolo, quando la città divenne libero comune. Il suo centro storico, ricco di testimonianze artistico culturali di grande pregio, si rivela un vero e proprio museo all’aperto, per la ricchezza delle architetture e dei monumenti che custodisce.
Il museo Navale Romano conserva i reperti recuperati dal relitto della più grande nave oneraria romana finora nota (lunga 60 metri e larga 9), naufragata ad un miglio circa dalla costa nel 180 a.C. Quest’imbarcazione, che viaggiava con un eccezionale carico di migliaia di anfore piene di vino, costituisce uno dei più importanti documenti dell’arte nautica di Roma antica. Nelle sale attigue è collocato il museo Preistorico, con reperti provenienti dalle grotte della Val Pennavaira, e una collezione di vasi da farmacia in ceramica di Savona e Albisola (XVI-XVIII sec.).
Il museo Civico Ingauno ha sede nel palazzo Vecchio del Comune (1387), con una loggia aperta a pianterreno ed una torre a bifore. Contiene epigrafi di epoca romana e bizantina, sculture e cimeli; attraverso i locali del museo si accede al Battistero, il principale monumento paleocristiano della Liguria (prima metà V sec.). All’interno il magnifico mosaico dedicato alla Trinità ed agli Apostoli (fine V sec.) è, con Ravenna, uno dei pochissimi in stile bizantino che rimangono nel Nord Italia.romaniche più volte rimaneggiato, conserva preziose sculture e un campanile tardogotico
Il suggestivo cuore antico della città, di intenso carattere medievale, conserva sette torri ed ha un impianto urbanistico che ricalca quello della romana Albingaunum. La Cattedrale, edificio di origini a bifore e trifore. Alle spalle, sulla raccolta piazzetta dei Leoni, ornata da tre leoni rinascimentali in pietra, prospettano le abitazioni medievali dei Costa.
Il museo Diocesano, nel palazzo Vescovile, possiede codici liturgici, arazzi, preziosi reliquiari, arredi sacri ed importanti dipinti, tra cui un S. Giovanni Battista di indiscusso spessore culturale, a lungo attribuito a Caravaggio, e una Decollazione di Santa Caterina (1606) olio su tela di Guido Reni.
La conoscenza di Albenga può essere arricchita dalla visita all’Esposizione permanente “La Civiltà dell’ Olivo”, o da un’escursione lungo la Passeggiata Archeologica; quest’ultima interessa un tratto della Via Julia Augusta (13 a.C.) che si sviluppa attorno a resti di monumenti funerari di età imperiale romana, con panorami sul mare e sull’isola Gallinaria.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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ALBISOLA. L’ ARTE DELLA CERAMICA Ad Albisola la produzione della ceramica, iniziata alla fine del XV secolo, ha soddisfatto qualsiasi esigenza: dalle terrecotte di minor costo, alle raffinate maioliche per le classi sociali più elevate, fino ai bellissimi vasi per farmacia nello stile bianco-blu o antico Savona (Museo Manlio Trucco). Un importante committente fu il clero (Parrocchiale di Albissola Marina: pala della Natività, realizzata nel 1576 in piastrelle dalla vivace policromia); ma anche i nobili non furono da meno: le splendide ville settecentesche , come villa Faraggiana, contengono raffinate opere in ceramica. Nell’ambito dell’artigianato ligure la produzione della ceramica trova dunque ad ALBISOLA la sua culla, a partire dal sec XV. Ancora oggi le sapienti mani dei più esperti maestri plasmano l’argilla e la decorano con grazia ed eleganza. Nel XX secolo Albisola conquistò il ruolo di “capitale della ceramica”: negli anni Trenta e nel secondo dopoguerra vennero a lavorarvi artisti di fama internazionale, come artinetti, Martini, Messina, Manzù, Fontana, Jorn, Sassu, Luzzati ( Museo Mazzotti, Passeggiata degli Artisti).
Albisola, citata negli itinerari romani con il nome di Alba Docilia, conserva infine importanti resti di una villa romana e reperti archeologici di epoca imperiale.
(E’ possibile visitare un laboratorio artigianale, osservando il lavoro del ceramista al tornio e la decorazione a mano delle ceramiche. E’ possibile altresì visitare la Scuola di Ceramica di Albisola, dove, con sovrapprezzo, è possibile cimentarsi, sotto la guida di un’insegnante, nella lavorazione dell’argilla e nella produzione di ceramiche).
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SASSELLO
Sassello sorge in mezzo ai contrafforti appenninici ed ha una storia molto antica. Opere di importanti artisti, come Maragliano e Carlone, sono conservate nelle sue chiese. Il Museo Perrando ospita una collezione di dipinti di scuola genovese, antiche ceramiche e mobili d’epoca.
Il paese ha una specialità gastronomica ormai celebre nel mondo: gli amaretti di Sassello, nati a metà dell’Ottocento grazie all’intuito di una casalinga. Nei giorni feriali è possibile visitare una delle fabbriche produttrici. In paese è sempre possibile una degustazione gratuita degli amaretti, come anche dei liquori prodotti in una distilleria locale.
Itinerario: P.zza S. Rocco, Distilleria, Via Badano, Chiesa S. Trinità, centro storico, Museo Perrando, Chiesa della Concezione, Amaretti del Sassello (negozio o fabbrica).
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CASTELVECCHIO DI ROCCA BARBENA : IL FASCINO SENZA TEMPO DELL’ENTROTERRA LIGURE
I vicoli stretti e tortuosi, le case in pietra grigio-bruna dai tetti a terrazza caratterizzano Castelvecchio di Rocca Barbena, un borgo murato rimasto pressoché intatto dal Medioevo, con un impianto circolare che si svolge attorno ai dirupi della rocca su cui è avvinghiato il Castello.
Escursione lungo il sentiero di Ilaria (necessario abbigliamento sportivo, cappellino): tra Castelvecchio e Zuccarello un sentiero ricco di essenze sempreverdi della macchia mediterranea raggiunge i ruderi del Castello dei marchesi Del Carretto, in posizione dominante sulla Val Neva. Qui trascorse la sua infanzia dorata Ilaria Del Carretto. Sposatasi con Paolo Guinigi signore di Lucca, Ilaria morì di parto nel 1405, a soli 26 anni. La sua bellezza rifulge ancora nel Duomo della città toscana, immortalata nel celebre monumento funebre di Jacopo della Quercia.
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ZUCCARELLO . Fondato nel 1248, Zuccarello conserva nel suo impianto lineare, nei resti delle mura, delle torri e delle porte d’accesso, l’ aspetto di borgo fortificato, assunto per la sua posizione strategica. Il ponte medievale a schiena d’asino è tra i più interessanti della Liguria di ponente. Un sentiero ricco di essenze sempreverdi della macchia mediterranea raggiunge i ruderi del Castello dei marchesi Del Carretto, in posizione dominante su Zuccarello e sulla Val Neva. Qui trascorse la sua infanzia dorata Ilaria Del Carretto. Sposatasi con Paolo Giunigi signore di Lucca, Ilaria morì di parto nel 1405, a soli 26 anni. La sua bellezza rifulge ancora nel Duomo della città toscana, immortalata nel celebre monumento funebre di Jacopo della Quercia.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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ALASSIO Nei pressi del “budello” di Alassio , l’animata stradina che corre parallela alla spiaggia tra case del ‘500 e del ‘600, si trova Palazzo Morteo. In esso è stata inaugurata da pochi mesi una Pinacoteca comprendente 22 opere di Carlo Levi, l’autore di Cristo si è fermato a Eboli, realizzate durante i suoi soggiorni in Riviera.
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TOIRANO Possibile visita delle Grotte di Toirano, del centro storico, e del Museo Etnografico della Val Varatella. Il museo espone documenti relativi alle attività praticate nella vallata, con particolare riguardo all’olivicultura e alla produzione dell’olio. Inoltre presenta sezioni riguardanti la fienagione, la lavorazione dei cereali, i laboratori artigiani del falegname, del bottaio, del fabbro ferraio, del maniscalco. Nel complesso si tratta di circa 2000 oggetti, tutti reperiti in loco, donati dalla popolazione. Il percorso comprende anche il cortile, adibito a piccolo orto botanico.
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BORGIO VEREZZI E LE GROTTE DI VALDEMINO
Giochi d'acqua e calcare hanno creato un labirinto sotterraneo; le grotte di Borgio vantano di essere le più colorate d'Italia: bianco, giallo, rosso, in mille diverse sfumature, si specchiano nelle acque dei numerosi laghetti interni. Usciti dalle grotte, il sentiero natura ci conduce attraverso la macchia mediterranea alla frazione di Verezzi sulla collina, recentemente accolta nel novero dei " Borghi piú belli d'Italia", nonché sede di un rinomato festival teatrale.
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COME FUNZIONA UN FRANTOIO? “I nostri monumenti non sono nelle piazze delle nostre città, sono le nostre fasce” affermava il poeta ligure G. Boine. Molte fasce sono popolate da un mare argenteo di ulivi secolari. Un frantoiano ci illustrerà le caratteristiche dell’ulivo – pianta simbolo della cultura mediterranea – , le tecniche di coltivazione e di raccolta. (con degustazione).
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GENOVA E PROVINCIA
GENOVA
La visita guidata di Genova prevede un percorso con guida turistica nel centro storico e una escursione in pullman per avere una visione di insieme di Genova e dei quartieri realizzati tra XIX e XX secolo.
VISITA GUIDATA DI GENOVA GUIDE TURISTICHE, CENTRO STORICO
Il centro storico di Genova è uno tra i più grandi d'Europa con un dedalo di piazzette e di stretti vicoli, i "caruggi". Simbolo di Genova è la Lanterna (alta 117 m) antico faro del porto.
Tra stretti carruggi e vie nobiliari, si schiudono ambienti raccolti, come piazza S. Matteo, e magnifici monumenti, come la Cattedrale di San Lorenzo, Palazzo Ducale (antica sede del governo della Repubblica di Genova), le maestose Torri di Porta Soprana (1155). Le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli, inseriti nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO, formano un contesto urbano composto principalmente dalle "Strade Nuove" (via Garibaldi e via Balbi), realizzate dalle maggiori famiglie della nobiltà genovese. I palazzi raccontano i fasti dei D’Oria, dei Pallavicino, dei Grimaldi, degli Spinola …)
Il perorso guidato toccherà le chiese di San Luca (con la deliziosa piazza dei D'Oria), San Siro e San Pietro in Banchi (quest'ultima originale con le sue antiche botteghe inglobate al piano terreno), Palazzo S. Giorgio , i portici di Sottoripa.
Sulla collina di Castello, dove nacque il primo insediamento di Genova, dominano la Chiesa e il Convento di Santa Maria di Castello.
Piazza De Ferrari, con la monumentale fontana, il palazzo della Borsa e il Teatro Carlo Felice, unisce la parte medioevale e lo sviluppo moderno di Genova; è il cuore della città.
L'area del Porto Antico ospita l'Acquario di Genova (il più grande d'Italia ed uno dei maggiori in Europa), il Museo dell'Antartide, la Città dei Bambini, ricavata negli ex magazzini del Cotone, e il Padiglione del Mare. Questa area di Genova è meta ogni anno di numerose uscite didattiche e viaggi di istruzione da parte di scuole provenienti da gni parte d'Italia e dall'estero. Nel Porto Antico il passato convive con la felice rilettura in chiave artistica data dal noto architetto genovese Renzo Piano (il “Bigo”, la Piazza delle Feste, la “Bolla tecnologica” creata per il G8).
Dai moli del porto la vista abbraccia le colline attorno a Genova, caratterizzate da una rete di fortificazioni e da ampie mura che hanno reso la Superba inespugnabile per secoli.
VISITE GUIDATE AI MUSEI DI GENOVA - GUIDE TURISTICHE
La rete museale genovese vanta le gallerie di Palazzo Bianco, Palazzo Rosso (che conserva una splendida collezione delle maggiori opere del Seicento ligure) e Palazzo Grimaldi - D'Oria - Tursi (I Musei di Strada Nuova - tra le opere esposte: capolavori di Rubens e Van Dyck , Caravaggio, B. Strzozzi, Veronese, Tintoretto, splendide collezioni di ceramica, il violino di Paganini...). Palazzo Reale (‘600-‘700): prestigiosa residenza dei Balbi e dei Durazzo passata ai Savoia nell’Ottocento. Le visite guidate a Palazzo Reale consentiranno di scoprire i saloni di rappresentanza, gli ambienti di vita quotidiana, la sala del trono e la celeberrima galleria degli specchi. Palazzo del Principe (antica dimora di Andrea Doria), Palazzo Ducale (sede di espossizioni e mostre temporanee). Galleria Nazionale di Palazzo Spinola. Laboratori didattici per le scuole elementari, medie e superiori presso i Musei di Genova.
Guide turistiche consentono di scoprire altri musei genovesi, come : il Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone, con pitture e sculture provenienti dal Giappone e dalla Cina; il Galata - Museo del Mare, il maggiore museo dell'area del Mediterraneo nel genere delle comunicazioni marittime; il Museo delle Culture del Mondo presso lo scenografico Castello d'Albertis; il Museo di storia naturale "Giacomo Doria"; il Museo di Architettura e Scultura Ligure di Sant'Agostino ; il Museo di Villa Croce.
Numerose sono poi i musei presenti nelle delegazioni tra Voltri a Nervi (ad esempio Villa Luxoro e Villa Grimaldi Fassio, presso il Parco di Nervi).
TOUR DI GENOVA IN PULLMAN CON GUIDA TURISTICA
A bordo del pullman giro della città di Genova. Il porto antico, la Lanterna, il quartiere Fiera, Porta Soprana e la casa di Colombo, Piazza della Vittoria con l’arco monumentale e la scenografica scalinata milite ignoto ( aiuole raffiguranti le tre caravelle di Colombo). Si attraverseranno quartieri borghesi di Genova(‘800 e ‘900): Carignano, l’elegante Via XX Settembre, il ponte Monumentale, Piazza Corvetto. Il belvedere di Castelletto (nelle giornate limpide la vista abbraccia la Riviera di Levante , la Corsica, la Riviera di Ponente fino all'imperiese, le Alpi Marittime al confine francese).
Meta di percorsi guidati è altresì l'antico borgo marinaro di Boccadasse, con le pittoresche barche di pescatori, al termine della passeggiata che costeggia il Lido d'Albaro.
Il tour guidato potrà ragiungere anche il celeberrimo Cimitero monumentale di Staglieno, una sorta di galleria di sculture tra '800 e '900. Qui riposano le spoglie di molti personaggi noti, fra i quali Giuseppe Mazzini, Fabrizio De André e la moglie di Oscar Wilde.
A Nervi, tre ville storiche formano con i loro parchi un complesso verde di rara bellezza in un ambiente naturale d'eccellenza; da qui si scende in breve alla notissima Passeggiata Anita Garibaldi ricavata dagli scogli sul mare.
VISITA GUIDATA AL CIMITERO MONUMENTALE DI STAGLIENO A Staglieno dalla seconda metà dell'Ottocento i ricchi genovesi fecero a gara per avere la statua più bella. Statue dei migliori scultori del tempo ci sorprendono per la varietà degli stili e delle storie, spesso commoventi, che nascondono.
GIRO DEL PORTO IN BATTELLO Per scoprire uno dei porti più importanti del Mediterraneo, conoscere la sua storia e la sua attività commerciale (durata: 40 minuti).
TOUR COL TRENINO DI CASELLA (1 ora andata e 1 ora ritorno) Il viaggio a Casella, paese dell'entroterra, a circa 20 km. dal capoluogo ligure, puo’ essere organizzato prima o dopo il giro della città ed interessa soprattutto per la bellezza del paesaggio. I gruppi, su prenotazione, possono scegliere di viaggiare con la vettura storica, degli anni '20 del '900. La meta di S.Olcese, una delle fermate del treno, offre la possibilità di visitare un salumificio (vedi i programmi gastronomici).
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PORTOFINO VISITE GUIDATE GUIDE TURISTICHE
Portofino (Genova) è considerato all'unanimità uno dei più caratteristici e pittoreschi borghi marinari del mondo. La visita guidata di Portofino consentirà di scoprire le tradizioni e le bellezze del borgo, la chiesa di S. Giorgio, la Parrocchia di S. Martino, il Castel Brown sede di mostre temporanee ed il suo suo fantastico parco, i sentieri che risalgono le alture del borgo, ragiungono la panoramica punta del faro, o suggestive calette. Arrivando a Portofino con il battello si ha un 'emozione unica.
"Ed ecco, all'improvviso, scoprirsi un'insenatura nascosta, di ulivi e castagni. Un piccolo villaggio, Portofino, si allarga come un arco di luna attorno a questo calmo bacino” (Guy de Maupassant). Ricordato da Plinio il Vecchio come "Portus Delphini", per il gran numero di delfini che popolavano le acque circostanti il golfo, Portofino è stato per secoli un sicuro approdo per le navi.
Meravigliosi sentieri (o in alternativa: un piacevole percorso in battello nell'Area Marina Protetta di Portofino) uniscono Camogli a Portofino e Santa Margherita Ligure. Incastonata nel promontorio di Portofino c'è la suggestiva baia di S. Fruttuoso, che ospita un'Abbazia millenaria. Sul fondale marino spalanca le braccia il Cristo degli Abissi, statua bronzea realizzata fondendo medaglie ed elementi navali. Guide turistiche ed ambientali abilitate nelle principali lingue europee consentono di scoprire le bellezze naturali, paessaggistiche e storiche di Portofino e del celebre Parco Naturale del Monte di Portofino. Portofino ed il suo Parco si pongono dunque tra le principali località turistiche italiane, meta anche di viaggi di istruzione e gite scolastiche; numerose le attività didattiche e i laboratori didattici condotti nell'ambiente naturale del Parco.
Per informazioni: [email protected] 339-4402668 http://digilander.libero.it/guideliguria
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CAMOGLI VISITA GUIDATA GUIDE TURISTICHE
La visita guidata di Camógli (Genova) ( la Città dei Mille Bianchi Velieri) consente di scoprire un tipico borgo marinaro ligure, noto per il piccolo porto e per le altissime case dipinte a colori vivaci sul lungomare. I colori servivano ai marinai camogliesi per riconoscere più facilmente la propria casa . La maggior parte degli edifici del centro storico sono stati edificati con un susseguirsi di aggiunte e modifiche nel corso dei secoli. Una tradizione curiosa dice che Camogli derivi il nome da “casa delle mogli” (... in attesa dei mariti pescatori e marinai).
La Basilica di Santa Maria Assunta si innalza su quello che era l'antico insediamento dell'Isola. Costruita nel XII secolo subì numerose ristrutturazioni, presentandosi attualmente con facciata neoclassica e interno a tre navate.
Il Castello della Dragonara risale al XII secolo. Qui i camogliesi si ritrovavano per eleggere i loro rappresentanti o si ritiravano in momenti di pericolo, all'interno delle mura. Nel XVI secolo venne adibito a prigione. Attualmente è sede di mostre , eventi culturali , attività didattiche e laboratori didattici per le scuole in viaggio di istruzione. Fino al 1999 è stato sede dell'Acquario Tirrenico.
Da Camogli partono numerosi e splendidi sentieri per escursioni nei dintorni. In un'ora di cammino, passando per la frazione di San Rocco, la guida ambientale escursionistica può accompagnarvi sulla vetta del monte Portofino per godere della splendida vista del Golfo di Genova. Sempre da San Rocco, si può scendere verso Porto Pidocchio, affascinante minuscolo porticciolo presso Punta Ch***pa, in un'incantevole scenario ambientale. Dalla piccola spiaggia della baia di San Fruttuoso gli escursionisti più esperti possono avventurarsi lungo un itinerario a strapiombo sul mare, con passaggi spettacolari; il percorso giunge a San Rocco passando presso le batterie di Punta Ch***pa. Scuole primarie, e secondarie trovano a Camogli e nel Parco di Portofino numerose possibilità per viaggi di istruzione ed escite didattiche alla scoperta dell'ambiente marino e naturale della Liguria.
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