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04/04/2023
i riquadri bianchi in Piazza San Marco......
07/09/2022

i riquadri bianchi in Piazza San Marco......

Piazza San Marco e quei famosi riquadri bianchi: quale il loro significato❓

Questa particolarità, che potrebbe sembrare casuale o puramente decorativa, in realtà si porta dietro una storia che non può che risalire ai tempi della Repubblica Serenissima: i riquadri bianchi, infatti, servivano a delimitare gli spazi riservati ai banchi durante i mercati e, nello specifico, durante quello organizzato in occasione della Festa della Sensa che si teneva a maggio e durava per ben due settimane.

Erano tantissime le merci che venivano vendute durante la Sensa, dai velluti ai profumi, dai cosmetici agli specchi e i mercanti giungevano a Venezia, per l'occasione, da tutto il Mediterraneo. Ogni area era quindi riservata a una specifica corporazione e si possono ancora trovare due scritte in Piazza San Marco che indicano quale tipologia di commerciante doveva sostare in quella particolare zona.

LO SKYLINE DI VENEZIA A 360 GRADI (scroll down for English)La più grande veduta di Venezia mai realizzata: è quella dipi...
22/07/2021

LO SKYLINE DI VENEZIA A 360 GRADI (scroll down for English)

La più grande veduta di Venezia mai realizzata: è quella dipinta dal pittore e decoratore veneziano Giovanni Biasin. Conservata nelle collezioni dell'antica e prestigiosa Accademia dei Concordi di Rovigo, viene esposta al pubblico per la prima volta alla Fondazione Querini Stampalia fino al 12 settembre.

Più che una 'veduta' è un gigantesco 'panorama' della città: alto quasi due metri e lungo 22, è stato realizzato nel 1887 per l'Esposizione Nazionale d'Arte (che diventerà la Biennale nel 1895). Utilizzando un lungo rotolo di carta rinforzata e servendosi di vivaci colori a tempera, Biasin rappresenta Venezia a 360 gradi: il punto di ripresa, a livello dell'acqua, è approssimativamente il centro del bacino di San Marco. La scena è animata da numerosi dettagli di monumenti, edifici, giardini e imbarcazioni, che restituiscono forse l'immagine pittorica più ricca e fedele della Venezia di fine '800.

È attorno a quest'opera straordinaria che si sviluppa la mostra Venezia panoramica. La scoperta dell'orizzonte infinito, un viaggio a ritroso nei secoli attraverso una sessantina tra incisioni e dipinti che ricostruiscono la storia dei panorami dedicati alla città lagunare. La mostra è visitabile dal martedì alla domenica con orario 10-18, senza prenotazione.

360-DEGREE VIEW OF VENICE SKYLINE

The largest view of Venice ever made was painted in 1887 by the Venetian artist and decorator Giovanni Biasin. Housed in the centuries-old and prestigious Accademia dei Concordi in Rovigo, it is being exhibited at the Fondazione Querini Stampalia for the first time, until 12th September.

More than a 'view', it is a monumental 'panorama' of the city: almost two metres high, the view is 22 metres in length! It was created in 1887 for the National Art Exhibition, a foretaste of the future Biennale, which was founded shortly afterwards in 1895. Using a long roll of reinforced paper and bright tempera colours, Biasin created a 360-degree view of Venice. The point from which the artist represented the city is more or less the centre of St Mark's Basin. The scene is lively and filled with details of monuments, buildings, gardens and boats that provide perhaps one of the most evocative view of late nineteenth-century Venice.

This extraordinary work is the centrepiece of the exhibition Panoramic Venice: The Discovery of an Infinite Horizon, a journey back through the centuries which covers, through around sixty engravings and paintings, the history of Venice panoramas. The exhibition can be visited from Tuesday to Sunday from 10 am to 6 pm 8 (no advance booking required).

05/07/2021

Living in Venice is much better than going to the gym!!!

UNA MAPPA SONORA DI VENEZIALe città parlano, suonano, fanno sentire la propria voce. E Venezia ha un paesaggio sonoro un...
10/06/2021

UNA MAPPA SONORA DI VENEZIA

Le città parlano, suonano, fanno sentire la propria voce. E Venezia ha un paesaggio sonoro unico. È una città dove manca il rumore del traffico automobilistico, su tutto prevale il suono dell'acqua e quello delle campane delle sue oltre cento chiese.

Come riconoscere Venezia dai suoni, le voci e i rumori di ogni giorno? Il progetto Venice Soundmap è una mappa sonora della città, aperta ai contributi di tutti, realizzata da studenti dell'Accademia delle Belle Arti di Venezia, del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia e dell'Università Ca' Foscari di Venezia che hanno girato il centro storico di Venezia e le sue isole per catalogare le voci della venezianità. La mappa è disponibile anche nel sito della Fondazione Ugo e Olga Levi.

Suoni inconfondibili di Venezia sono lo sciabordìo delle onde, il tonfo dei remi che fendono l'acqua dei rii, lo scrosciare delle fontane nei campi e nelle calli, le sirene che preannunciano l'acqua alta. In città vi sono tante campane quanti sono i campanili, ognuna con il suo timbro caratteristico: un concerto che inizia ogni giorno la mattina presto. A mezzogiorno, poi, suonano le campane di San Marco insieme a quelle di tutta la città.

E ancora lo stridìo dei gabbiani, i canti dei gondolieri, il vociare in veneziano, le ruote dei carretti della spesa che incespicano sui ponti, le risa dei bambini che giocano in campi e campielli. Senza dimenticare che a Venezia esistono botteghe artigianali che non si trovano in nessun altro luogo al mondo, con i loro suoni e rumori unici: il suono delle fornaci dove si lavora il vetro sull'isola di Murano, il suono dei martelli, delle seghe e delle pialle negli squeri dove si fabbricano e riparano le gondole, o il suono dei telai del Settecento ancora in uso nelle tessiture storiche.
Qui la mappa:
http://www.venicesoundmap.eu/home/

VENICE SOUNDS MAP

Venice has a unique urban soundscape. Without traffic noise, it is a city where the sound of water and the ringing of more than one hundred church bells prevails over everything.

The Venice Soundmap project is a map of the city which collects recordings of everyday life in Venice, gathered by students of the Academy of Fine Arts in Venice, the Benedetto Marcello Conservatory of Venice and the Ca' Foscari University of Venice who toured the historic centre of Venice and its islands and recorded the urban soundscape. The map is also available on the Ugo and Olga Levi Foundation website.

Everyday sounds of Venice are waves, oars slapping the water of the canals, water flowing in the fountains in campi and calli, or, on very special occasions, sirens announcing high tide. There are as many bells in the city as there are bell towers, each with its own distinctive timbre: a concert that starts early every day. At noon, the bells of San Marco ring along with those of the whole city.

And also: seagulls squawking, gondoliers singing, Venetians shouting at each other, shopping carts stumbling over the bridges, children laughing and playing togheter outside.
Even today, Venice is brimming with ancient know-how that cannot be found elsewhere in the world, local artisan shops with their unique sounds and noises: the sound of the glass furnaces on the island of Murano, the sound of hammers, saws and planes in the squeri, Venice's traditional gondola shipyards, or the sound of 18th-Century looms still in use in historical weaving companies.
Here is the map
http://www.venicesoundmap.eu/home/

Fonte/source: Detourism

DANTE IN VENICEMarch 25th 2021 is Dante Alighieri Day, and in Italy begins a year-long calendar of events to mark the 70...
22/03/2021

DANTE IN VENICE

March 25th 2021 is Dante Alighieri Day, and in Italy begins a year-long calendar of events to mark the 700th anniversary of the poet's death. According to scholars, on March 25th Dante started the ultramundane journey described in La Divina Commedia. Italy is celebrating throughout 2021 with a vast program including the events promoted by Florence, Ravenna and Verona, cities where the poet spent the most time.

After being exiled from Florence, his hometown, Dante spent his days wandering through Northern Italy. In summer 1321 he was sent on a diplomatic mission to the Serenissima by Guido Novello Da Polenta, lord of Ravenna. The Doge Giovanni Soranzo invited Dante to his own palace in Campo San Polo. On the way back, the poet got malaria and died in Ravenna on the night between 13 and 14 of September 1321.

In Inferno XXI, there is a quote mentioning "Arzanà", Venice's Arsenal, the hub of Venetian ship building, listed as the world's first assembly line. Dante provides a vivid description of the industriousness of the master artisans (the arsenalotti) working here. At the monumental entrance to the Arsenale, on the right, you can see a niche in which a bust of Dante is placed to commemorate the genius of the poet.

In Venice there is also a contemporary art installation dedicated to the Supreme Poet, Dante's barge. It is a bronze sculpture, by the Russian artist Georgy Frangulyan, located on a floating platform in the canal in front of San Michele, the Venetian island graveyard. Placed here in 2007 on the occasion of the 52nd edition of the Biennale of Art, the sculpture evokes the journey of Dante, guided by Virgil, through the realms of the dead; the hand of the Roman poet points to San Michele.

Should you wish to read Dante's lines, we suggest the edition of La Divina Commedia edited by Pietro Bembo and printed in Venice by Aldo Manuzio in 1502: “Le Terze rime. Lo 'nferno e 'l Purgatorio e 'l Paradiso di Dante Alaghieri”.

DANTE A VENEZIA

Il 25 marzo 2021 è la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, e in tutta Italia iniziano le celebrazioni per i 700 anni dalla morte del poeta. Secondo gli studiosi proprio il 25 marzo Dante intraprende il viaggio ultraterreno descritto nella Divina Commedia. Sono oltre cento le iniziative promosse nel corso dell'anno per ricordare Dante: rendono omaggio al poeta anche le tre città dantesche per eccellenza Firenze, Ravenna e Verona.

Durante i suoi viaggi da esule lontano da Firenze, Dante visitò anche Venezia. Nell'estate del 1321 partecipò alla missione diplomatica inviata nella Serenissima da Guido Novello da Polenta, signore di Ravenna. Il Doge Giovanni Soranzo accolse Dante nel proprio palazzo di famiglia, in Campo San Polo. Nel viaggio di ritorno, il poeta fu colto da febbri malariche e morì a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321.

Nel canto XXI dell'Inferno è presente un riferimento all'Arzanà, l'Arsenale, fabbrica navale della Serenissima, considerata la prima vera catena di montaggio della storia. L'operosità degli artigiani (gli arsenalotti) viene descritta nelle terzine dantesche con realismo e precisione. All'ingresso monumentale dell'Arsenale, sulla destra, si scorge una nicchia nella quale è posto, per ricordare il genio del poeta, un busto di Dante.

A Venezia c'è anche un'installazione d'arte contemporanea dedicata al Sommo Poeta, la chiatta di Dante. Si tratta di una scultura bronzea, dell'artista russo Georgy Frangulyan, situata su una piattaforma galleggiante nel canale di fronte a San Michele, l'isola dove si trova il cimitero monumentale. Posizionata qui nel 2007 in occasione della 52ª edizione della Biennale Arte, la scultura evoca il viaggio di Dante e Virgilio nel regno dei morti; la mano del poeta latino indica a Dante l'isola di San Michele.

A chi avesse voglia di rileggere Dante, suggeriamo qui il grande capolavoro dantesco nell'edizione curata da Pietro Bembo e stampata a Venezia da Aldo Manuzio nel 1502 con il titolo “Le Terze rime. Lo 'nferno e 'l Purgatorio e 'l Paradiso di Dante Alaghieri”.

14/03/2021

Un po’ di sana storia....

CAMPIELLO DE LA STUAIl Campiello de la Stua si trova nel sestiere di Santa Croce vicino alle “Carampane”. La "Stua", che...
05/03/2021

CAMPIELLO DE LA STUA

Il Campiello de la Stua si trova nel sestiere di Santa Croce vicino alle “Carampane”. La "Stua", che in dialetto veneziano significa stufa, era un elemento essenziale per le attività rivolte alla cura del corpo, tanto che esisteva proprio il mestiere degli Stueri (chirurghi di bassa levatura) che facevano parte di un ramo dell'Arte dei Barbieri. Il toponimo, che compare in alcune zone della città, indicava la presenza di laboratori di stueri che per il loro lavoro avevano continuamente bisogno di acqua calda prodotta da una stufa mantenuta sempre accesa.
Nella sua opera "Delle memorie venete antiche profane ed ecclesiastiche", alla pagina 164 del libro III, lo storico veneziano Giovanni Battista Gallicciolli (1733 – 1806) scriveva: "S'apre in calle di Ca' Bragadin altra Calle che torcendo poi a sirocco perviene alla Fondamenta delle T***e ove trovasi un sottoportico. Ma prima nel mezzo si spande in un seno quadrato o piazza, che s'appella Corte de la Stua, ov'è un pozzo (che oggi non c'è più n.d.r.). Stueri diciamo gli Stufaioli, cioè quel genere di Chirurghi, i quali sogliono far loro mestiere accomodando le ugne de' piedi, risecando cali &c. perché sempre hanno in pronto acqua calda, ovvero qualche luogo caldano per comodo di quelli, che si vogliono far curare.”
Un accenno alle stue veneziane è riportato da Alvise Molin (1606-1671) nel suo Diario, scritto mentre era ambasciatore a Costantinopoli: "Nel ritorno a casa dessimo un'occhiata ad uno dei loro bagni, che molti e frequentissimi sono nella Turchia, fatti per lavarsi prima dell'orazioni loro, che altro non sono che stufe in tutto simili alle nostre".
Testimonianze dell'epoca riportano che nelle stue si curavano malattie di ogni genere, venivano fatti impacchi di mercurio e di altre sostanze ed essenze; si facevano deglutire medicine ricavate con particolari pozioni (che spesso anziché guarire facevano trapassare il paziente). La Repubblica, di conseguenza, promulgò leggi sempre più restrittive nei confronti delle arti mediche. Però nelle Stue a volte, oltre alla cura del corpo e dei piedi, si praticavano rapporti sessuali mercenari, maschili e femminili, malgrado il governo della Serenissima avesse imposto espliciti divieti.
Non a caso, proprio vicino alla fondamenta della Stua di Rialto troviamo il ponte delle T***e, così chiamato per la presenza di alcuni postriboli, negli anni floridi della Repubblica di Venezia.

MARCH 1st, VENETIAN NEW YEAR'S DAYFor centuries Venice has celebrated New Year's Day on a date other than January 1. In ...
01/03/2021

MARCH 1st, VENETIAN NEW YEAR'S DAY

For centuries Venice has celebrated New Year's Day on a date other than January 1. In fact, according to the Venetian civic calendar, which corresponds to the early Roman calendar and has been in use up until 1797, the first month of the year is March. This month marked a new beginning for the Venetians, being also reminiscent of the city foundation, traced back to March 25th of the year 421.
Originally, the Venetian New Year started on March 25th; it was not a random choice: this date, close to the vernal equinox, corresponds not only to the legendary founding of Venice, but also, maybe even more significantly, to the day on which the Church celebrates the Feast of the Annunciation to the Virgin Mary (discover the Annunciation by Paolo Veronese in the Gallerie dell'Accademia). Later on, for the convenience of calculation, the date of the New Year's Day was brought forward to the first of March. This date, abandoned after the fall of the Venetian Republic, had been maintained even after 1582, when in many other countries the new calendar introduced by Pope Gregory XIII, still used by most of the world, replaced the old-style calendar. To avoid misinterpretation, in the official records of the Venetian Republic, dates falling between January and February (the last two months of the year in Venice) were followed by the initials MV, "more veneto", indicating the peculiarity of Venetian use.

C'mon guys! We're opening back to the world!
08/02/2021

C'mon guys! We're opening back to the world!

Venezia ripArte! I luoghi della cultura riaprono e noi di Venezia da Vivere vi portiamo a rivedere musei e gallerie con Instagram.

Indirizzo

Venice
30173

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