01/06/2026
𝑫𝒐𝒓𝒔𝒐𝒅𝒖𝒓𝒐 𝒆 𝒅𝒊𝒏𝒕𝒐𝒓𝒏𝒊
𝑫𝒊 𝑷𝒂𝒐𝒍𝒐 𝑷𝒖𝒑𝒑𝒂
𝑪𝒊𝒆𝒓𝒓𝒆 𝒆𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 2025
Venezia: ci vengono in tanti (non tutti ahinoi…) per la sua storia, la sua arte, il suo cibo… e tuttavia cosa sarebbe la città senza la sua popolazione di residenti?
A volte dimentichiamo che l’anima di una città sono le persone, di oggi e di ieri, non i monumenti che vi troviamo. Senza le persone non esisterebbero gli edifici e le opere che oggi tanto ammiriamo.
Lo dobbiamo certo ai veneziani del passato.
E i veneziani di oggi? Ci sono quelli scontrosi o che si lamentano e basta, ma ci sono anche quelli attivi nella loro comunità oppure quelli che agiscono per l’interesse dell’intera città. Sono le persone che fanno la differenza.
L’autore ci propone una carrellata di veneziani e veneziane che lui conosce personalmente, tutti che vivono o lavorano nel sestiere di Dorsoduro, dove lui stesso abita. Si va dal tabaccaio al barista, dall’avvocato alla sindacalista, dalla ristoratrice al pasticciere, dal falegname all’attore. Per chi bazzica Venezia sono spesso nomi abbastanza noti, a volte invece sono sconosciuti ai più ma cari per diverse ragioni all’autore. Sono presentate persone affabili e gentili, come pure quelle un po’ e ruvide e burbere, ma il denominatore comune è la venezianità, anche di coloro che sono nati altrove e sono veneziani per elezione oppure di quei veneziani che si sono trasferiti in altri luoghi per un motivo o per un altro. Sono quelle persone che creano la città. Una città senza residenti è un parco a tema. Forse a questo ci stiamo avvicinando ma la presenza di queste persone lascia ancora viva la speranza per un futuro sostenibile.
Di ciascun intervistato Paolo Puppa ci racconta le origini, le vicissitudini, le esperienze positive e quelle negative. Ci restituisce insomma a tutto tondo la loro umanità.
Ci sono piaciuti in particolar modo i ritratti che l’autore fa di Fabio con la sua barca della verdura a San Barbaba, di Don Valentino con le sue diverse parrocchie da seguire in una città sempre più spopolata, di Angiola la sindacalista quasi timorosa di non essere all’altezza dell’attenzione dell’autore e dei lettori, di Nono Colussi e la sua passione per la pasticceria (beh, leggendo le pagine a lui dedicate ci è venuta l’acquolina in bocca…).
Ultimi sprazzi di carattere veneziano in una città destinata a soccombere al cospetto del Dio turismo? Forse… ma noi preferiamo sperare che ci sia ancora una possibilità di invertire la rotta, per far diventare Venezia una città sostenibile in cui i suoi abitanti possano moltiplicarsi anziché ridursi e vivere senza la frenesia in cui sono calate le altre città.
Paolo Puppa è stato professore di Storia del teatro a Ca’ Foscari per molti anni, e noi ricordiamo bene le sue lezioni, che abbiamo apprezzato moltissimo. È anche autore di numerosi testi su autori teatrali quali Pirandello ed Ibsen, nonché di monografie su interpreti, regia, monologhi. Ha scritto e messo in scena diverse opere teatrali, tradotte in più lingue. Ci è caro inoltre un suo testo pubblicato nel 2003, “Cesco Baseggio. Ritratto dell’attore da vecchio”, non fosse altro che tale Cesco è un antenato di una di noi tre…