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Discover Verona Conoscere Verona in tutte le sue strade, i suoi edifici, i suoi monumenti, la sua storia. In due parole Discover Verona!

Natura, arte, storia, rendono il famoso Giardino Giusti nel mondo. Creato alla fine del 1400, il Giardino si presenta og...
19/08/2015

Natura, arte, storia, rendono il famoso Giardino Giusti nel mondo. Creato alla fine del 1400, il Giardino si presenta oggi nella struttura datagli nel 1570 da Agostino Giusti, Cavaliere della Repubblica Veneta e Gentiluomo del Granducato di Toscana. E' stato progettato come sfondo del Palazzo Giusti ed e' dotato di terrazzi in modo da poter progressivamente scoprire alla vista la Città, secondo un percorso preordinato. Situato di fronte all'atrio cinquecentesco, il famoso viale di cipressi si inerpica fino ad una grotta a stalattiti, sovrastata da un "mascherone" costruito per poter emettere dalla bocca lingue di fuoco. Dal belvedere si gode uno dei più bei panorami di Verona. Oltre alle collezioni di fiori ad importanti reperti romani ed al grande Cipresso di Goethe, il giardino conserva intatte tutte le originarie caratteristiche cinquecentesche: fontane, grotte acustiche, pergole, bossi all' italiana, statue mitologiche ed un labirinto di difficile tracciato e di piccole dimensioni, tra i più antichi d'Europa. Visitato e celebrato nei secoli da illustri personaggi della storia e della cultura (tra cui Cosimo De' Medici, De Brosses, Addison, l'Imperatore Giuseppe Ii, Goethe, Mozart, Carlo Felice di Savoia, Suares e Gabriel Faure), il Giardino costituisce, con il contiguo palazzo cinquecentesco, un complesso urbano di grande interesse e bellezza.

San Giovanni in ForoSorta anticamente sulla direttrice nodale del decumano massimo, oggi corso Portoni Borsari, la chies...
29/06/2015

San Giovanni in Foro

Sorta anticamente sulla direttrice nodale del decumano massimo, oggi corso Portoni Borsari, la chiesa deve il suo nome al fatto di confinare, dall'altro lato della strada, con il Foro, centro cittadino in epoca romana. La sua esistenza nel X secolo è documentata dalla citazione in un atto del 959. La ricostruzione in forme romaniche avvenne forse in seguito all'incendio che devastò Verona nel 1172, come si evince dalla scritta incisa in un trittico marmoreo murato sulla parete esterna verso il corso "A - DNI MCLXXII combusta est civitas Verone". Nel Medioevo era chiesa parrocchiale e le faceva capo un ampio territorio che si estendeva da via Sant'Eufemia a via San Salvatore vecchio, giungendo a confinare con l'Adige. Nel 1902, mettendo mano al campanile per consolidarlo, si rinvennero consistenti resti combusti e risultò che il campanile in origine doveva essere stato una delle antiche torri cittadine, essendo riconoscibili merli, ferritoie e ponte levatoio. Nel 1905, in seguito alla caduta di intonaci dalla parete esterna, venne allo scoperto la struttura romanica a strati di tufo e ciottoli. L'asportazione dell'intonaco interno rivelò affreschi, in particolare, a sinistra del presbiterio, una pregevole Madonna allattante, San Giovanni evangelista e san Giovanni battista databile al settimo-ottavo decennio del XIV. Sembra che in epoca rinascimentale la chiesa sia stata privata di qualunque spazio vitale all'esterno, cosicché il suo ingresso attuale si confonde tra le abitazioni della via cittadina. In origine si accedeva da un atrio chiuso con una cancellata; nei lavori di abbassamento del pavimento furono trovate le basi delle quattro colonne portanti in marmo rosso. L'originale interno romanico si presenta modificato da interventi effettuati in epoca barocca e moderna. Si conservano dipinti di Antonio Giarola detto il Cavalier Coppa e di Claudio Ridolfi e, murata nella parete di sinistra, una scultura raffigurante la Madonna col Bambino, assegnabile agli anni a cavallo tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, recante la scritta gotica "Mgr. Pulia me fecit, orate me pro eo". Nominato come pittore nel testamento del vescovo Bonincontro nel 1298, lo scultore Maestro Pulia o Poia artista chierico eclettico, avrebbe goduto di considerazione come pittore anche presso la corte scaligera. All'esterno, il portale rinascimentale reca inciso nell'architrave il nome del donatore, Benedetto Rizoni, illustre prelato e scrittore apostolico, e lo stemma della famiglia, un riccio rampante. Sopra il portale s'innalzano tre statue scolpite da Girolamo Giofino raffiguranti San Giovanni evangelista (al centro), San Pietro (a sinistra), San Paolo (a destra). Il pittore Nicolò, nipote di Girolamo, è autore dell'affresco della lunetta raffigurante San Giovanni evangelista a Patmos.

(fonte turismoverona - foto di Simone Clark Pasetto)

Chiesa S. Benedetto al monteLa chiesa di S. Benedetto al monte (per la vicinanza con la sede del Monte di Pietà fondato ...
26/06/2015

Chiesa S. Benedetto al monte

La chiesa di S. Benedetto al monte (per la vicinanza con la sede del Monte di Pietà fondato a Verona nel 1490 da Fra Michele da Acqui), pur nelle sue modeste dimensioni, era disposta su tre livelli: dal sagrato si entrava nella parte plebana e qui arrivavano anche le due scale provenienti dalla cripta. Al centro una scala portava alla chiesa monastica, sopra elevata per dare spazio alle volte della cripta. Nel secolo XII furono modificate le absidi della cripta e della chiesa superiore, forse a seguito del terremoto del 1117. Nel 1615/17 l'ingresso alla cripta venne aperto sul vicolo S. Benedetto e, interrate le due scale, la chiesa superiore fu totalmente rinnovata e il pavimento della chiesa plebana fu innalzato al livello della chiesa monastica. Nel 1777/78 fu rinnovato l'altare maggiore, con la statua di S. Benedetto e nel 1853 il presbitèrio.

Quello che rende particolare questa chiesa è la sua costruzione, o meglio il luogo dov'è sorta.

Nella seconda metà del primo secolo a.C. il centro della nuova città di Verona venne arricchito dal grande Foro e dal Campidoglio. In particolare il Campidoglio venne posto su una terrazza di circa 34 m x 42 m appositamente innalzata dal livello del Foro (attuale Piazza delle Erbe) di circa 4/5 metri. Gli edifici comprendevano un triportico colonnato e, al centro, il santuario con le tre cappelle dedicate a Giove, Giunone e Minerva. Dopo cinque secoli, il monumento venne abbandonato e decadde. Per circa 150 anni, con la supervisione delle autorità, proseguì la demolizione a scopo di recupero di tutti i materiali utili, comprese le fondazioni templari in mattoni e le gallerie del criptoportico. Dopo lo smantellamento degli edifici templari, l'area pubblica capitolina rimase, fino al secolo IX-X, libera da costruzioni. Sarà forse la chiesa di S. Benedetto, dipendente del monastero regio di Leno, ad essere costruita per prima nell'angolo nord est dello spazio un tempo occupato dal santuario pagano.
(da L'area del Capitolium di Verona - G.Cavalieri Manasse)

S. Teuteria e S. Tosca"... chiesicciola in cui giace il suo corpo e quello di S. Tosca, la prima, secondo vecchi scritto...
25/06/2015

S. Teuteria e S. Tosca
"... chiesicciola in cui giace il suo corpo e quello di S. Tosca, la prima, secondo vecchi scrittori, inglese e di real sangue, la seconda sorella del nostro vescovo S. Procolo, fu consacrata l'anno751 dal vescovo S. Annone, e riconsacrata poi dal vescovo Ognibene l'anno 1160, essendosi trovati i corpi delle dette sante. L'arca in cui riposano, sopra quattro colonne, fu loro fatta innalzare l'anno 1428 da Elia Veronese, vescovo Svellese nell'isola di Sardegna, il quale prima fu rettore di essa chiesa, come s'ha nella lunga iscrizione scolpita in fronte dell'arca, ove stanno pure in basso rilievo le due sante, Maria col Bambino sedente fra loro, e da un lato genuflesso s. Procolo ch'è in greco marmo. Fu essa a tal forma in quadro rifabbricata da Guglielmo di Federigo Bevilacqua nato l'anno 1272, e morto l'anno 1355. Egli per testamento la costituì juspadronato de' suoi successori. Vi si veggono di loro più iscrizioni e due sarcofaghi. Quello a sinistra con iscrizione posta a' quattro fratelli de' Bevilacqua, è pur ornato di buoni lavori ad intaglio, con belle sfingi dappiè per sostegno, e sopra il coperchio ha distesa la figura d'un cavaliere, forse non così esatta nelle proporzioni, com'è animata nelle fattezze. Quello a destra, anch'esso del nostro marmo rosso, negli ornati più antico ha pur di sopra scolpita la forma d'un cavaliere che rappresenta Francesco (ndr Bevilacqua) soldato e giurista, il quale fu consigliere di Cangrande II, e gittò la prima pietra del castel vecchio, morto l'anno 1368, la cui epigrafe di otto versi dimezzata su' due pilastri, io vo' soggiugnere"

da Descrizione di Verona e della sua provincia – Giovanbattista da Persico

foto di Simone Clark Pasetto

"Il portale vero e proprio è incastrato fra due colonne che sorreggono un poggiolo. Ma che razza di colonne! Sopra uno z...
24/06/2015

"Il portale vero e proprio è incastrato fra due colonne che sorreggono un poggiolo. Ma che razza di colonne! Sopra uno zoccolo alto cm 77, sta il tamburo da battaglia alto cm 70, la cui pelle tesa sorregge un enorme cannone di bronzo con la bocca in alto, che a sua volta sorregge il capitello formato da un mortaio con relativa bomba. Il tutto ornato da foglie di acanto, rami di palme, fiori, medaglioni e fregi vari. Ornato di emblemi militari è il poggiolo. Carichi di armi e di trofei sono gli stipiti e la cornice dell'arco. Vi si possono osservare lance, pistole, fiaschette, barili da polvere, scimitarre, trombe da battaglia, faretre, scudi, elmi, bandiere, spingarde, guantoni, fiaccole per dar fuoco alle micce, fasci di cordami da traino e molti altri aggeggi, oltre a mascheroni e scritte. Si vuole che a lato del portale ci fossero due statue di guerrieri". (Tullio Lenotti - Porta dei bombardieri )
foto di Simone Clark Pasetto.

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3492745873

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