15/07/2026
Ci sono strade che sono romanzi, canzoni, polvere e memoria.
A Capodanno torniamo sulla Highway 61, la strada che segue il grande Mississippi River, da Nashville a New Orleans, attraversando quel Sud che ha inventato storie, musica e leggende.
Il Mississippi.
Mark Twain diceva che nessuno può davvero raccontarlo fino in fondo: troppo vivo, troppo imprevedibile, troppo grande.
È il fiume di Le avventure di Tom Sawyer e di Le avventure di Huckleberry Finn, il fiume che scorre lento e potente come certi pensieri che non ci lasciano mai.
Poi c’è Jackson.
La Jackson di The Help.
E ogni volta viene voglia di fermarsi in quella cucina con Aibileen, ascoltare le sue parole semplici e profonde, e provare a capire un po’ meglio il mondo. O almeno a renderlo meno complicato.
E poi arriva New Orleans.
Una città che si assorbe più che visitare.
Nel profumo del gumbo, nel fuoco della jambalaya, nella sua cucina meticcia e potente, nata dall’incontro di Africa, Francia, Spagna e Caraibi.
Una città che suona come Yellow Moon dei The Neville Brothers: sporca, intensa, sensuale, viva.
Musica piccante, proprio come i suoi piatti.
Io sono africana nel cuore.
Mi commuovo davanti alla bellezza incontaminata della savana, davanti al respiro antico della terra.
Ma c’è un pezzo di me che appartiene anche agli Stati Uniti.
E quando passa troppo tempo senza tornarci, arriva quella nostalgia sottile, quella specie di richiamo.
Per questo a Capodanno partiamo ancora.
E abbiamo ancora qualche posto.
Per fare il Viaggio.
Quello con la V maiuscola.
Per sentirsi al centro del mondo mentre la strada serpeggia davanti a te, proprio lì dove hai sempre sognato di essere.
E sentirti dentro un film, dentro un romanzo, dentro una canzone.
Dentro una leggenda.