12/06/2026
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๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐
๐๐ข ๐๐ฎ๐๐ฅ๐ญ๐ข๐๐ซ๐จ ๐๐๐ฆ๐ข
Confesso che non avevo alcuna intenzione di tornare sulla vicenda del ballottaggio viareggino. Non perchรฉ abbia cambiato idea. Al contrario. Ritengo che quanto ho scritto ne "๐'๐๐ซ๐ซ๐จ๐ ๐๐ง๐ณ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐จ๐๐ซ๐๐ง๐ณ๐" sia ancora pienamente condivisibile. Semplicemente, non amo le polemiche infinite. Soprattutto quando smettono di essere politiche e diventano personali.
Eppure mi trovo costretto a intervenire ancora una volta dopo il post pubblicato da ๐๐ข๐๐ซ ๐๐ฎ๐ข๐ ๐ข ๐๐ญ๐๐๐๐ง๐ข, non tanto per rispondere a lui, quanto per evitare che alcune mie argomentazioni vengano deformate fino a diventare irriconoscibili. Prima di tutto una precisazione.
๐๐จ๐ง ๐ก๐จ ๐๐ฅ๐๐ฎ๐ง๐ ๐ช๐ฎ๐๐ฌ๐ญ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ฉ๐๐ซ๐ฌ๐จ๐ง๐๐ฅ๐ ๐๐จ๐ง ๐๐๐ซ๐ข๐๐ฅ๐ข๐ง๐ ๐๐๐ซ๐๐ฎ๐๐๐ข.
Come molti cittadini che negli anni si sono occupati della vita pubblica viareggina, ho avuto occasioni di confronto e contatto con lei. Le mie valutazioni, perรฒ, non sono mai state personali. Sono sempre state politiche. E tali restano. Perchรฉ il punto non รจ la persona ๐๐๐ซ๐ข๐๐ฅ๐ข๐ง๐ ๐๐๐ซ๐๐ฎ๐๐๐ข. Il punto รจ la visione politica che rappresenta. Una visione che non condivido oggi e che non condividevo ieri.
Del resto, sarebbe difficile sostenere che le mie critiche nascano da antipatie improvvise.
Da oltre dieci anni ๐๐๐ซ๐ข๐๐ฅ๐ข๐ง๐ ๐๐๐ซ๐๐ฎ๐๐๐ข occupa uno dei ruoli pubblici piรน rilevanti della cittร : la presidenza della Fondazione Carnevale.
Dieci anni non sono un dettaglio. Sono un'esperienza di governo. Una palestra amministrativa. Un modello di gestione pubblica che i cittadini hanno potuto osservare e giudicare. ร da lรฌ che nasce gran parte della mia valutazione politica. Non da questioni personali. Non da simpatie o antipatie.
Ma veniamo al post di ๐๐ข๐๐ซ ๐๐ฎ๐ข๐ ๐ข ๐๐ญ๐๐๐๐ง๐ข.
L'intervento si apre spiegando che, di fronte alle mie "assurditร ", non sarebbe riuscito a trattenersi. Subito dopo arriva una frecciata sulla mia presunta "sintassi creativa". Confesso che la cosa mi ha colpito meno dell'intenzione. Perchรฉ quando si inizia discutendo la sintassi dell'interlocutore, spesso significa che sul merito delle sue argomentazioni non si รจ particolarmente a proprio agio.
Ma lasciamo perdere. Il punto interessante รจ un altro. Secondo ๐๐ญ๐๐๐๐ง๐ข, il mio errore sarebbe non aver compreso una semplice operazione matematica: 30 piรน 27 uguale 57. E qui arriviamo al cuore della questione. Il problema รจ che la politica non รจ matematica. Se bastasse sommare percentuali, non servirebbero programmi. Non servirebbero identitร politiche. Non servirebbero campagne elettorali. Non servirebbero neppure i ballottaggi. ๐๐๐ฌ๐ญ๐๐ซ๐๐๐๐ ๐ฎ๐ง ๐ซ๐๐ ๐ข๐จ๐ง๐ข๐๐ซ๐.
Forse รจ proprio questa riduzione della politica a una semplice operazione aritmetica che continua a produrre equivoci. Perchรฉ una cittร non รจ fatta soltanto di partiti, coalizioni e tavoli di trattativa. Esiste un tessuto civico, culturale e associativo che contribuisce ogni giorno alla formazione dell'opinione pubblica e alla vita democratica della comunitร . Pensare che tutto si esaurisca nella somma delle percentuali significa spesso non cogliere la complessitร reale di una cittร come Viareggio.
L'intera argomentazione di ๐๐ญ๐๐๐๐ง๐ข ruota infatti attorno a una metafora molto precisa. Scrive: "๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐ข๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐ก๐ฬ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐๐๐ 10.000 ๐๐ข๐๐, ๐โ๐ ๐๐ ๐๐๐ก๐ก๐ 4.500 ๐๐๐ ๐๐ฃ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐ก๐ ๐ ๐๐ข๐๐๐?" Ed รจ proprio qui che le nostre strade si separano. Perchรฉ una cittร non รจ una societร per azioni. Un comune non รจ un consiglio di amministrazione. E soprattutto: ๐ข ๐ฏ๐จ๐ญ๐ข ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐จ๐ง๐จ ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข.
Gli elettori non conferiscono quote di capitale. Esprimono idee, valori, programmi, aspettative.
Per questo trovo singolare che una questione eminentemente politica venga continuamente trasformata in una questione contabile. Come se l'apparentamento fosse una semplice operazione di redistribuzione delle quote. Come se il consenso elettorale producesse automaticamente un diritto alla compartecipazione nel governo della cittร . Non funziona cosรฌ.
Altrimenti ogni coalizione arrivata terza potrebbe rivendicare una porzione di potere semplicemente in virtรน dei voti ottenuti. Ma la democrazia rappresentativa non รจ una partita doppia. ร fatta di scelte politiche. E una forza politica ha il diritto di ritenere incompatibile un'alleanza anche quando quella alleanza potrebbe risultare conveniente sul piano elettorale. Che poi รจ esattamente ciรฒ che รจ accaduto.
Si continua a discutere come se il mancato apparentamento avesse garantito la sconfitta di ๐
๐๐๐๐ซ๐ข๐๐ ๐๐๐ข๐ง๐๐ซ๐ข.
Ma questa รจ una convinzione, non un fatto. Nessuno puรฒ sapere cosa sarebbe accaduto. Nessuno puรฒ dimostrare che tutti gli elettori di ๐๐๐ซ๐ข๐๐ฅ๐ข๐ง๐ ๐๐๐ซ๐๐ฎ๐๐๐ข avrebbero accettato quell'accordo. Nessuno puรฒ escludere che una parte dell'elettorato di ๐๐๐ข๐ง๐๐ซ๐ข avrebbe reagito negativamente. Perchรฉ gli elettori non sono pacchi postali da trasferire da una coalizione all'altra. E qui emerge un altro aspetto che mi ha sinceramente colpito.
Nel dibattito successivo al post, ๐๐ฎ๐ข๐ ๐ข ๐๐ซ๐จ๐ข๐ฌ๐จ rivendica apertamente la capacitร di indirizzare i propri voti. Naturalmente ciascun โcapoโ politico esercita un'influenza sui propri sostenitori. ร normale. Meno normale รจ leggere affermazioni nelle quali centinaia o migliaia di voti sembrano essere descritti come una disponibilitร personale. Come se appartenessero a qualcuno. Come se fossero trasferibili per semplice indicazione. Io continuo a pensare che i voti appartengano agli elettori. Non ai candidati. E che il consenso sia sempre un prestito temporaneo, non una proprietร privata. Forse รจ anche per questo che considero discutibile una visione della politica fondata esclusivamente sulla somma delle forze disponibili. Perchรฉ la politica non consiste soltanto nel vincere. Consiste anche nel decidere come si vuole vincere. E con chi.
Per questo continuo a ritenere che ๐ฅ๐ ๐ฌ๐๐๐ฅ๐ญ๐ ๐๐จ๐ฆ๐ฉ๐ข๐ฎ๐ญ๐ ๐๐ ๐
๐๐๐๐ซ๐ข๐๐ ๐๐๐ข๐ง๐๐ซ๐ข ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐จ๐๐ฅ๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐ก๐ ๐ฅ๐ ๐ฌ๐จ๐ฌ๐ญ๐๐ง๐๐ฏ๐ sia stata una scelta legittima e coerente.
Si puรฒ giudicare sbagliata. Si puรฒ ritenere miope. Si puรฒ considerare politicamente inefficace. Ma non la si puรฒ trasformare in un obbligo mancato. Perchรฉ nessun consenso elettorale conferisce il diritto automatico a entrare in una coalizione di governo. E nessuna somma aritmetica puรฒ sostituire una valutazione politica.
Alla fine, forse, il vero punto di dissenso รจ tutto qui. Per qualcuno la politica consiste nel trovare il modo di mettere insieme i numeri. Per altri consiste nel decidere quali numeri sia giusto mettere insieme. Sono due idee molto diverse della democrazia. Ed รจ precisamente su questo terreno che continua il confronto. Non su quello personale.