Palladian Routes

Palladian Routes Gentle Journeys in the Palladian Lands of Beauty

RIVERBERI PALLADIANI IN UNGHERIANo, Andrea Palladio non attraversò mai le pianure della Pannonia, né contemplò le acque ...
16/05/2025

RIVERBERI PALLADIANI IN UNGHERIA

No, Andrea Palladio non attraversò mai le pianure della Pannonia, né contemplò le acque del Danubio o le colline che circondano il lago Balaton.
Eppure, secoli dopo, in quella terra di confini e imperi, di intrecci slavi, magiari e latini, la sua eredità riemerse con disarmante chiarezza. Non attraverso l’imitazione, ma attraverso l’interpretazione.
Per mano di aristocratici formatisi a Padova, di architetti cresciuti a Vienna, di costruttori che avevano conosciuto il mondo veneziano. Il fascino ungherese per Palladio — silenzioso, graduale, talvolta tardivo — ha comunque lasciato un’impronta architettonica riconoscibile, in particolare tra Settecento e Ottocento.

Per comprendere la diffusione dei modelli palladiani in Ungheria, occorre ripercorrere i legami diplomatici e culturali del mondo asburgico. La corte imperiale di Vienna manteneva rapporti costanti con l’Italia — economici, artistici, accademici.
Molte famiglie nobili ungheresi inviavano i figli a studiare a Padova o Bologna, dove entravano in contatto con i trattati e gli ideali neoclassici già radicati negli scritti di Palladio.
I Quattro Libri dell’Architettura, ristampati in più edizioni e tradotti in varie lingue, circolavano nell’Europa centrale.
Non era raro che un architetto operante nell’orbita imperiale attingesse direttamente a quelle tavole, fondendole con i gusti e le esigenze dell’aristocrazia mitteleuropea (...)

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Tracce, trasformazioni e riflessi dello stile palladiano in quello che fu un cuore pulsante della MitteleuropaI. Il richiamo di Palladio nella terra dei MagiariArchitettura palladiana in Ungheria: il viaggio inaspettato di uno stileNo, Andrea Palladio non attraversò mai le pianure della Pannonia, n...

PALLADIO E L'ANIMA DEL GIOIELLO DI VICENZAIl giorno stava calando quando mi fermai sotto i portici incompleti della mia ...
17/01/2025

PALLADIO E L'ANIMA DEL GIOIELLO DI VICENZA

Il giorno stava calando quando mi fermai sotto i portici incompleti della mia Basilica. I ponteggi di legno, scuri di pece e nodosi, si arrampicavano come scheletri lungo la facciata, avvolgendo l’edificio in un reticolo che pareva sospeso nel tempo. L’odore resinoso del legno umido si mescolava all’acre profumo dei metalli arroventati, portato dal vento dai laboratori d’oreficeria poco distanti.
Non ero solo.

Le ombre si allungavano attorno ai lavoranti che, sulle impalcature, sagomavano le ultime cornici di pietra.
Nella penombra, qualche figura nota si muoveva a distanza: una conversazione a bassa voce, l’eco di passi sul selciato.
L’aria era densa di sussurri, come se troppe menti, troppi progetti fossero giunti a compimento insieme, nel cuore della città.

Quel giorno, sotto i miei occhi stanchi, prendeva forma il Gioiello di Vicenza: sarà un ex voto alla Madonna di Monte Berico, quello che ora coinvolgeva mani, talenti e pareri che trascendevano i confini delle nostre mura.

Francesco Albanese, ancora giovane ai miei occhi, accompagnava Matteo Priuli, dietro ai passi miei e del vescovo anziano, Niccolò Ridolfi.
Avevo intravisto quanto meno i suoi consigli nei dettagli dell'opera in legno sottostante, in quelle superfici pronte ad accogliere l’argento che lo stava nobilitando.

Da Venezia era giunto il Vittoria.
Conoscevo Alessandro, avevamo già lavorato insieme, così come venivano a salutarlo in tanti tra i gentiluomini che ci circondavano.

La sua reputazione lo precedeva anche nei commenti tra gli artigiani della Basilica e del Palazzo del Capitaniato, sull'altro fronte della piazza: per tutti era il magnifico scultore di ritratti implacabili, l'uomo di scarse parole e di gesti misurati.
L’avevo scorto poco prima, sfiorare con le dita un pezzo d’argento cesellato ancora da mo***re, come a misurare la purezza del metallo e la pulizia del tratto. Ma il suo sguardo non era rivolto solo all’oggetto. Aveva studiato, più che altro, gli uomini al lavoro. Non intervenne, non allora.

V'era un altro, giunto da più lontano, che non passava inosservato. Hendrik, o almeno così si faceva chiamare (...)

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Il giorno stava calando quando mi fermai sotto i portici incompleti della mia Basilica. I ponteggi di legno, scuri di pece e nodosi, si arrampicavano come scheletri lungo la facciata, avvolgendo l’edificio in un reticolo che pareva sospeso nel tempo. L’odore resinoso del legno umido si mescolava...

Se ne era ormai reso conto, per quanto non fosse il tipo di architetto, e di uomo, che amasse proclamarlo.Aveva dato vit...
17/12/2024

Se ne era ormai reso conto, per quanto non fosse il tipo di architetto, e di uomo, che amasse proclamarlo.

Aveva dato vita a qualcosa di nuovo, un'arte che non poteva più chiamarsi solamente architettura, chè l'architettura vive di sè stessa, o al più, nel suo dialogo con la città.

No. La sua villa, la nuova casa di campagna dell'antico uomo nuovo, era costruita sul confine tra due mondi, e li teneva uniti in una terza nuova dimensione.
Non si difendeva più da ciò che la circondava, tutt'altro! La Villa che per tutti era già "Palladiana", cercava assolutamente una relazione con la natura attorno, così come agricoltura e cultura convivevano in un'armonia aperta e felice, così come il nobile e il contado, così come uomo e natura.

Era propriamente nato, infine, il paesaggio.

Attorno alla città che l'aveva adottato e fatto grande, erano diverse delle sue creazioni, dai primi suoi esperimenti alle ultime geometrie più spirituali.

E così, in un'unica giornata, si era ripromesso, avrebbe cavalcato per la campagna vicentina, ripercorrendo la sua storia attraverso le sue opere, vivendo nuovamente le fasi della sua vita, attraverso le tappe della sua invenzione, prima ancora di sapere quanto il frutto del suo ingegno, che noi oggi sappiamo potere chiamare genio, avrebbe determinato le forme dei luoghi che circondano i nostri abitati in tutto il mondo occidentale...

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IL GENIO E LA MAESTRIA DI UN GIOVANE SCALPELLINO CHE, CON LE SUE INTUIZIONI E LA SUA INNATA DOTE ARTISTICA, HA DATO VITA ALLE VILLE PIù BELLE DI VICENZA, AD OGGI PATRIMONIO UNESCO Durata: 7 ore Nelle profondità della campagna veneta che circonda Vicenza, si immaginano sontuose residenze a perdita ...

VICENZA CITTA' DELL'OROVicenza, è da sempre stata considerata la città italiana dell’oro, in grado di vantare da secoli ...
06/09/2024

VICENZA CITTA' DELL'ORO

Vicenza, è da sempre stata considerata la città italiana dell’oro, in grado di vantare da secoli la produzione di un terzo circa di tutta la lavorazione orafa del bel paese.
D'accordo, amici aretini, lo sappiamo. Ma vogliamo dire del tutto amichevolmente che Vicenza è essa stessa un gioiello? :)

Veniamo a noi: il primo documento che attesta questa caratteristica vicentina risale al 1399, quando fu emanata la “Costituzione della Fraglia degli orafi di Vicenza": già a quell'epoca la città contava la presenza di 150 orafi artigiani.

Già erano state realizzate a quella data opere straordinarie, come il reliquiario della Sacra Spina per il Santuario di Santa Corona - oggi al Museo Diocesano insieme a diverse altre spettacolari opere di gioielleria medievale.

Artigiani artisti, che gettano già in quei secoli bui le fondamenta di una cultura del bello che fiorirà definitivamente nel cinquecento.

Figura di spicco della nostra tradizione orafa fu certamente Valerio Belli, detto Valerio Vicentino, nato a Vicenza nel 1468 da ricca famiglia milanese.
Raffinato "aurifex" e "gemmarum sculptor", fu forse uno dei talenti più noti del panorama vicentino prima dell'ascesa di un certo scalpellino di nostra conoscenza.
Il grande pittore e storico contemporaneo Vasari gli dedicò un capitolo della sue "Vite", giudicandolo il più bravo, rapido e preciso intagliatore esistente, paragonabile solo ai grandi incisori antichi greci e latini.

Lo stesso Andrea Palladio frequentò la sua casa e poté studiarvi la ricca collezione di monete e medaglie, disegni di opere antiche, calchi e gessi: un tesoro inestimabile, una accademia dove poter allargare i propri orizzonti e porre le basi della propria cultura artistica.
Nel 1520 il Belli giunse a Roma dopo un lungo soggiorno veneziano, accompagnato dall'amico umanista G. Lascaris. Qui la sua arte gli procurò l'ammirazione di Leone X e la fervida amicizia addirittura di Michelangelo e di Raffaello, i quali ne ebbero tanta stima da ritrarlo. Raffaello in "un tondo di bosso di giro di due palmi", Michelangelo in un bassorilievo di marmo di Carrara (...)

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53 minuti fa4 minVicenza città dell'oroVicenza, è da sempre stata considerata la città italiana dell’oro, in grado di vantare da secoli la produzione di un terzo circa di tutta...

VILLE DI BARRIERA CORALLINASiamo sopra un'antico mare, quando qui – decine di milioni di anni fa - ci trovavamo ai tropi...
26/07/2024

VILLE DI BARRIERA CORALLINA

Siamo sopra un'antico mare, quando qui – decine di milioni di anni fa - ci trovavamo ai tropici del pianeta. Nel frattempo l'asse terrestre si è spostato, molti diversi strati si sono sovrapposti e pressati tra loro, fino a divenire roccia... Ma ancora oggi possiamo ritrovare le alghe e i coralli di quella barriera corallina che separava il mare aperto da un'ampia pianura interna.

Una barriera ricchissima di vita marina che sopravvive nella pietra usata dal Palladio per i basamenti e i capitelli delle colonne delle sue Ville. Nelle cornici delle porte e delle finestre. Nelle eleganti scalinate. Nelle sculture a coronamento delle coperture e degli ingressi.
Laddove erano ammoniti e altri molluschi, ricci di mare, coralli singoli o coloniali, oggi abbiamo un tripudio di scheletri di microflora e microfauna intrappolate tra le chiare sabbie di quegli antichi fondali che potremmo avvicinare idealmente a quelli caraibici.

Quel mondo riemerge, poi viene sommerso dal mare, riemerge ancora, sprofonda nuovamente, inerme di fronte alle forze ciclopiche che modellano il nostro pianeta, ad una scala di potenza gigantesca rispetto a quella dell'uomo.

Quel colore chiaro e caldo, così caratteristico della nostra pietra di Vicenza, restituisce ancora oggi la luce di quelle spiagge e di quei fondali sotto i riflessi di onde cristalline, ed è uno dei tanti elementi che concorrono alla bellezza di queste architetture pensate per fondersi con la natura circostante. E per divenire le stelle pulsanti dei territori che qui trovavano e trovano il loro riferimento, una volta anche funzionale, oggi quasi sempre solo paesaggistico.

Non è uno il colore della pietra di Vicenza: le sfumature delle diverse vene vanno dal bianco avorio, al crema, al paglierino, al giallo dorato chiaro, in dune fiorite che si muovono tra le diverse valli. Andrea le conosce bene, e le usa per modulare gli effetti delle sue creazioni: dal monocromo a bicromie più o meno contrastanti, facendo quasi dialogare le diverse parti dei suoi organismi architettonici.

E poi quella pietra, così tenera e facile da lavorare che può essere trattata anche con gli utensili da legno, con Palladio diviene polvere da integrare nella composizione dell'intonaco. Così che tutta la Villa, infine, sarà agli sguardi ammirati una purissima scultura di un unico materiale: quello, appunto, di quell'antica barriera corallina che si cominciava a formare decine di milioni di (...)

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Siamo sopra un'antico mare, quando qui – decine di milioni di anni fa - ci trovavamo ai tropici del pianeta. Nel frattempo l'asse terrestre si è spostato, molti diversi strati si sono sovrapposti e pressati tra loro, fino a divenire roccia... Ma ancora oggi possiamo ritrovare le alghe e i coralli...

ALCUNI TURISTI ECCELLENTI NELLA STORIA DI VICENZAA Vicenza il turismo nacque secoli fa con importanti visitatori appassi...
13/06/2024

ALCUNI TURISTI ECCELLENTI NELLA STORIA DI VICENZA

A Vicenza il turismo nacque secoli fa con importanti visitatori appassionati e curiosi delle opere del Palladio, già pochissimi anni dopo la sua morte. Ne scegliamo qui solo alcuni, balzando da un secolo all'altro e restando nelle prossimità di quella che oggi è l'attrazione di gran lunga più visitata.

I primi turisti ufficiali che la storia ricordi furono i giovanissimi esponenti dell'Ambasciata Tenshō, in viaggio dal Giappone verso l'Europa tra il 1582 e il 1590. Le cronache narrano di quattro giovani nobili, di 13 e 14 anni di età, figli di aristocratici convertiti al cattolicesimo da S. Francesco Saverio. I ragazzi furono scelti da Alessandro Valignano, ispettore delle missioni dei gesuiti in Oriente, con il duplice scopo di far avvicinare il Giappone all'Occidente e di ottenere sostegno e aiuto finanziario dal papato romano.

Partirono su nave portoghese con tappe in Cina, Malesia, Goa, Africa, Spagna.
Arrivarono quindi a Roma; svolta la loro missione cercarono un imbarco per tornare in Oriente. Il porto più adatto allo scopo era Venezia; lì si recarono ed in attesa della nave giusta, girarono da turisti il Veneto e furono a Vicenza nel luglio del 1585.
Visitarono l’Olimpico appena inaugurato, accolti con onore dalle autorità, così come richiesto dal doge veneziano Nicolò Da Ponte. Un affresco monocromo del Maganza nell’Antiodeo li ritrae sulla prima gradinata attenti al discorso di benvenuto da parte dell'Accademia Olimpica.

Riportiamo di seguito un passo di quanto Livio Pagello disse agli ospiti, pronunciando la sua orazione davanti a quelli che lui definì i Nuovi Magi d'Oriente: "Gode ciascuno, quando intende che si trovi un’istrumento, o un’arte che da lui prima conosciuta non fosse [...] Ma quando più dobbiamo goder noi, conoscendo hora chiaramente che non è così deserta la terra, che in tutta la circonferenza del suo globo habitata non sia? Allegrezza adunque, allegrezza a noi, e gloria all’altissimo iddio [---] Conviene particolarmente che si rallegri la compagnia nostra Olimpica, tanto favorita da voi, sendovi dognati di visitarla, e d’honorarla con la presenza vostra.”

Un altro turista d'eccezione che non possiamo non citare proprio noi fu il grande architetto inglese Inigo Jones.

Durante il suo soggiorno a Vicenza nel 1613 ebbe l'eccellente guida di Vincenzo Scamozzi.
Fu ovviamente un attentissimo studioso del Palladio, così come testimonia la copia di sua proprietà de "I Quattro Libri": pervenuta fino ai giorni nostri, reca numerose annotazioni personali chiaramente in inglese.

Fu proprio Jones che, tornato a Londra, diffuse con convinzione la scelta dell'architettura palladiana nel suo paese, e da lì successivamente - come sappiamo - in diverse parti del pianeta.

Altro viaggiatore, forse tra i più celebri esponenti della tradizione de Le Grand Tour, fu senza dubbio un altro eterno, il tedesco Johann Wolfgang Goethe, che soggiornò (...)

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A Vicenza il turismo nacque secoli fa con importanti visitatori appassionati e curiosi delle opere del Palladio, già pochissimi anni dopo la sua morte. Ne scegliamo qui solo alcuni, balzando da un secolo all'altro e restando nelle prossimità di quella che oggi è l'attrazione di gran lunga più vi...

VILLA SARACENO ACCOGLIE SENZA CHIEDERE Una sera, sul far del tramonto, con un tiepido sole a scaldarci il volto, ci trov...
04/05/2024

VILLA SARACENO ACCOGLIE SENZA CHIEDERE

Una sera, sul far del tramonto, con un tiepido sole a scaldarci il volto, ci troviamo a pedalare lungo la campagna veneta, verso il Basso Vicentino.
Ad accompagnarci il dolce profilo dei Colli Berici sulla destra e quello conico dei vulcanici Colli Euganei sulla sinistra, come in un abbraccio di aria, terra, acqua e fuoco.

Raggiungiamo località Finale, presso il Comune di Agugliaro.
E ci fermiamo rapiti davanti a Villa Saraceno.

Diversamente affascinante in ogni stagione, ci appare forse nella migliore delle sue vesti primaverili.

Essenziale, serena, gentile.

Restiamo ad ammirarla in adorazione, finchè un leggero calpestio tra l'erba ci fa avvertire una presenza, poco distante da noi. Un elegante signore, basso di statura, compare da dietro il portone principale, osservandoci con curiosi occhi scuri.

"Buona sera" ci dice in inglese, con fare misurato, come a scusarsi per aver interrotto la nostra contemplazione.
"Vedo che vi piace molto questa villa", prosegue, sempre in inglese.

Siamo incerti se presentarci, adeguandoci alla politeness, la cortesia inglese, ma non vogliamo infrangere l'incantesimo, e ci limitiamo a dire soltanto: "Come non amare una Villa Palladiana?"
Assaporiamo una lieve e piacevole sorpresa quando, senza dover aggiungere altro, ci sentiamo chiedere, con impeccabile accento British: "Se è così, perché non mi seguite e la visitate all'interno?"

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Uno dei mezzi più amati per immergersi nel nostro territorio, attraversando suggestivi sentieri e vie di minore percorrenza, si sa, è la bicicletta.E noi di Palladian Routes lo sappiamo bene!Ecco quindi che una sera, sul far del tramonto, con un tiepido sole a scaldarci il volto, verificando uno d...

TRENT'ANNI DI SITO UNESCO A VICENZATutti pronti, "vestiti a festa" , qui a Vicenza, in questa settimana di aprile!Non so...
18/04/2024

TRENT'ANNI DI SITO UNESCO A VICENZA

Tutti pronti, "vestiti a festa" , qui a Vicenza, in questa settimana di aprile!

Non solo per l'arrivo della primavera, che la colora del viola dei glicini e le dona sfumature di luce nuova, ma anche per un'occasione assai significativa, che ne celebra il valore e la bellezza a livello nazionale ed internazionale.

La nostra città si appresta infatti a celebrare i 30 anni della sua iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco.

La prima comparsa del sito "Città di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto" risale proprio al 1994: si trattava dapprima del centro storico comprensivo di 23 opere palladiane e di 3 ville suburbane, alle quali nel 1996 andarono ad aggiungersi altre 21 ville venete.

Il nostro patrimonio artistico, culturale e naturale, fonte insostituibile di vita e di ispirazione, si fregia quindi di importanti riconoscimenti... Agli occhi del mondo...

E a noi, odierni spettatori di una città in continua evoluzione, sembra di tornare ai fasti...

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https://www.palladianroutes.com/it/post/30-anni-di-sito-unesco-per-vicenza

Palladian Routes is the network company of the owners of Unesco Heritage Palladian Villas. We offer exclusive tours and services to allow a total immersion in our golden age, keeping with us the soul of Andrea Palladio | from Vicenza, towards all the most precious localities in Veneto | Italy

Vladimiro Riva è stato l'uomo che ha creduto nell'idea di una Vicenza turistica, investendo in questa visione una vita i...
30/03/2024

Vladimiro Riva è stato l'uomo che ha creduto nell'idea di una Vicenza turistica, investendo in questa visione una vita intera.
Tra i successi, ovviamente l'aver portato il patrimonio Unesco della Città e delle Ville Palladiane, quando ancora i siti riconosciuti erano relativamente pochi nel mondo.
Lo abbiamo conosciuto tutti e lo salutiamo oggi con questa immagine, tra i tanti che proseguono e proseguiranno con la sua stessa passione sulla strada che ha indicato.

MOZART E PALLADIOPotevano non incontrarsi, Mozart e Palladio?Come molti dei grandi, si sono incontrati anche loro: certo...
12/03/2024

MOZART E PALLADIO

Potevano non incontrarsi, Mozart e Palladio?

Come molti dei grandi, si sono incontrati anche loro: certo, non fisicamente, non storicamente. Più esattamente fu Mozart a incontrare Palladio, nella sua visita alla città che aveva adottato lo scalpellino padovano, quando era stato suo coetaneo.

Avvenne 253 anni fa, il 14 marzo del 1771.

Mozart sta concludendo la sua fortunatissima tournée in Italia, ovviamente insieme al padre Leopoldo.
Wolfgang ha infatti 15 anni, ed è già famoso. Il viaggio, il primo dei tre nella pen*sola, tocca tra le altre Milano, Roma, Napoli, Bologna, Torino, in un tripudio di riconoscimenti. L'Italia, ancora nella sua ostinata frammentazione, sa apprezzare l'arte ed è più generosa con il musicista prodigio di quanto non lo sia la corte imperiale.
Gli erano state commissionate opere, i concerti erano continui, erano stati raccolti denari e premi.

Il papa gli conferisce l'ordine dello Speron d'oro, nonostante Mozart abbia trascritto a memoria il Miserere dell'Allegri, non ancora pubblicato ma di proprietà della Ca****la Sistina.

A Venezia i Mozart arrivano per il carnevale, ospiti della famiglia Corner. Ed è molto probabile che proprio in una cena a Palazzo Corner abbiano ricevuto l'invito dal vescovo di Vicenza, Marco Giuseppe Cornaro, a fermarsi nella città palladiana sulla via del rientro, tra Padova e Verona.

Il vescovo regala all'adolescente una bella tabacchiera, che con una certa probabilità potrebbe essere la stessa che un Mozart ridotto ormai in miseria impegnerà vent'anni più tardi, già al temine di una vita arsa di genio e sregolatezza.

Ma torniamo agli anni della giovinezza, e all'incontro con Vicenza.

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Potevano non incontrarsi, Mozart e Palladio? Come molti dei grandi, si sono incontrati anche loro: certo, non fisicamente, non storicamente. Più esattamente fu Mozart a incontrare Palladio, nella sua visita alla città che aveva adottato lo scalpellino padovano, quando era stato suo coetaneo.Avvenn...

La voce di Andrea Palladio, tappa dopo tappa, accompagna poeticamente un'immersione in un'altra epoca, ove Bellezza e Vi...
13/12/2023

La voce di Andrea Palladio, tappa dopo tappa, accompagna poeticamente un'immersione in un'altra epoca, ove Bellezza e Virtù si inseguono tra le meravigliose campagne vicentine.

Al caldo della nostra scuderia, le Palladian E-Bike stanno scalpitando in attesa della prossima primavera... chi le monterà? Chi porteranno lungo gli argini del tempo, respirando i paesaggi della nostra età dell'oro tra le undici ville incastonate lungo la traccia del nostro anello?

Un'esperienza, se di valore, non ha pari. Perchè si deposita nell'anima, sciogliendosi per sempre in essa. E se fosse questo, stavolta, il tuo regalo?

Scopri di più sulla Palladian E-Bike Experience "Le Ville Vicentine e il genio del Palladio"
https://www.ebike.palladianroutes.com/product-page/vicenza-villas-the-making-of-palladio?lang=it

P.S.
Ogni giorno lavoriamo perchè sempre più persone possano scoprire il nostro patrimonio storico artistico in un modo sostenibile, attivo, salutare e originale.
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IL GENIO E LA MAESTRIA DI UN GIOVANE SCALPELLINO CHE, CON LE SUE INTUIZIONI E LA SUA INNATA DOTE ARTISTICA, HA DATO VITA ALLE VILLE PIù BELLE DI VICENZA, AD OGGI PATRIMONIO UNESCO Durata: 7 ore Nelle profondità della campagna veneta che circonda Vicenza, si immaginano sontuose residenze a perdita ...

QUESTO NATALE REGALA UN'ESPERIENZA UNICALa voce di Andrea Palladio, tappa dopo tappa, accompagna poeticamente un viaggio...
12/12/2023

QUESTO NATALE REGALA UN'ESPERIENZA UNICA

La voce di Andrea Palladio, tappa dopo tappa, accompagna poeticamente un viaggio in E-Bike che è un'immersione in un'altra epoca, in cui Bellezza e Virtù si inseguivano tra le meravigliose campagne vicentine.

Al caldo della nostra scuderia, le Palladian E-Bike stanno scalpitando in attesa della prossima primavera... chi le monterà? Chi porteranno lungo gli argini del tempo, respirando i paesaggi della nostra età dell'oro tra le undici ville incastonate lungo la traccia del nostro anello?

Un'esperienza, se di valore, non ha pari. Perchè si deposita nell'anima, sciogliendosi per sempre in essa.

Scopri di più sulla Palladian E-Bike Experience "Le Ville Vicentine e il genio del Palladio"
https://www.ebike.palladianroutes.com/product-page/vicenza-villas-the-making-of-palladio?lang=it

P.S.
Ogni giorno lavoriamo perchè sempre più persone possano scoprire il nostro enorme patrimonio storico artistico in un modo sostenibile, attivo, salutare e originale.
Se ti piace il modo in cui lavoriamo, supportaci condividendo questo post (grazie infinite)

IL GENIO E LA MAESTRIA DI UN GIOVANE SCALPELLINO CHE, CON LE SUE INTUIZIONI E LA SUA INNATA DOTE ARTISTICA, HA DATO VITA ALLE VILLE PIù BELLE DI VICENZA, AD OGGI PATRIMONIO UNESCO Durata: 7 ore Nelle profondità della campagna veneta che circonda Vicenza, si immaginano sontuose residenze a perdita ...

Indirizzo

Corso Antonio Fogazzaro, 16
Vicenza
36100

Orario di apertura

Lunedì 09:15 - 12:30
15:00 - 18:00
Martedì 09:15 - 12:30
15:00 - 18:00
Mercoledì 09:15 - 12:30
15:00 - 18:00
Giovedì 09:15 - 12:30
15:00 - 18:00
Venerdì 09:15 - 12:30
15:00 - 18:00

Telefono

+3904441270212

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