Dolomiti Explorer

Dolomiti Explorer Sono una Guida Ambientale Escursionistica, con base in Val di Zoldo, Dolomiti. E tu, sei pronto per partire all'avventura?

Amo immensamente la mia terra, ed esplorarne gli angoli più nascosti e affascinanti.

Spettacolare fioritura di narcisi a Col d'Artent. Siamo partiti per vedere i fiori, ma abbiamo anche scoperto un posto m...
16/05/2026

Spettacolare fioritura di narcisi a Col d'Artent.
Siamo partiti per vedere i fiori, ma abbiamo anche scoperto un posto meraviglioso, con vista incredibile su tutta la Val Belluna e le sue Dolomiti, dal Pavione al Col N**o.
Come sono felice di star così bene in questo nono mese di gravidanza!

Primavera in DolomitiPulsatilla vernalis con Cernera (foto 1) e Civetta (foto 2)
29/04/2026

Primavera in Dolomiti
Pulsatilla vernalis con Cernera (foto 1) e Civetta (foto 2)

LABIRINTI DELLA MOIAZZA E CASCATA SPISOLOT - le escursioni del sabato⛰️Escursione incredibile, che unisce due piccoli "p...
25/04/2026

LABIRINTI DELLA MOIAZZA E CASCATA SPISOLOT - le escursioni del sabato⛰️

Escursione incredibile, che unisce due piccoli "parchi giochi", un vero divertimento per l'escursionista esperto in cerca di avventure! Prima bisogna passare sotto ad una cascata, poi ci si inoltra in un labirinto di roccia spettacolare. Adatta ad inizio estate, quando la neve è già andata via ma non fa ancora troppo caldo. Per escursionisti esperti con buon senso dell'orientamento.

Sulla strada che da Dont sale al passo Duran, superate Chiesa e parcheggiate in località le Vare. Prendete il sentiero 559 fino al campo sportivo. Qui lasciate il sentiero cai a sinistra e continuate dritto sul Triol dei Brusolai.
Affrontate una ripida salita nel bosco, seguita da un tratto in falsopiano su sentiero stretto e un po' scomodo tra i mughi. Ora dovrete attraversare un ripido torrente, dov'è fondamentale avere scarponi alti e impermeabili se non volete inzupparvi i piedi! Due cordini di ferro indicano la strada e vi aiuteranno a non scivolare.
Poco dopo raggiungete la base della grande cascata Spisolot. Salite su stretto e ripido sentiero vicinissimo all'acqua, fino ad una cengia a circa 2/3 della cascata. Qui l'acqua fa un salto sopra la cengia, lasciando lo spazio per passarci proprio dietro! Un cordino di sicurezza aiuta a evitare scivoloni fatali. Che avventura!
Poco oltre vi ricongiungete al sentiero 559, salite fino ai ruderi di casera Moiazza, e proseguite in direzione bivacco Grisetti. A quota circa 1850 m troverete un sentiero sulla destra che porta ai labirinti (non facile da individuare!). Il sentiero prosegue in cengia tra mughi e qualche piccolo ghiaione, fino ad un primo salto roccioso di un paio di metri da superare aggrappandosi ai mughi. Poco oltre si trova l'ingresso ai labirinti, e sembra proprio di entrare nelle viscere della montagna! Un passaggio strettissimo costringe a incastrarsi tra le rocce, e alla fine bisognerà proprio arrampicarsi su un mugo per uscire!
Infine sbucate sul sentiero Angelini, girate a sinistra e raggiungete il bivacco Grisetti. Il rientro avviene seguendo il sentiero 559 fino al campo sportivo.

PICCOLO ANELLO ZOLDANO - le escursioni del sabato 🏔️Niente a che vedere con il classico anello zoldano, lungo ben 6 gior...
11/04/2026

PICCOLO ANELLO ZOLDANO - le escursioni del sabato 🏔️

Niente a che vedere con il classico anello zoldano, lungo ben 6 giorni; questa escursione è una lunga camminata giornaliera, che unisce buona parte dei paesi della valle, senza mai salire troppo di quota. Camminata perfetta per la primavera, tra boschi e fiori, alla scoperta di una valle e la sua storia. Si può leggere molto del passato percorrendo questo sentiero, troverete ruderi di tabià nel bel mezzo del bosco, villaggi abbandonati o quasi, resti di calchere e fornaci. Una miniera di cose da scoprire! Avere una guida che vi racconti il territorio sarebbe il modo migliore per godere di questo percorso.
Non fatevi ingannare dal fatto che sia un sentiero di fondovalle: lunghezza e dislivello non sono da sottovalutare!

Partiamo da Forno di Zoldo, parcheggio di fronte alla farmacia. Qui si prende via Carrera, ripida strada che porta ad Astragal. Superata la chiesetta si prende la strada forestale che si stacca dalla strada sulla sinistra. Inizia un lungo piacevole tratto in falsopiano, immerso nel bosco, fino al paese Villa, sopra Dont. Superata la chiesetta si prosegue su via Nosgieda, che diventa strada forestale e poi sentiero. Ora si inizia a salire seriamente, fino al raggiungere località Nosgieda, dove si trovano alcuni vecchi tabià abbandonati. Il sentiero prosegue con vari sali scendi fino al piccolo abitato di Iral. Qui è ora di cambiare versante: si scende sulla strada statale e si raggiunge Fusine. Oltrepassato il torrente Maè si raggiunge il cimitero, che dovrete oltrepassare per trovare una nuova strada forestale. Si prosegue nel bosco, ora molto diverso da quello del versante opposto. Il sentiero porta a Cercenà, piccolo villaggio oggi disabitato, e da qui a Foppa. Con un breve tratto sulla strada si raggiunge Pradel e poi Sottorogno, fino ad un ponte. Qui si ricomincia a salire ripidi in direzione del Col Baion. Si raggiunge e attraversa il bellissimo paese di Colcerver, per prendere il sentiero che scende ripido a Pralongo. Da qui puntare al campeggio, e seguire il sentiero che riporta a Forno.

Lunghezza: 18 km
Dislivello: 1100 m
Tempo medio: 5/6 ore

ANELLO DELLA VALLE DELL'ARDO - le escursioni del sabato 🏔️Escursione perfetta per la primavera, quando in quota tuonano ...
09/04/2026

ANELLO DELLA VALLE DELL'ARDO - le escursioni del sabato 🏔️
Escursione perfetta per la primavera, quando in quota tuonano le valanghe ma nel fondovalle i boschi si colorano di fiori. Questa valle del bellunese è nota per il sentiero che porta al rifugio Settimo Alpini e per il Bus del Buson, un vero e proprio canyon. Questo anello unisce il Bus con un itinerario più ampio che regala inaspettate sorprese.

Si parte da Case Bortot, dal parcheggio per il rifugio. Qui si prende un sentiero che scende ripido fino al paese sottostante, Vial. Questi vecchi paesi sono magnifici, e i boschi nascondono tracce di antichi terrazzamenti coltivati. Alla fine delle case la strada diventa un sentiero pianeggiante nel bosco. Meno di 10 minuti e troverete un sentiero che scende a destra, per raggiungere un primo canyon scavato dal fiume dalle acque cristalline e scavalcato in cima da un ponte che gli dà il nome: Pont de la Mortis.
Tornate al sentiero principale e raggiungete il ponte per vedere il canyon dall'alto. Da qui il sentiero si inerpica ripido nel bosco, si supera una vecchia cascina e si raggiunge il sentiero 519 in località Colturella. Da qui si torna a camminare su una strada forestale in falsopiano, con scorci bellissimi sulla Schiara. Dopo un po' vi troverete davanti ad un lungo tunnel, non dimenticate di portarvi la frontale! Al bivio successivo continuate a seguire il 519 che vi porterà con qualche tornante in discesa a Ponte Mariano, dove si incrocia il sentiero che sale al rifugio 7° alpini. Il rientro è sul sentiero 501, un lungo sali scendi con bellissima vista e tante fioriture di aglio orsino. Poco prima della fine troverete il sentiero che scende a sinistra e porta al bellissimo canyon del Bus del Buson. Attraversate il canyon e risalita dall'altro lato. In breve sarete di ritorno alle auto.

Lunghezza: 10 km
Dislivello: 600 m
Tempo medio: 5 ore

CIASPOLATA AL MONTE PUNTA - le escursioni del sabato 🏔️Il monte Punta è una piccola cima nel cuore della Val Zoldana, da...
21/03/2026

CIASPOLATA AL MONTE PUNTA - le escursioni del sabato 🏔️
Il monte Punta è una piccola cima nel cuore della Val Zoldana, da cui si gode di uno spettacolo meraviglioso sulle cime circostanti. Famoso oggi per il panorama e la facilità dell'escursione, in passato era sfruttato come pascolo e per l'estrazione del ferro e successivamente fece parte delle linee difensive della linea gialla. Tutto questo ha lasciato dei segni sulla montagna, riconoscibili dall'occhio attento.

In estate ci sono molti sentieri che permettono di raggiungere la vetta, alcuni percorribili in inverno, altri no. Il sentiero che ora descriverò è quello che preferisco con la neve, ma può essere percorso anche al contrario o facendo andata e ritorno sulla stessa strada.
Si parte da Costa, piccolo e affascinante paese fatto da vecchi tabià in pietra e legno. Subito prima del parcheggio troverete la strada forestale numero 497, che con ripidi tornanti porta al Passo Tamai. Qui girare a destra, sul sentiero 499 che in brave porta alla cima del Col Nero, poco interessante perché boscosa. Dopo una rapida discesa si arriva alla Forzela, dove si prosegue dritto sul 499. Questa ultima parte è molto bella, il sentiero sale a volte ripido tra alberi centenari che ogni tanto lasciano intravedere il panorama. Con un ultimo sforzo si raggiunge la cima, dove finalmente gli alberi si aprono per lasciare una vista a 360°.
Per il rientro ripercorrere i propri passi fino alla Forzela, qui girare a sinistra, sul sentiero 491. A quota 1600 prendere il sentiero a sinistra che si collega al sentiero 492 e porta al bellissimo Mas de Sabe. Da qui i breve si torna alle auto.

Lunghezza: 7 km
Dislivello: 600 m
Tempo medio: 4/5 ore

CIASPOLATA AL MONTE SPECIE da Carbonin- le escursioni del sabato 🏔️Il Monte Specie è un meraviglioso balcone panoramico ...
15/03/2026

CIASPOLATA AL MONTE SPECIE da Carbonin- le escursioni del sabato 🏔️

Il Monte Specie è un meraviglioso balcone panoramico sulle Dolomiti di Sesto. Parte della sua fama deriva dalla facilità con cui si raggiunge: basta salire in auto fino a Prato Piazza e percorrere l'ultimo tratto della salita. L'escursione che propongo oggi è più lunga, con partenza da Carbonin.

Superato il passo Cimabanche, e poco prima di raggiungere l'hotel di Carbonin, troviamo un parcheggio sulla destra. Attraversiamo la strada e prendiamo il sentiero 37. Questa è una lunga e dolce strada forestale, che percorre i più di 500 metri di dislivello che conducono al rifugio Vallandro. Anche se vi sembra che non ci sia molta neve alla partenza portate con voi le ciaspole! Il primo tratto può essere un po' monotono, immerso nel bosco, ma verso la fine il panorama si apre sul Cristallo. Raggiunto il rifugio (aperto in inverno) si prosegue alle sue spalle sul sentiero 34 (quello in centro). Dopo un altro po' di salita un tratto pianeggiante porta alla sella del monte Specie. Un'ultima salita porta sulla nostra cima, segnalata da una grande croce di vetta. Qui la vista è incredibile, e spazia su tutte le Dolomiti di Sesto, fino alle Tre Cime di Lavaredo. Il rientro è per la stessa strada. Il sentiero che accorcia dal rifugio alla sella è percorribile solo le la neve è poca.

Bellissima escursione, richiede un po' di allenamento per la lunghezza, ma non presenta difficoltà tecniche.

Lunghezza: 17 km
Dislivello: 900 m
Tempo medio: 6 ore

CIASPOLATA AL RIFUGIO CITTA DI CARPI - le escursioni del sabato 🏔️ Una ciaspolata bella e facile, adatta anche a princip...
28/02/2026

CIASPOLATA AL RIFUGIO CITTA DI CARPI - le escursioni del sabato 🏔️

Una ciaspolata bella e facile, adatta anche a principianti. Il sentiero è frequentato, quindi molto spesso battuto, ma anche in caso non lo fosse l'orientamento è facile, e il rischio valanghe abbastanza basso (è scontato dire che con rischio 4 o 5 si sta a casa, vero?). La zona è meravigliosa, e il panorama affascinante ad ogni curva. I Cadini di Misurina regalano sempre spettacoli incredibili!

Partiamo dal lago di Misurina, che spesso in questa stagione è ghiacciato e ricoperto di neve. A volte ci si può anche camminare sopra! Trovare un parcheggio gratuito purtroppo è quasi impossibile. Questa ciaspolata si può dividere in due parti: la prima è molto ripida, e porta dal parcheggio vicino al lago alla cima della seggiovia, la seconda alterna una breve discesa e una dolce salita finale. Se volete accorciare l'escursione potete prendere la seggiovia per il col de Varda e saltare il primo tratto. Se scegliete di salire a piedi raggiungete la partenza della seggiovia, dove troverete il sentiero che sale sulla destra e un cartello che indica il rifugio (sentiero 120A). Dopo un primo tornante, all'altezza della chiesetta, seguite il sentiero che sale a destra. Il sentiero estivo percorre per buona parte le piste da sci, quindi in inverno l'unica opzione per salire è di camminare sotto la seggiovia. Con stretti e ripidi tornanti guadagnerete quota in fretta, ma non dimenticatevi di girarvi ogni tanto per ammirare il Cristallo! Dopo circa 150 m di dislivello incrocerete di nuovo il sentiero principale, che ora potete seguire senza incappare ancora nelle piste. Ora la salita è meno faticosa e in breve incrocerete il sentiero che scende dal rifugio Col de Varda. Potete allungare un po' se volete prendere in caffè, altrimenti proseguire dritto, in leggera discesa. all'improvviso il bosco si apre, mostrando un panorama mozzafiato: il Sorapiss, l'Antelao e tutte le Marmarole sovrastano la valle che si apre ai vostri piedi. Prendetevi il tempo per qualche foto, poi continuate sulla comoda forestale in leggera discesa. (Continua nei commenti)

CIASPOLATA AL RIFUGIO VAJOLET - le escursioni del sabato 🏔️Una delle ciaspolate più famose della Valle di Fassa, meravig...
20/02/2026

CIASPOLATA AL RIFUGIO VAJOLET - le escursioni del sabato 🏔️
Una delle ciaspolate più famose della Valle di Fassa, meravigliosa, facile, adattabile in base all'allenamento. La vista sul Catinaccio e le cime circostanti è grandiosa, dall'inizio alla fine. I brevi tratti nel bosco non nascondono le cime, anzi, i bellissimi cirmoli contorti danno al paesaggio ancora più fascino. Inoltre il sentiero è tutto al sole, cosa non trascurabile in questa stagione! Il rifugio Vajolet è chiuso, ma a metà strada si trova il , aperto da dicembre ad aprile.

A metà tra Mazzin e Pozza di Fassa salite la strada per Muncion e proseguire fino al parcheggio alla fine della strada (c'è un divieto d'accesso, ma se leggete bene è valido solo d'estate). Qui inizia la strada forestale, battuta dal gatto delle nevi, che con salita dolce e costante porta al rifugio Gardeccia. Fin qui l'escursione è facile, adatta a tutti (si vedono molte famiglie che salgono a piedi e scendono col bob!) La seconda parte, specialmente verso la fine, è più a rischio valanghe, perciò valutate bene la percorribilità. Prendete il sentiero 546 dietro il rifugio che ora inizia a salire ripido. Ci si avvicina alle pareti del Catinaccio, circondati da bellissimi cirmoli antichi. Già si vede la meta, il rifugio Preuss, arroccato su una roccia. Un ultimo tratto dolce fa ti**re il fiato prima degli ultimi tornanti, e le Torri del Vajolet svettano imponenti sopra di voi. Dietro al rifugio Preuss si trova il rifugio Vajolet, meta della giornata.
Con condizioni di neve molto stabili si può proseguire in direzione del rifugio passo Principe.
Il rientro è sullo stesso percorso.

Lunghezza: 16.5 km
Dislivello: 700 m
Tempo medio: 5 ore

Il Nuvolau rimarrà per sempre il mio posto del cuore, non importa quante volte ci sono salita. Da quando sono incinta ho...
13/02/2026

Il Nuvolau rimarrà per sempre il mio posto del cuore, non importa quante volte ci sono salita. Da quando sono incinta ho limitato tantissimo le mie escursioni in montagna, ma questa almeno una volta ci tenevo a farla. Mi manca tantissimo poter vivere la montagna ogni giorno, e oggi è stata davvero una giornata speciale. La neve era stupenda, il tempo perfetto e la temperatura tiepida. Siamo stati un'oretta sulla terrazza a goderci il sole, e mi sento rigenerata!
Intanto inizio già a far conoscere le mie amate montagne a questa nuova vita che porto in grembo ❤️

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