06/06/2026
I motivi che hanno spinto Dua Lipa a scegliere la Sicilia come cornice per le sue nozze li conosce solo Dua Lipa. Probabilmente la star anglo-albanese in una sua precedente vacanza tra Palermo e Bagheria è rimasta folgorata dalla bellezza dei luoghi, dal clima, dal cibo e dall’accoglienza dei siciliani, che tutte le volte avvertono l'urgenza di dimostrarsi super accoglienti nei confronti di chiunque metta piede sull’isola, se poi si tratta di super VIP's non ne parliamo. Se posso dare un sommesso e rispettoso parere ai miei corregionali, “anche meno” non c’è alcun bisogno di mettersi a 90 al cospetto di chiunque venga da noi anche perché, e questo lo suggerisce l'ormai corposo vissuto chi scrive (senza volere insegnare niente a nessuno, è solo un parere personale), il più delle volte, specialmente da chi proviene dal nord del mondo, il nostro "calore" viene considerato molto più spesso di quanto si pensi come invadenza. Provate ad abbracciare un giapponese, voi credete di essere affettuosi, lui in quel momento se potesse vi taglierebbe in due con una Katana. Dimostrarsi educati e rispettosi, basta e avanza.
Comunque, per il suo matrimonio in stile Bollywood Dua Lipa avrebbe potuto scegliere il Kosovo albanese dove i luoghi suggestivi sicuramente non mancano oppure qualunque altra parte del mondo, invece ha scelto la Sicilia come evidentemente fanno milioni di di turisti, dicevamo prima attratti principalmente dal clima, dalla bellezza dei luoghi, dal cibo dalla cultura e in fondo, nessuno mi toglie dalla testa, anche dalla curiosità di trovarsi, negli stessi luoghi, respirare la stessa aria e mangiare le stesse cose dei padrini della mafia tanto celebrati al cinema in film di grandissimo successo come il Padrino "Leave the gun and take the cannoli" Donnie Brasco, Quei Bravi Ragazzi solo per citare alcuni dei più famosi, perché in fondo, agli occhi di chi viene da lontano e poi ci torna, la mafia è solo un fenomeno pittoresco, roba da t-shirt con coppola e lupara. E invece no, e se anche un solo visitatore pensa che lo sia, è per colpa nostra. Sì nostra, per tutte le volte che abbiamo lasciato e lasceremo che il cinema internazionale e la Tv nazionale ci racconti sempre e solo con la mafia o la criminalità sullo sfondo.
In Sicilia non si ride, non ci si innamora, non si lavora, non si progredisce, in Sicilia accadono solo tragedie, l'ultimo film italiano ambientato in Sicilia senza malaffare nella sceneggiatura è del 1990, si chiama Nuovo cinema Paradiso e ha vinto un Oscar, dopo il nulla. Film su film serie su serie Tv ad alimentare stereotipi negativi sulla Sicilia. Se Dua Lipa si fosse sposata a Roma, i tabloid inglesi avrebbero sicuramente parlato di Città Eterna di Vacanze Romane di Dolce Vita e non degli anni di piombo, delle trame della P2 per destabilizzare la Repubblica, del rapimento Moro o della banda della Magliana, eppure è storia. Se si fosse sposata a Milano? Ah beh, il Diavolo Veste Prada 2 insegna, solo glamour, fashion e il quadrilatero di stoc***o, mica avrebbero ricordato al mondo che comunque Milano è stata la capitale della corruzione dell'intera classe politica Italiana ai tempi di Tangentopoli, eppure anche questa è storia. No, al nome "Palermo" sebbene riferito ad un banale matrimonio una certa stampa estera come in un riflesso condizionato ha tirato fuori la questione mafia. Ora ci si può indignare oppure si potrebbe smettere di normalizzare una certa cultura partendo dalle cose piccole, come per far notare molto garbatamente al suonatore di strada con la fisarmonica oppure a quello con il "friscaletto" mentre ceniamo in un ristorante del centro città che il motivo del film Il Padrino che sta suonando per i turisti, non ha nulla a che vedere con la cultura siciliana. Oppure a qualche fan dell'intoccabile Camilleri, forse sarebbe corretto ricordare che in Sicilia non parliamo come i personaggi di Montalbano e che sopratutto la simpatica e tanto lieve "ammazzatina" è un c***o di omicidio volontario.