31/05/2026
Vedi quell'asceta così luminoso e maestoso? Quello è tuo padre. Lui possiede grandi tesori e ricchezze che appartengono alla tua stirpe, ma che ha lasciato quando se n'è andato.
Va' da lui e rivendica la tua eredità. Digli: 'Padre, io sono il principe e un giorno sarò re. Dammi il tesoro che mi spetta di diritto'."
Yasodhara sperava che, attraverso la richiesta del bambino, si potesse ristabilire un legame o che il Buddha lasciasse qualcosa di materiale per il futuro del figlio.
Il piccolo Rahula si avvicinò al Buddha. Guardandolo, non provò timore, ma si sentì attratto dalla sua incredibile serenica. Lo seguì mentre il Buddha camminava, dicendogli: "Padre, persino la tua ombra è fresca e piacevole. Dammi la mia eredità".
Il Buddha ascoltò la richiesta del figlio in silenzio, continuando a camminare fino a raggiungere il bosco dove risiedeva con i suoi discepoli.
Una volta arrivati, il Buddha rifletté sulla richiesta di Rahula. Pensò che le ricchezze materiali, l'oro e i tesori del palazzo reale fossero effimeri, destinati a svanire e a causare solo ulteriori attaccamenti e sofferenze.
Il Buddha si rivolse quindi a Sariputta, uno dei suoi discepoli più vicini, e disse:
"Rahula chiede l'eredità di suo padre. Ma l'oro del palazzo perisce. Io gli darò un tesoro che non svanirà mai, il tesoro dei nobili insegnamenti. Gli darò l'eredità dell'illuminazione e della libertà spirituale."
Il Buddha ordinò quindi che Rahula venisse accolto nella comunità. Il bambino fu rasato, vestito con la tunica monastica e divenne così il primo Samanera (giovane novizio) della storia.
"Oro o saggezza? Se poteste lasciare una sola eredità alle future generazioni, scegliereste la sicurezza materiale o la ricchezza interiore? scrivetelo nei commenti!