La Maison des Maitres è una casa, un luogo speciale, di coincidenze che capitano. NASCE UN’IDEA
LA MAISON DES MAITRES
Marocco Monti Atlas – Villaggio di Tafza –
La Maison des Maitres è un luogo speciale, di coincidenze che capitano, uno spazio di continua scoperta dove la parola mestiere evoca manualità, fantasia e coincide con artista, colui che crea ciò che insegna. La casa, è situata all’inte
rno di un villaggio berbero, Tafza, nelle montagne dell’Atlas, sospesa tra il tempo e la storia, sembra uscita da un libro di fiabe con l’argilla rossa dei muri. Sorge in posizione strategica astrale per vivere l’alba, il tramonto, soprattutto le notti di luna. Silenzio, colori, suoni, musica, consistenze, sapori, odori. La grande dignità dei vecchi, i bambini più belli mai visti, per arrivare al profondo di sé. Cura dei particolari per mantenerne intatta l’identità di nobile casa berbera, mattonelle di argilla smaltata fatte a mano, porte e finestre decorate da battenti in legno finemente intarsiato, e pietre e paglia. La scelta di dare questo nome è in onore della guida spirituale che vi abitava, berbero di nobili origini, artigiano della ceramica, Maestro Ait Izzi
In tutto questo ha creduto il Maestro musicista NourEddine Fatty dando impulso a un progetto unico, molto aperto e denso in materia di visioni culturali. E grazie al maestro, alla natura universale e fisica della musica che concepisce, la possibilità di vivere la prima delle esperienze all’interno della casa, di entrare in connessione con dimensioni emozionali, catartiche, empatiche, energiche. Imparare il suono come una delle poche ma possibili esperienze comunicative che ognuno porta con sé e che brama di vivere per riconoscersi in armonia con l’altro. Percepire la nota, il ritmo, vederli diventare espressione, ritratto di questo sentire che l’uomo ha e di cui la musica è segno. Entrando nella cucina della Maison, succede qualcosa di simile. Bicchieri riempiti fino all'orlo con la menta e una generosa porzione di zucchero, tutto è pronto per il caratteristico tè verde versato con gesti lenti e calcolati; qui incontriamo la chef Roberta Scarazzato con la sua cucina densa di tradizioni e lontana dagli ego. Piatti dall'anima ludica che lasciano spazio al cuore, all’ingrediente fondamentale, l’emozione! Parliamo di una cucina biologica, concreta, eterea ed essenziale, caleidoscopio di sapori sorprendenti. L'idea di fondo è energia impressa con le mani, il tocco in bocca è evidenziato dalle spezie in infusione che donano contrasto e conforto. I presupposti ci sono tutti per visitare un luogo sospeso dove tutto è delizioso, incontaminato, esattamente come le donne del posto, che insieme alla chef, cureranno l’aspetto culinario, le cene con il miglior tajine mai assaggiato, l’arte del cous cous partendo da quello più semplice con lo smen, un b***o "fermentato". Sentirla questa vita, sentirla nei piatti col cumino, nelle arance alla cannella, nel vedere impastare il pane alla mattina per colazione. Nascono così giorni durante i quali si impareranno i gesti, i mille fuochi di voci e racconti, un intreccio di valori tutti da scoprire.
“L'art pour Part”. Scivoleremo nella magia che costruiremo insieme senza orari prefissati. Un viaggio sensibile fatto di olfatto, udito, gusto, ricordo, movimento.