19/10/2025
Quando leggo la storia degli italiani in Myanmar, mi sento orgogliosa. Sapevate che l ultimo re birmano aveva un dottore personale.....italiano??
...🙂 tratto dall archivio del PIME.
Tra il 1871 e il 1872 viene ratificato un trattato di amicizia, commercio e navigazione tra il Regno d’Italia e la Birmania, un evento che porta all’intensificarsi delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi e alla nascita di una piccola ma vitale comunità italiana.
In particolare durante il regno dell’ultimo re di Birmania, il sovrano Thibaw, asceso al trono nel 1878 e desideroso di apportare rinnovamenti e modernità al suo Paese, arrivano nella capitale Mandalay decine di italiani: si tratta di militari impiegati per la riforma dell’esercito e la costruzione di infrastrutture elettriche e telegrafiche; piccoli imprenditori che avviano fabbriche per la produzione di munizioni e tessuti serici; uomini di scienza e cultura che danno il via a esplorazioni geografiche e botaniche e portano nuove idee in campo medico.
In questo contesto si muove Luigi Barbieri de Introini, stimato medico lombardo. Della sua esperienza settennale alla corte reale resta un resoconto di 16 pagine intitolato “Brevi cenni sulla Birmania: nota”, pubblicato sulla rivista del Reale Istituto Lombardo di Scienze e Lettere nel 1891.
In questo scritto il dottor Barbieri de Introini descrive le malattie, le pratiche mediche, il clima, i caratteri fisionomici, gli usi e i riti conosciuti nel Paese asiatico; racconta inoltre di come sia diventato il medico personale del re e della sua famiglia solo dopo essere stato messo alla prova per un intero anno, con visite presso monasteri lontani, lungo sentieri impervi e sotto la pioggia, «avendo – come lui stesso spiega – il Consiglio degli astrologi e dei ministri stabilito che si dovesse prima esperimentare in qual modo il maestro di medicina straniera praticava la propria arte sopra organismi di una minore importanza di quello di un re». Un tirocinio frutto senz’altro della precauzione, ma anche della gelosia e dell’astuzia della corte!
Una vicenda interessante e in parte avventurosa che si lega al Pime grazie a una breve nota trovata nelle schede del Museo Popoli e Culture .