Guida turistica Napoli . Serena Mastroserio

Guida turistica Napoli . Serena Mastroserio Tour alla scoperta di Napoli e della Campania con una guida turistica abilitata. Storica dell' arte. P. iva 088 73 88 12 16

12/09/2026

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nella collezione egizia, si conserva anche la mummia di un coccodrillo...

Questi grandi rettili erano molto temuti e allo stesso tempo venerati perché collegati al dio Sobek, adorato soprattutto a Kom Ombo e nel Fayum.

In questi centri di culto veniva scelto un coccodrillo, che poi era accudito, adornato con gioielli e trattato con grande riverenza fino alla sua morte, per essere poi sepolto in terra sacra.

La mummia è esposta con due piccoli coccodrilli ai lati che presentano anch'essi tracce di mummificazione.
La prassi non è insolita visto che la ritroviamo in una mummia di coccodrillo conservata al British Museum.

L'intenzione pare fosse quella di simboleggiare la fertilità e la protezione del dio Sobek, colui che protegge i campi e li rende fertili, ma che portava via le mogli ai mariti quando lo desiderava.

Il collegamento potrebbe aver avuto origine dal comportamento del coccodrillo che durante il periodo dell' accoppiamento si batte fuoriosamente per conquistare le femmine, da qui l'associazione al concetto di fertilità.

09/09/2026

Quella del Museo Archeologico Nazionale di Napoli è la seconda collezione egizia, per importanza, in Italia dopo quella di Torino.

Tra i circa 2500 reperti vi è questo corpo mummificato di una giovane donna di circa 25 anni custodito all'interno del proprio sarcofago originale, decorato con elementi tradizionali, cartonnage e amuleti funerari.

Secondo gli egizi l'integrità del corpo era essenziale affinché l'anima potesse continuare a vivere nell'aldilà.

Il cuore veniva lasciato nel petto perché era considerato la sede dei sentimenti e della coscienza ed era destinato a essere pesato nel giudizio finale.

L'ultima prova che il defunto doveva superare era infatti la pesatura del cuore, la cosiddetta "psicostasia".

Di fronte ad Osiride il cuore del defunto veniva pesato insieme ad una piuma, simbolo della dea della giustizia Maat.

Se avevano lo stesso peso significava che il defunto, in vita, aveva tenuto un comportamento retto ed era quindi degno di accedere all' Aldilà, altrimenti la sua anima sarebbe stata divorata dal mostro Ammit.

Il procedimento di mummificazione durava circa settanta giorni.

Il corpo veniva lavato, il cervello estratto attraverso le narici tramite uncini metallici, mentre gli organi interni, fegato, stomaco, polmoni e intestino venivano rimossi attraverso un taglio addominale e conservati nei vasi canopi.
Veniva, poi, ricoperto dal natron, un sale, per circa quaranta giorni allo scopo di far assorbire i liquidi corporei.

Cosparso di balsami e profumi, il corpo, veniva, infine, avvolto da metri di bende di lino, inserendo amuleti protettivi tra uno strato e l'altro.

Napoli è una città azzurra e vista dall'alto della collina di San Martino sembra che questo colore l'attraversi tutta, i...
04/09/2026

Napoli è una città azzurra e vista dall'alto della collina di San Martino sembra che questo colore l'attraversi tutta, intridendone persino le ombre... Quando poi si ha la fortuna di accompagnare un gruppo di donne splendide e simpatiche, alla bellezza dell'arte si unisce la fortuna dell'incontro 💙

23/08/2026

Scoperta il 3 giugno del 1968 in località Tempa del Prete, la Tomba del Tuffatore ( primo quarto V sec. a.C.) è la più famosa di Paestum.

Il lato inferiore della lastra di copertura è decorato con un giovane che si tuffa per lanciarsi in acqua, mentre sulle lastre laterali della camera sepolcrale è dipinta la scena di un simposio.

La sua unicità deriva dal fatto, che ad oggi risulta l'unica tomba dipinta con scene figurate di una città magnogreca di quel periodo e prima cioè che l'élite ormai "barbarizzata" della città tornasse nel IV sec. a.C. a dipingere le tombe.

Posidonia/Paestum non era lontana da siti Etruschi dove la consuetudine di dipingere le tombe era diffusa già dal VII sec. a. C.

Una tra le ipotesi interpretative più affascinanti della scena del tuffo la vede come una rappresentazione metaforica dove il tuffo rappresenterebbe il passaggio del giovane nell' aldilà.

Un linguaggio metaforico ad oggi, però, non attestato dalle fonti archeologiche e che quindi andrebbe a costituire un unicum.

Recentemente (2020) Tonio Hoelscher ha indicato testimonianze, iscrizioni e immagini, che consentono di interpretare il tuffarsi come prova di coraggio nel contesto dell' efebia, una sorta di servizio militare che i ragazzi prestavano tra i 16 ed i 18 anni.


Paestum. Uno dei miei luoghi del cuore
18/08/2026

Paestum. Uno dei miei luoghi del cuore

È stato inaugurato il nuovo allestimento completo del Museo Archeologico Nazionale di Paestum ✨È possibile finalmente ri...
18/08/2026

È stato inaugurato il nuovo allestimento completo del Museo Archeologico Nazionale di Paestum ✨

È possibile finalmente rivedere anche la bellissima Sezione delle tombe lucane dipinte 🏛️

✨ 7000 pezzi tra  porcellane e terraglie, in gran parte provenienti dalla collezione Borbone. Questo, il nuovo straordin...
16/07/2026

✨ 7000 pezzi tra porcellane e terraglie, in gran parte provenienti dalla collezione Borbone.
Questo, il nuovo straordinario allestimento delle porcellane, articolato in 16 sale, al primo piano del Museo Nazionale di Capodimonte ✨

15/07/2026

Il Carro dell'Aurora. Real Fabbrica delle Porcellane di Capodimonte. Manifattura Poulard.

In quest' opera di straordinaria fattura il carro del sole è preceduto dalla figura dell' Aurora e circondato dalle Ore e da dieci puttini danzanti. La composizione attuale vede seduta sul cocchio, al posto di Apollo, Carolina Murat.

Alcune figure sono state derivate da modelli settecenteschi di Filippo Tagliolini, altre invece, come Carolina da modelli nuovi di stile Impero.
L' opera aveva funzione di centro tavola. È possibile che il gruppo sia stato cotto durante la gestione francese della manifattura.

Il nuovo allestimento delle porcellane al Museo Nazionale di Capodimonte è straordinario venite a visitarlo ✨

14/07/2026

Torna visibile il salottino di porcellana al Museo Nazionale di Capodimonte.

Realizzato tra il 1757 e il 1759 per la Reggia di Portici fu trasferito qui nel 1866.

La volta è realizzata in stucco ma si armonizza splendidamente alle pareti della stanza.

Queste sono costituite da lastre di porcellana bianca, fissate ad una gabbia di legno con viti mascherate da cornici e festoni a rilievo.

La decorazione consiste in trofei musicali, animali, scene di vita cinese il tutto alternato a grandi specchiere.

Parthenope è la mitica fondatrice di Napoli, creatura umana e ferina insieme che ha mutato forme molte volte attraverso ...
05/06/2026

Parthenope è la mitica fondatrice di Napoli, creatura umana e ferina insieme che ha mutato forme molte volte attraverso i secoli, ma è rimasta radicata nell'immaginario collettivo della città.

La fontana Spinacorona è tra le tante immagini della sirena quella che meglio esprime il suo legame con la città, qui, infatti, una Parthenope benevola, rappresentata come donna uc***lo, spegne con l'acqua che sgorga dai suoi seni, la lava del Vesuvio.

In questa straordinaria mostra, allestita al terzo piano del MANN, si cerca innanzitutto di fare chiarezza sulla natura delle sirene e poi di raccontare le trasformazioni che hanno subito nel corso dei secoli.

Da uccelli con la testa umana a donne con zampe di uc***lo, e poi, a partire dal Medioevo, donne con la coda di pesce.

Vengono narrate in questa mostra, attraverso gli oggetti esposti, le vicende mitiche di cui le sirene saranno protagoniste ed il passaggio da pericolose ammaliatrici a benevole accompagnatrici, fino a giungere alle sirene "moderne" raffigurate dagli street artist sui muri della città contemporanea

Indirizzo

Napoli
Naples
80100

Sito Web

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