06/10/2026
Vorrei che oggi tutti insieme osservassimo un minuto di silenzio. Un minuto di silenzio per tutte le vittime della stupidità, dell’ignoranza, dell’arroganza dell’uomo. Ogni volta che muore un albero, una pianta, un insetto, un anfibio, un mammifero, muore una parte di noi. Muore una delle maglie che compongono la catena di questa parola bellissima che si chiama biodiversità. Milioni di essere viventi che hanno impiegato milioni di anni per svilupparsi, spazzati via in pochi secondi. Proviamo a immaginare cosa prova un faggio secolare, un abete, una quercia mentre arde dalla base ancora viva, impossibilitata a muoversi perché ha scelto di sacrificare la propria esistenza per aiutare gli altri alberi vicini. Proviamo a immaginare cosa sente una volpe, un lupo, un cinghiale circondato da fiamme altissime e aria irrespirabile. Che osserva i propri cuccioli perire soffocati. La terra grigia, la cenere. Non è solo una ferita insanabile, ma è un lamento, un grido senza voce. È il silenzio di chi sa di non poter interloquire con degli esseri inferiori, di chi sa che un giorno le parti si saranno inevitabilmente invertite.