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11/09/2026

New York, 11 settembre.

Oggi non servono molte parole.

Questo video l’ho registrato qualche tempo fa, durante una delle mie visite al 9/11 Memorial.

Ci torno praticamente ogni volta che sono a New York.
Perché ci sono luoghi che fanno parte di una città. E altri che aiutano a capire la sua storia.

E c’è un dettaglio che racconto sempre quando passo da qui: la stazione della metropolitana di Cortlandt Street, distrutta l’11 settembre insieme alle Torri Gemelle, rimase chiusa per quasi diciassette anni.

Riaprì soltanto nel 2018, con un nuovo nome: WTC Cortlandt.

Anche questo, in fondo, racconta New York.
Una città che non dimentica, ma continua ad andare avanti.

Oggi piove.E pensavo a dove vorrei essere in questo momento.Probabilmente qui.All’Old Faithful Inn, nel cuore di Yellows...
10/09/2026

Oggi piove.
E pensavo a dove vorrei essere in questo momento.

Probabilmente qui.

All’Old Faithful Inn, nel cuore di Yellowstone.

Fuori potrebbe anche piovere. Tanto dentro ci sono legno, pietra, il camino acceso e più di cent’anni di storia che ti avvolgono.

Uno di quei posti dove starei volentieri anche senza fare niente.

Seduto lì.
A guardarmi intorno.

Sì, oggi vorrei essere proprio qui.

L’Hanami di Roosevelt Island.Non serve andare in Giappone per ritrovarsi, per qualche giorno, sotto una nuvola di fiori ...
05/09/2026

L’Hanami di Roosevelt Island.

Non serve andare in Giappone per ritrovarsi, per qualche giorno, sotto una nuvola di fiori di ciliegio.

A New York basta prendere la piccola funivia rossa che parte da Manhattan, attraversare l’East River sospesi accanto al Queensboro Bridge e scendere a Roosevelt Island.

Ci torno spesso. Ma in primavera Roosevelt cambia completamente faccia.

Lungo il fiume i ciliegi si riempiono di rosa, le panchine guardano Manhattan dall’altra parte dell’acqua e New York, che è lì a poche centinaia di metri, sembra improvvisamente molto più lontana.

È una delle cose che amo di questa città: puoi conoscerla da anni, tornarci decine di volte e trovare ancora il modo di guardarla da un’altra prospettiva.

E forse Roosevelt Island mi piace proprio per questo.

Se Manhattan è New York vissuta da dentro, Roosevelt è New York vista da fuori.

Con un cielo grigio, qualche petalo per terra e quella piccola cabina rossa che continua ad andare avanti e indietro sopra l’East River.

La mia New York, a volte, è anche questa.

Ho un debole per le periferie americane.Anche se, a dire il vero, chiamarle periferie non è sempre corretto.Sono quelle ...
31/08/2026

Ho un debole per le periferie americane.

Anche se, a dire il vero, chiamarle periferie non è sempre corretto.

Sono quelle Main Street di paesi di cui magari dimentichi persino il nome. I vecchi neon che si accendono quando comincia a fare buio. Un Dairy Queen con le famiglie in fila davanti alla finestra, un liquor store, un bar all’angolo, un vecchio furgone parcheggiato da chissà quanto tempo dietro una casa.

Posti in cui, apparentemente, non c’è niente da vedere.

E io invece finisco sempre per fotografarli.

Mi piace soprattutto passeggiare la sera. Quando molte città americane, lontano dalle grandi metropoli, si spengono sorprendentemente presto. Le strade si svuotano, rimane accesa qualche insegna, passa una macchina ogni tanto e tutto sembra rallentare.

Ho sempre la sensazione che siano città pronte a struccarsi per andare a riposare.

Ed è forse proprio allora, senza filtri, che mi piace guardarle di più.

Perché c’è un’America che tutti conosciamo ancora prima di esserci stati: New York, il Grand Canyon, la California, i grandi parchi.

E poi ce n’è un’altra che bisogna andare a cercare. O, ancora meglio, lasciare che ti capiti davanti mentre sei diretto da qualche altra parte.

È fatta di insegne un po’ storte, parcheggi, motel, diner, case di legno, strade troppo larghe per il traffico che hanno e locali dove, quando entri, per un secondo si girano tutti a guardarti.

Non sarà l’America più spettacolare.

Ma è una delle Americhe che amo di più. 🇺🇸

Vi avevo chiesto di mandarmi la vostra America.E avete risposto così. 🇺🇸Sono arrivate foto da luoghi che conosco bene, a...
27/08/2026

Vi avevo chiesto di mandarmi la vostra America.
E avete risposto così. 🇺🇸

Sono arrivate foto da luoghi che conosco bene, altri che vorrei conoscere ancora meglio. Tramonti, canyon, deserti, montagne, neve, strade. E perfino qualche cavallo in mezzo al nulla.

Ma la cosa che mi piace di più è che, guardandole, si capisce subito una cosa: non esiste una sola America.

C’è quella della Monument Valley vista in silenzio.
Quella di un’alba che vale una sveglia improbabile.
Quella di un canyon che ti fa sentire minuscolo.
Quella di un incontro inaspettato lungo la strada.
E quella di un posto che magari abbiamo visto in mille fotografie, ma che quando ci siamo davanti diventa improvvisamente solo nostro.

Forse è proprio questo uno dei motivi per cui continuo a tornarci.

Perché dopo tanti viaggi, tante miglia e tante strade percorse, gli Stati Uniti riescono ancora a sorprendermi.
E soprattutto perché ognuno finisce per portarsi a casa un’America diversa.

Queste sono alcune delle vostre. ❤️

Adesso però sono curioso: qual è la vostra America?

Quella che avete già trovato o quella che state ancora sognando?

📷 Grazie a Sary Birba .64 Barbara Cacciatori 𝓛𝓪 𝓕𝓵𝓸' Connie Wilson per aver condiviso con me un pezzetto del vostro viaggio.

Oggi mi prendo un po’ di più spazio e spero di non annoiarvi, ma un mito ha bisogno del giusto spazio.Quando sono stato ...
25/08/2026

Oggi mi prendo un po’ di più spazio e spero di non annoiarvi, ma un mito ha bisogno del giusto spazio.

Quando sono stato a Nashville ho avuto una sensazione molto strana: Dolly Parton era ovunque.
E non perché ci fossero le sue fotografie o perché qualcuno stesse passando una sua canzone.

Era proprio nell’aria.

E quando sono entrato al Grand Ole Opry quella sensazione è diventata ancora più forte.
Guardavo quel palco, quelle vecchie assi di legno, le luci, le quinte… e sembrava quasi di vedere ancora brillare le sue paillettes e sentire le sue note riecheggiare nell’aria.

Forse perché Dolly non è mai stata soltanto una voce o un personaggio incredibile.
Dietro ai capelli impossibili, agli abiti scintillanti e a tutto quel luccichio c’è sempre stata una sensibilità che, conoscendo meglio la storia delle sue canzoni, mi ha sempre colpito.

Pensate a Jolene.
Suo marito aveva attirato le attenzioni di un’altra donna. Dolly avrebbe potuto scrivere una canzone piena di rabbia, gelosia e rancore. Avrebbe potuto prendersela con lei.
E invece no.
Le parla. Le dice che è bellissima. Ammette di averne paura. Si mostra fragile e le chiede semplicemente di non portarle via l’uomo che ama.

Poi c’è I Will Always Love You.
E anche qui la storia avrebbe potuto produrre tutt’altro.
Dolly voleva lasciare il Porter Wagoner Show e proseguire da sola. Porter Wagoner, l’uomo che aveva creduto in lei e che aveva avuto un ruolo fondamentale nella sua carriera, non voleva lasciarla andare. Il rapporto tra i due era diventato difficile.
Avrebbe potuto andarsene sbattendo la porta.
Dolly gli scrisse una canzone.
Non per accusarlo.
Non per ricordargli quanto fosse stato difficile quel momento.
Ma per dirgli, in sostanza: devo andare, ma quello che hai fatto per me non lo dimenticherò mai. Ti auguro ogni bene. E ti vorrò sempre bene.

I Will Always Love You.

Ed è forse qui che ho capito cosa mi affascina davvero di Dolly Parton.

La sua grazia.
Quella capacità, rarissima, di raccontare anche le ferite senza trasformarle in rancore.
In Jolene non c’è una nemica.
In I Will Always Love You non c’è un colpevole.

Ci sono persone. Sentimenti. Fragilità.
E la consapevolezza che si può scegliere di andare avanti senza necessariamente cancellare, odiare o distruggere quello che c’è stato prima.

E allora ripenso a Nashville.
A quel palco.
A quelle assi di legno.
Alle luci del Grand Ole Opry.
E a quella bambina delle Smoky Mountains che correva dietro alle farfalle e che, alla fine, una farfalla lo è diventata davvero.

Colorata, esagerata, scintillante. Ma soprattutto libera.

Nashville, per me, continuerà sempre a profumare un po’ di lei.

Di country.
Di Smoky Mountains.
Di paillettes.
Di farfalle.

E di una gentilezza che, forse, è stata il suo modo più bello di essere forte. ❤️🦋

25/08/2026
24/08/2026

E niente… si ricomincia. 😅

Dopo chilometri, parchi, strade infinite e qualche settimana vissuta con la valigia sempre aperta, stamattina sono tornato dall’altra parte dei viaggi. Quella meno instagrammabile, forse. Ma è quella da cui poi nasce tutto.

Una scrivania, un foglio bianco e una lista che, a quanto pare, era già diventata parecchio lunga. 😂

Perché mentre un viaggio finisce, ce ne sono sempre altri che stanno iniziando a prendere forma.

E adesso… sotto. ✍️🇺🇸

viaggiareinusa

In questi giorni vi ho raccontato i miei parchi, vi ho mostrato i miei preferiti e vi ho chiesto quali fossero i vostri....
23/08/2026

In questi giorni vi ho raccontato i miei parchi, vi ho mostrato i miei preferiti e vi ho chiesto quali fossero i vostri.

Adesso però voglio vederli. 🇺🇸

📸 Mandatemi in DM una vostra foto in un National Park americano.

Non deve essere la foto perfetta.
Può essere un panorama, una strada, un momento, voi davanti a qualcosa che vi ha lasciato senza parole.

Scrivetemi semplicemente dove eravate e, se vi va, perché proprio quel posto vi è rimasto nel cuore.

Nei prossimi giorni ne sceglierò alcune e le condividerò nelle stories di Marco in the USA.

Perché alla fine gli Stati Uniti che mi piace raccontare non sono soltanto quelli che vedo io.

Sono anche quelli che avete vissuto voi. ❤️🇺🇸

Oggi si chiude il capitolo “parchi” di questo viaggio. 🇺🇸Dopo più di due settimane on the road, migliaia di chilometri e...
17/08/2026

Oggi si chiude il capitolo “parchi” di questo viaggio. 🇺🇸

Dopo più di due settimane on the road, migliaia di chilometri e alcuni dei luoghi più incredibili attraversati in questi giorni, era inevitabile fare una classifica.

Questa è la mia, rigorosamente a caldo:

5️⃣ Devils Tower
4️⃣ Badlands
3️⃣ Arches
2️⃣ Bryce Canyon
1️⃣ Yellowstone

Yellowstone per me resta un mondo a parte.
Bryce continua a essere uno di quei posti in cui torno e penso sempre: sì, ne vale ancora la pena.
E la vera sorpresa di questo viaggio? Probabilmente Badlands.

È la mia classifica, sia chiaro. E sono abbastanza sicuro che qualcuno non sarà per niente d’accordo. 😂

Adesso però cambiamo completamente scenario.

Lasciamo i parchi alle spalle e ci aspetta l’immersione finale a Las Vegas 🎰🇺🇸

E prima di tornare a casa c’è ancora una cosa che voglio provare personalmente… perché potrebbe finire in uno dei prossimi viaggi dei miei viaggiatori. 😉

Ma di quella vi racconto dopo.

Intanto: voi chi avreste messo al primo posto? 🇺🇸

Indirizzo

Martiri Della Libertà 55
Staranzano
34079

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 16:00
Martedì 08:00 - 16:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
Giovedì 08:00 - 16:00
Venerdì 08:00 - 16:00

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